Parliamo un po’ di E-learning

Da quasi due mesi ormai, l’università degli Studi di Torino ha chiuso i battenti e questo ha ovviamente portato molti disagi a tutti i livelli, soprattutto agli studenti. Abbiamo raccolto varie testimonianze all’interno della nostra redazione, formata da studenti di facoltà ed esperienze differenti. La domanda che ci siamo posti riguarda le modalità e la qualità della didattica on-line che l’Università offre sul sito preposto all’E-learning. Di seguito, cercheremo di capire quali sono i pro e i contro di questo sistema, per darvi un riflesso quanto più oggettivo della situazione in atto.

Partiamo dalle lezioni a distanza.

Il docente mantiene la cadenza delle lezioni in aula, cercando di mantenere un senso di continuità nella classe, che segue in diretta da casa. In questo modo, risulta più facile tenersi al passo con lo studio, e la call diminuisce – senza far sparire del tutto – il senso di straniamento. La piattaforma istituzionale per questo tipo di lezioni è WebEx, che ahimè è tutt’altro che perfetta: molti hanno riscontrato problemi di connessione, che in alcuni casi possono danneggiare la comprensione globale. È infatti anche molto difficile interpellare il professore nel mezzo del discorso, potendo intervenire solo sulla chat; cosa che aumenta il senso di distacco e fa calare l’attenzione.
L. (magistrale di Scienze Internazionali) segue quattro corsi su WebEx, e si trova in difficoltà perché i docenti, senza un confronto diretto con gli studenti, “corrono”, mentre A. (Scienze Politiche) segnala la difficoltà a concentrarsi davanti ad un video per più di un’ora e mezza.

Le lezioni inoltre non sono state tutte organizzate in tempi brevi, anzi. Nel Dipartimento di Lingue alcuni lettorati hanno iniziato a proporre le video-lezioni con un mese di ritardo sul programma. E. (Lingue Culture dell’Asia e dell’Africa), invece, non ha riscontrato troppo ritardo e si trova molto bene.

C’è poi l’opzione di video o audio-lezioni registrate, che i docenti caricano sulla pagina di volta in volta. Questo consente una certa cadenza nel fornire i materiali, che possono essere ripresi più volte e “soffrono” meno di connessioni non eccellenti, tuttavia eliminano quasi del tutto il confronto con gli studenti, che sono invitati a contattare per e-mail l’insegnante per eventuali domande o commenti. In certi casi si ricorre alle consegne a scadenza prestabilita, per colmare l’aspetto laboratoriale del corso. Anche in questo caso una buona connessione può fare la differenza, come racconta Y. che segue due corsi del DAMS, e stando in una residenza Edisu con il Wi-Fi molto lento non è riuscita a scaricare le lezioni finché non è tornata a casa.

Il materiale a fornito consiste prevalentemente in file Word e Pdf, anche molto lunghi, anche se I. (Lettere Moderne) segue un corso in cui l’unico materiale disponibile per ora sono delle slides. Questi file facilmente consultabili sarebbero però uno strumento più valido come alternativa alla bibliografia di testo, anziché alternativa alle lezioni. Senza le biblioteche universitarie, copisterie, librerie – che effettuano consegne a domicilio, sì, ma solo nella città di Torino – o l’e-commerce, che (sempre che abbia i testi) non è più così affidabile, reperire i testi d’esame sembra infatti una missione impossibile per molti studenti. Situazione a cui non si è trovata ancora soluzione mentre la sessione estiva si avvicina.

Parlando di sessione, anche gli esami saranno oggetto di cambiamenti: dal rettorato è arrivata la disposizione ufficiale che prevede che tutti gli esami, orali e scritti, si svolgeranno in modalità telematica per non rischiare di far perdere un intero semestre al corpo studentesco. Le date sono comunque slittate in molti casi, e il sistema, mai sperimentato dai professori né dagli studenti, potrebbe provocare non pochi problemi. Dalla sopracitata connessione veloce, alla questione del controllo sugli studenti: come si fa ad  avere la certezza che chi sostiene l’esame non imbrogli? Chi vivrà vedrà. Poi, nella sfortuna, i più sfortunati sono i laureandi; le lauree in via telematica non sono certo entusiasmanti, ma scrivere una tesi con le biblioteche chiuse è forse peggio. R. (ultimo anno, Scienze della Comunicazione) si chiede come scegliere il relatore tra professori che non ha mai incontrato.

La qualità della didattica quindi dipende molto dal professore: c’è chi si impegna molto a creare contenuti adatti al mezzo, come una docente di Y. (Scienze della Comunicazione) che ha addirittura creato un sito apposito al suo corso, e chi invece fa molta fatica ad adattarsi. Laboratori e tirocini invece, essendo attività prettamente pratiche e/o di gruppo sono stati modificati pesantemente o rimandati a data da destinarsi, creando non poche difficoltà per quanto riguarda i CFU o la perdita di esperienze preziose. D. (DAMS) ha dovuto rinunciare ad un seminario teatrale, sostituito da lezioni online.

I problemi sono ancora tanti, ma speriamo che l’UniTo reagisca presto e bene.

Anna Contesso

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