L’Unione Europea si allarga… o si sgretola?

Le ultime settimane sono state molto movimentate per l’Unione Europea. Da un lato, le tensioni ai confini tra Turchia e Grecia causate dall’arrivo di decine di migliaia di migranti in cerca d’asilo. Dall’altro lato, la crisi sanitaria ed economica che stiamo vivendo e che ha portato a un incremento dell’euroscetticismo, soprattutto nel nostro paese. Un euroscetticismo causato da un’ostile dichiarazione della BCE -poi ritirata- e dalle dure lotte sui Coronabond, che hanno visto contrapposti stati del sud Europa, tra cui Italia, Francia, Spagna e Portogallo, e alcuni stati del nord come Germania, Olanda e Austria.

photo5767300974791209431L’Unione Europea in questa difficile primavera sembra camminare sul filo del rasoio, vittima di irrinunciabili sovranità e di una comunicazione forse ancora troppo fredda e distaccata. Ci ha provato la Commissione Europea a diffondere delle infografiche per mostrare la solidarietà tra i paesi europei in questo periodo, ma con scarsi risultati contro le tante fake news e contro l’idea, che ancora aleggia su social media, che “la Cina ha fatto più dell’Europa”.

Tra crisi migratorie ed euroscetticismo, il 24 marzo è successo qualcosa che ha riportato un po’ di ottimismo tra chi ancora crede nel progetto europeo. Il Consiglio dell’Unione Europea ha infatti trovato un accordo per permettere ad Albania e Macedonia del Nord di avviare i negoziati per l’adesione. Non è un fatto di poca importanza, se consideriamo che l’ultimo allargamento è avvenuto nel 2013 con la Croazia. Già lo scorso anno in autunno si era cercato di raggiungere tale accordo, ma alcuni paesi, con Francia capofila, avevano dei seri dubbi sull’allargamento a questi due paesi e avevano posto il veto, rimandando la decisione.

La Repubblica di Macedonia del nord si era già candidata nel 2005, ma solo nel 2019 ha cambiato nome da “Macedonia” a “Repubblica della Macedonia settentrionale”, risolvendo così una disputa con la Grecia che andava avanti da decenni. Tale disputa nacque nel 1991, quando la Macedonia, dichiarando la sua indipendenza dalla Jugoslavia, scelse questo nome che però venne visto dalla Grecia come un’appropriazione indebita di un’identità culturale e storica della regione greca chiamata, appunto, Macedonia. Per questo motivo fino allo scorso anno la Grecia minacciava di porre il veto a un eventuale ingresso di questo stato nell’Unione Europea.

Albania Macedonia Ue-2L’Albania si era candidata nel 2014 e oggi sembra più che mai degna di entrare a far parte della famiglia europea. Nei giorni scorsi, infatti, ha fatto notizia la decisione del suo premier Edi Rama di inviare in Italia una trentina di medici e infermieri per aiutare la Lombardia contro il coronavirus. Giustificato anche dal senso di riconoscenza per i numerosi aiuti ricevuti dall’Italia negli anni passati, questo piccolo gesto è sicuramente più europeista dei recenti eventi che stanno dividendo i 27 paesi membri.

I negoziati potrebbero durare diversi anni, dipendono infatti da alcune misure che i due paesi dovranno adottare per dimostrare all’UE di aver raggiunto i propri obiettivi. Tuttavia, questo è un grande passo per due paesi che sognano di entrare in un’Unione solida e solidale. Nelle prossime settimane vedremo se i 27 dimostreranno di esserlo davvero o se prenderanno decisioni che renderanno l’UE ancora più debole e sgretolata.

Milena Parotti

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