Il Cimitero Monumentale di Torino

Chiudete gli occhi e immaginate di camminare lungo un viale ampio e circondato da alberi attraverso cui filtra la luce del sole, di girarvi, poi, a sinistra e ritrovarvi sotto l’ombra di un porticato da cui ammirare i monumenti e le statue che sono tutte attorno a voi, mentre regna il silenzio, senza bisogno di cartelli che lo richiedano.

È il Cimitero monumentale di Torino, una vera e propria galleria d’arte moderna a cielo aperto la cui costruzione iniziò nel 1827, dettata da una necessità di maggior spazio e igiene. L’inaugurazione ufficiale avvenne nel 1829 con il nucleo originale, il Campo primitivo di forma quadrata con angoli smussati. L’architetto che progettò l’ingresso principale, in Corso Novara, e la cappella in stile neoclassico è Gaetano Lombardi, ma numerosi sono coloro che hanno contribuito a rendere l’allora noto come cimitero Generale un luogo d’arte, oltre che di storia e spiritualità. Nel corso degli anni ha visto 8 ampliamenti, nel 1882 è stato costruito il secondo tempio crematorio di Italia e oggi sono presenti varie arie specifiche, come l’ultimo ampliamento nato per ospitare gli ebrei e una area distinta dedicata ai partigiani e deportati politici, in cui si può trovare il Campo della gloria, con 48 cubi di marmo.

Qui riposano moltissime figure importanti anche a livello internazionale, dagli scrittori Primo Levi ed Edmondo de Amicis a esponenti politici dal Risorgimento in avanti quali Massimo d’Azeglio e Silvio Pellico e scienziati come Rita Levi Montalcini. Ci sono anche artisti, cantanti e sportivi, tra cui la maggior parte dei giocatori dell’incidente aereo del Grande Torino, sepolti vicino al Mausoleo di Tamagno. A loro, dal 2005, è dedicato anche un monumento.  Il valore degli artisti che hanno ideato e realizzato gli edifici, le statue, i mosaici e i mausolei si aggiunge a quello delle persone qui sepolte creando un luogo di celebrazione della cultura di ogni genere. Camminando lungo i viali principali o i sentieri più piccoli si possono ammirare opere di grande bellezza, come la bambina con il cerchio posato dietro la schiena, in ricordo di Laura Vigo, mancata a soli 9 anni e immortalata da Pietro Canonica, o l’Angelo della Morte di Leonardo Bistolfi.

L’Angelo della Morte di Leonardo Bistolfi (1859 – 1933) davanti a una culla vuota guarda imperturbabile chiunque passi sotto il porticato

Le visite guidate sono disponibili ogni settimana anche verso sera, pure in questo periodo con le dovute precauzioni. In questo modo potrete scoprire curiosità di valore storico, artistico e architettonico di questo museo in stile liberty, neoclassico e non solo, ma anche storie di vite passate di persone celebri e non. Se si decide, però, di visitarlo individualmente niente paura: le mappe e guide online saranno sufficienti per non perdere i monumenti, i mosaici e le storie di maggior rilevanza e sarà, probabilmente, più facile immergersi nell’atmosfera malinconica, di memoria e di quiete, che si respira nei 600 mila metri quadrati.

Uniche raccomandazioni: mantenere il rispetto di ciò che il luogo rappresenta e non perdere la cognizione del tempo per evitare di rimanere all’interno dopo la chiusura, come potrebbe succedere in un luogo che racchiude due secoli di arte e di storia e il cui incanto, verso il tramonto, aumenta ancora di più.

Anna Franzutti

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