La rinascita di Manuel Bortuzzo

Ci sono volte in cui dei fatti di cronaca ci sembrano lontani, che leggiamo e dimentichiamo. Poi c’è quell’evento che colpisce, che “poteva succedere a chiunque”, che fa stare male. È il caso di quanto successo in un quartiere di Roma, l’Axa, il 2 febbraio 2019: due uomini su uno scooter hanno sparato ad un ragazzo scambiandolo per uno di coloro con cui avevano litigato poco prima. Poco più di un anno fa, il ragazzo per questo errore rimase paralizzato dalla vita in giù, lui che con pistole e criminalità non ha mai avuto nulla a che fare e stava comprando un pacco di sigarette con la ragazza solo perché era un’occasione speciale, una festa in mezzo a settimane di duri allenamenti. Manuel Bortuzzo infatti è un nuotatore ed era nella capitale proprio per allenarsi con un’importante squadra che lo avrebbe preparato alle olimpiadi 2020.

Durante il 2019 ha scritto un libro, pur non essendo uno scrittore, questo lo chiarisce fin dall’inizio: non è in qualità di scrittore che ha deciso di trasmettere la sua esperienza al maggior numero di persone possibile. Il libro Rinascere, l’anno in cui ho ricominciato a vincere è stato pubblicato da Rizzoli nel novembre 2019, e ne sarà tratto un film in cui reciterà Manuel stesso. Lui che non è mai stato un “tipo da social”, come dice in alcune interviste; ma certi eventi cambiano la vita. Per uno sportivo come lui, sembra ovvio il modo in cui la sua vita sia cambiata, ma non è solo il danno fisico, e le conseguenze che tutti possiamo immaginare, il lascito di quella notte. Manuel ha avuto una grande visibilità, pur non avendola cercata, ed è riuscito a sfruttarla al meglio, diventato un modello e trasmettendo solo positività. Se c’è una cosa che da lui non traspare mai è la rabbia, così come nel libro in cui racconta la sua storia, del prima e del dopo “quella notte”.

Manuel nuota da quando è bambino, e dopo alti e bassi decide di cogliere una grandissima opportunità: si trasferisce a Roma per allenarsi ed entrerà in una squadra importante, nel Centro Federale di Ostia, assieme a campioni come Detti e Paltrinieri. La città gli offre quello di cui aveva bisogno, si ambienta benissimo, ha un gruppo di amici e forse ha trovato anche una ragazza, ma soprattutto gli dà la spinta per continuare lo sport a livello agonistico. Perché Manuel è un ragazzo come tanti, ha passato momenti di positività, ma anche di sconforto e periodi in cui avrebbe mollato tutto. È un bellissimo esempio di come nessuno nasce perfetto, con due binari da seguire e la sicurezza di continuare a farlo, senza ostacoli.

L’esperienza che ha vissuto e sta vivendo ha solamente permesso di mostrare a tutti le caratteristiche che Manuel ha sempre avuto, e che, a volte meno a volte più, hanno contraddistinto il modo in cui affrontava la quotidianità. Alcune delle migliori qualità che una persona possa volere: l’amore per la vita, la grinta e la voglia di vincere, che si riflettevano nell’amore e nell’impegno per lo sport, e che gli hanno dato la forza che serve per impegnarsi nella riabilitazione fin da subito. Non ha mollato davanti alla sfida più grande che si è trovato davanti. È riuscito a farsi conoscere non come “quello a cui hanno sparato per sbaglio”, ma come Manuel, “quello che vince”.

                                                                                                                                       Anna Franzutti

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