“Un Merlo in Metrò”, avifauna urbana a fumetti.

Abbiamo intervistato la mente e le mani dietro “Un Merlo in Metrò”, un ambizioso progetto di divulgazione scientifica a tema avifauna urbana e che utilizza un mezzo non troppo convenzionale: i fumetti. Un approccio sicuramente innovativo che accompagna la divulgazione con una buona dose di umorismo.

Ciao, ti va di presentarti ai nostri lettori?
Ciao a tutti, sono Chiara, ma alcuni mi conoscono meglio come “Kyacchan”, il soprannome con cui ho iniziato a pubblicare i miei primi (brutti) fumetti online. Recentemente “adottata” dalla città ma con delle ostinate radici campagnole, sono cresciuta con la matita perennemente in mano e una forte curiosità per tutto ciò che ci circonda di naturale, cosa che mi ha portato a laurearmi in Scienze Naturali.

Tu sei “online” con i tuoi fumetti da parecchio tempo, giusto?
Le mie prime strisce online risalgono al 2011, con alti e bassi, e soprattutto numerosissime piccole pause soprattutto causate dalla scuola prima e dall’università dopo.

Il tuo progetto “Un Merlo in Metrò” unisce due tue grandi passioni: i fumetti e l’avifauna. Com’è nato il progetto?
Appena ho finito l’università, come per tantissimi neolaureati, la mia prima domanda è stata: “…e ora che faccio?”. Volevo dedicarmi a qualcosa di legato al mio corso di studi e, vedendo che alcuni miei colleghi di corso si dedicavano alla divulgazione online, mi sono detta, perché no? D’altronde, durante il servizio civile avevo tenuto qualche azzardata visita guidata sul mio argomento preferito, l’avifauna urbana, ovvero gli uccelli che vivono nelle nostre città. Dopo un periodo di terribile ansia da prestazione e di dubbi se ne fossi in grado o in meno, mi sono ricordata di saper disegnare. Così ho provato, senza troppe pretese, una specie di esperimento, fare qualche tavola a fumetto su questo estremamente affascinante concetto. Ed ha funzionato!”

Com’è fare divulgazione scientifica a fumetti?
Non è facile unire le due cose, bisogna saper riassumere dei testi a volte complessi per non appesantire la pagina con colonne e colonne di parole, ma allo stesso tempo bisogna cercare di essere chiari e creare delle vignette accattivanti. Insomma, si deve coniugare la scorrevolezza con l’accuratezza. Però è anche divertente, e se riesco a divertire ed interessare anche qualche lettore, beh, per me è già una vittoria. Sono ancora agli inizi e non sempre gli episodi che pubblico sono completamente esaustivi e scorrevoli, ma punto a fare del mio meglio e a migliorare con la pratica.

Questo non è il tuo unico fumetto a tema volatili. Sei anche l’autrice di “Birbs!”, meno scientifico e più narrativo.
Sì, “Birbs!” è un fumetto ornitologico che ha creato numerose fratture nel mio animo scientifico! Da una parte volevo renderlo il più accurato possibile, ma dall’altra mi sono presa molte libertà artistiche (come le famigerate zampe gialle del merlo Michele, sbagliatissime ma caratteristiche del personaggio). D’altronde, quando racconti di una società odierna abitata da volatili antropomorfi, qualche libertà narrativa bisogna prendersela per forza senza troppi sensi di colpa.

Quali sono i tuoi prossimi progetti per “Un Merlo in Metrò”? C’è qualche sorpresa all’orizzonte?
Chissà, sarebbe bello riuscire a pubblicare un volume cartaceo, o riuscire a trasformarlo in qualcosa di più di un hobby divertente, ma per ora mi concentro sul perfezionare questo progetto il più possibile.

Potete seguire “Un Merlo in Metrò” su WordPress, sul Facebook e anche su Instagram. Mentre potete leggere “Birbs!” e seguire la pagina di Kyacchan (che ringraziamo per l’intervista e per averci permesso di usare i suoi disegni) qui.

Emilia Scarnera

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