Scuola di liberalismo. Intervista a Simona Ferrero

Simona Ferrero è una studentessa dell’Università degli studi di Torino, nonché redattrice di The Password. Durante il primo semestre ha avuto l’opportunità di partecipare alla Scuola di Liberalismo scrivendo, alla fine del percorso, una tesina intitolata “Sulla laicitàche le ha permesso di vincere un premio accademico. Oggi abbiamo avuto l’opportunità di intervistarla.

A che corso di studi sei iscritta e cosa ti ha spinto a scegliere questa strada?

Studio Economia e Commercio qui a Torino. Ho un background umanistico (ho frequentato il liceo linguistico) e, una volta diplomata, mi sono trovata di fronte a un bivio: proseguire il percorso iniziato nella scuola secondaria o cambiare completamente strada? La prima opzione non mi ha mai particolarmente attratto perché ho sempre visto le lingue più come un qualcosa di personale che non professionale. Ho allora deciso di cambiare strada. Perché proprio Economia in realtà non lo so, anche perché non avevo ben chiaro nemmeno cosa si studiasse nello specifico; direi che il destino ha fatto la sua parte. In ogni caso me ne sono appassionata già dai precorsi che ho seguito in preparazione al test di ingresso e il motivo di questa attrazione è semplice e si trova nella definizione stessa del termine “economia” (lo studio dell’allocazione delle risorse scarse): si tratta di un equilibrio tra il “quantitativo” e il “qualitativo”, tra l’”oggettivo” e il “soggettivo” che spiega la realtà. Non solo, con il tempo mi sono resa conto di quanto si tratti di una materia che permette lo sviluppo di un modo di pensare “nuovo”, che mi piace e che, a mio avviso, è elegantemente allineato alla realtà.

Durante il primo semestre hai seguito la Scuola di Liberalismo, puoi spiegare ai nostri lettori di che cosa si tratta?

Si tratta di una serie di lezioni – circa una ventina – tenute principalmente da docenti, ex-docenti, ricercatori e professionisti. Il filo conduttore di queste è il liberalismo in senso ampio, un modo di pensare, di vedere e percepire la realtà nei più diversi ambiti: dal pensiero alla legge, dallo stato al mercato, dallo spazio alla tecnologia…

Nella tua tesina hai parlato di laicità. Vuoi dirci qualcosa in più?

Il tema della mia tesina è la laicità, che ho trattato in senso un po’ più ampio rispetto alla definizione più stretta del termine, cioè l’indipendenza dello Stato dalla religione, intendendo con stato non tanto gli organi quanto gli elettori. Nel corso del saggio ho esposto i diversi modelli di laicità esistenti: la laicità pura (Stati Uniti), la laicità mista (Italia), la laicità conflittuale (Francia). Nell’analisi, ho portato ad esempio alcuni casi in cui la fede religiosa, che può mostrarsi grande guida di vita personale, possa portare a scelte di politiche non vantaggiose nell’aggregato che, talvolta, generano risultati opposti a quelli desiderati. I motivi per cui ho scelto questo tema sono molteplici, ma quello che lo ha fatto prevalere su tutti gli altri è il “caso Silvia Romano”, occasione in cui si è mostrato quanto una consistente porzione dell’elettorato italiano non separi ancora il potere temporale da quello spirituale, nonché la sfera pubblica da quella privata, arrivando addirittura ad affermare che la vita di un cittadino di fede islamica valga meno rispetto a quella di un qualsiasi altro cittadino.

Cosa diresti o consiglieresti ad un futuro studente di economia?

Consiglio di appassionarsi a questa disciplina a prescindere dal contesto accademico (senz’altro importante). Noi tutti siamo agenti economici e che ci piaccia o meno partecipiamo attivamente all’economia, cosa che rende questa materia molto ampia e ricca di stimoli che non aspettano che di essere colti. Consiglio di iniziare sin da subito a mettere in pratica quello che si studia, partecipando a dibattiti, chiacchierate, workshop, training e ogni genere di attività di interesse: è infatti importante porsi domande, sviluppare un pensiero critico e oggettivo, che non si lasci sottomettere da eventuali luoghi comuni, opinioni diffuse, sentimentalismi e via dicendo.

Ringraziamo Simona Ferrero per aver risposto alle nostre domande e ci congratuliamo per l’importante risultato raggiunto, a dimostrazione di come impegno e passione siano fondamentali nel percorso verso il raggiungimento dei propri obiettivi.

Fabiana Cupi

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