Clownterapia: il vivere in positivo

“Viviamo in positivo” dovrebbe essere il motto con cui cominciare, ognuno di noi, la propria giornata. Lo è per le migliaia di persone che, in tutta Italia, portano un sorriso ai malati negli ospedali. I Clown di Corsia dell’associazione VIP (Viviamo In Positivo) prestano il loro servizio completamente gratuito presso ospedali, case di riposo, ricoveri e missioni all’estero. L’obiettivo è uno solo: intrattenere i malati, gli anziani o i più piccoli, facendo dimenticare i propri momenti di malattia, debolezza o sofferenza, offrendo sostegno, ascolto e solidarietà. La loro “divisa” è composta da un camice simile a quello di un vero medico, ma arricchito da stravaganti colori e personalizzato con immagini e disegni. Il loro armamentario è ricco di giochi di magia, carte, scatoline, pinzette, trucchi, cappelli, occhiali bizzarri, canzoni, filastrocche, indovinelli e l’immancabile naso rosso. 

La figura del “clown dottore”, che presta le sue cure atipiche portando un sorriso e un parola di conforto, è diventata famosa grazie al medico Patch Adams negli anni ’70. In Italia, la prima associazione di clown terapia nasce a Torino il 15 febbraio 1997 (VIP, appunto). Da qui si diffonde in 64 città italiane, comprendendo, oggi, quasi 5000 volontari. In Piemonte è presente ad Alba, Alessandria, Asti, Chivasso, Cuneo, Mondovì, Pinerolo e Torino. Per entrare a far parte dei Clown di Corsia occorre frequentare un corso-base di formazione, proseguire la propria esperienza con tirocini e attività settimanali di perfezionamento con la propria sezione. Ogni mese vengono proposti incontri formativi riguardanti comportamento in ospedale, igiene, crescita personale, coesione di gruppo, improvvisazione, giocoleria, mimo e tecniche di interazione con i pazienti. Le attività in cui prestare il proprio volontariato, oltre ai servizi in ospedale e presso case di riposo, includono missioni all’estero, raduni nazionali VIP e una Giornata nazionale del Naso Rosso in tutte le piazze italiane.

Ogni volontario crea il proprio personaggio clown, si inventa un nome e sviluppa una propria tecnica di interazione con i pazienti. Sotto al camice e dietro il naso rosso, si trovano persone accomunate dal desiderio di prestare servizio e ascolto per il prossimo. Il clown trasforma la camera d’ospedale in un ambiente magico, in cui la risata si fa veicolo di gioia e svago. Incoraggia al dialogo, all’interazione e al legame con il paziente. Crea un’intesa utile per scacciare, anche solo per pochi istanti, sofferenza e malattia. Conduce il paziente lontano dalla quotidianità, verso un mondo immaginario e fantastico.

L’importanza di questa figura va oltre l’aiuto per i pazienti, perché può essere vista come una forma di volontariato anche per se stessi e per la società in cui si vive. Il clown porta sani principi e valori nel proprio mondo, nella propria quotidianità. Ognuno può essere “clownesco” nella vita, portando con sé e presso altri il proprio “vivere in positivo”.

Guido Casavecchia

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