Mauro Esposito: una voce contro la ‘ndrangheta.

Mauro Esposito è un architetto e ingegnere forense di Caselle torinese, sposato e con due figli. Nel libro Le mie due guerre (edito da La nave di Teseo) racconta la sua storia di vittima di estorsione e testimone di giustizia. La sua presa di posizione contro le minacce della ‘ndrangheta l’ha portato a quasi 10 anni di processi, collaborazioni con le forze dell’ordine piemontesi, denuncia quotidiana contro le mafie, laboratori antimafia con scuole e associazioni in tutta Italia. Ama ripetere: “Se vent’anni fa mi avessero detto che sarei finito in questa storia, avrei fatto esattamente ciò che ho fatto. Mi sarei spaventato, poi avrei denunciato. Lo rifarei mille volte, perché è giusto.”

Le due guerre di cui parla sono contro la mafia calabrese in Piemonte e contro alcuni meccanismi talvolta distorti della giustizia italiana. Tutto iniziò quando, all’interno di alcuni cantieri a Nord di Torino, degli imprenditori gli offrono di sovrintendere determinati lavori, affidarsi a determinati soggetti e realizzare varianti economiche ai piani originari. Purtroppo per lui le mafie, negli anni, hanno imparato ad agire mimetizzandosi. Abbassano le armi, non creano allarme sociale, si rivolgono agli imprenditori con una faccia amica. La mafia stava cercando di estrometterlo dalla sua azienda per introdursi nel mondo dell’edilizia. Davanti alle prime minacce e richieste estorsive, Mauro si oppose fermamente. Dalla sua denuncia ha origine l’operazione San Michele, che porterà a 19 condanne ex art. 416 bis c.p. e svelerà i tentativi di infiltrazioni della ‘ndrangheta nei cantieri del TAV.

La seconda guerra è, invece, contro alcuni meccanismi imperfetti di una giustizia talvolta cieca. Nella causa civile contro i suoi estorsori, Esposito perde a causa dell’applicazione di una legge già abrogata nel 1998. I suoi beni vengono pignorati e l’Agenzia delle Entrate esige pagamenti arretrati dopo avergli concesso un’esenzione di 3 anni (pochi data la lunghezza dei processi per mafia e il ritardo nei risarcimenti civili per estorsione, spesso esigui). Le vicende giudiziarie non sono comunque del tutto finite.

La sua storia testimonia la pervasività e la forza della ‘ndrangheta in luoghi di non tradizionale presenza mafiosa, in cui i testimoni di giustizia come Mauro sono, purtroppo, pochi. Ma è anche un esempio di come, nonostante un percorso di vita molto difficile, ci sia una via d’uscita. Come scrive in conclusione del suo libro, “la mia è una storia di una persona normale, che pensava di vivere in un paese normale e credeva che di fronte a una situazione di ingiustizia si potesse essere tutelati da una giustizia normale.”

Guido Casavecchia

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