La carne sintetica è una soluzione?

Se non ne avete mai sentito parlare, la carne sintetica, detta anche carne artificiale o coltivata, è un prodotto di carne vera e propria, che però non è mai stato parte di un animale. Si tratta infatti di carne prodotta in vitro in laboratorio. Ve ne abbiamo già parlato due anni fa in questo articolo e avevamo ipotizzato di trovarla nei supermercati già nel 2021. Sarà proprio così?

Questa carne “finta” è nata con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi, che tra il consumo di acqua, il disboscamento per la creazione di monocolture e le emissioni di metano e anidride carbonica rappresentano uno dei settori più inquinanti a livello globale. Per vegani e vegetariani la soluzione è semplice: non mangiare carne. Per qualcuno però la carne è irrinunciabile, dunque è stato realizzato questo nuovo alimento cruelty-free.

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Come funziona? Vengono prese delle cellule di un animale (bovino, tonno, gallina o altro) e vengono fatte crescere in un bioreattore alimentate con un siero sintetico, in modo tale da avere in pochi mesi migliaia di fibre di muscolo, che poi vengono compattate per formare un hamburger. Secondo alcuni studi, questo processo consuma molta meno acqua e produce molto meno inquinamento della normale produzione di carne industriale, ma su questo ci sono ancora dei dubbi su cui la letteratura scientifica sta ancora discutendo.

Chi l’ha assaggiata ammette che la consistenza sembra quella della carne vera, ma che il sapore non è esattamente lo stesso: manca quella parte di grasso che caratterizza la carne che siamo abituati a mangiare e che dà gusto all’hamburger. Su questo sta lavorando la start-up statunitense Just, che lotta contro un sistema alimentare ingiusto (un-Just) nei confronti degli animali e dell’ambiente. Di recente, ad esempio, la start-up ha sviluppato un uovo-non-uovo prodotto in laboratorio a partire dalla proteina del fagiolo mungo verde e venduto in forma liquida da versare direttamente in padella. Il Just Egg potrà presto comparire sulle nostre tavole grazie a una partnership tra Just e il gruppo Eurovo, che si occuperà di distribuire questo innovativo prodotto in Europa.

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Per quanto riguarda la carne, i chicken nuggets di Just hanno l’aspetto e il sapore di quelli veri, ma i costi al momento sono troppo alti per poterli paragonare. Tuttavia, è più che probabile che i costi scenderebbero se la produzione aumentasse a livelli commerciali. Il problema principale non è il prodotto, che è pronto per il mercato, ma le normative, che non sono ancora adeguate alla vendita della carne coltivata. Se negli Stati Uniti questo prodotto non è ancora regolamentato, si spera che qualche paese asiatico più aperto all’innovazione faccia il primo passo. Superati i limiti legali, ci sarà bisogno di forti investimenti per incrementare la produzione.

L’ostacolo più grosso da superare, però, è lo scetticismo dei consumatori, su cui sarà necessaria un’importante campagna di marketing e comunicazione, a partire dal nome di questo prodotto. “Sintetica”, “artificiale”, “coltivata”, “pura” non sono esattamente termini che ci fanno venire l’acquolina in bocca. D’altra parte, di fronte all’opportunità di mangiare carne che non comporta la macellazione di nessun animale, perché rifiutare?

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Milena Parotti

 

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