Il Torino Jazz Festival è tornato

L’ottava edizione del Torino Jazz Festival ha incontrato sul suo percorso un grossissimo ostacolo: il lockdown nazionale che ha bloccato la penisola per mesi, e conseguentemente ha visto rimandare decine di concerti al 2021 e annullare quasi tutti i festival musicali previsti per la primavera-estate in tutta Europa, se non in tutto il mondo. Il TJF ha quindi scelto, in maniera coraggiosa, di non annullare in toto la programmazione, rimandando in concerti solo di qualche mese e “ristrutturando” il festival, che è stato diviso in due parti e si è tenuto e si terrà in spazi chiusi ad accesso limitato.

La prima parte del festival ha visto come protagonista il cortile di Combo, il nuovo ostello “hip” di Porta Palazzo, che ha ospitato anche molti altri eventi nella cornice del cartellone estivo “Blu Oltremare”. I concerti in programma dal 21 al 30 agosto, con prezzi decisamente accessibili e grandi nomi come Paolo Fresu, Enrico Rava e Enzo Favata, sono andati, com’era prevedibile, sold out molto velocemente, nonostante una campagna marketing piuttosto debole.

Paolo Fresu e Daniele Bonaventura al TJF 2020

La seconda parte di questo festival è iniziata il weekend appena passato, e si concluderà domenica 11 ottobre. Questa settimana di eventi si chiama Jazz Cl(h)ub perché si svolgerà in locali sparsi per la città; alcuni, come il Jazz Club, il Charlie Bird ma anche il Caffè Neruda sono legati strettamente alla scena jazz torinese, altri invece sono molto frequentati da una platea più ampia e più giovane, come il Bunker, l’Imbarchino del Valentino e l’Off Topic, che forse si avvicinerà al festival per la prima volta quest’anno.
Gli eventi sono tutti gratuiti, ma, come sempre in questo periodo, è necessario prenotare, perché, l’avrete capito, quest’anno i concerti si ascoltano da seduti (sigh).

La mappa dei locali di Jazz Cl(h)ub

Il Jazz Cl(h)ub avrà moltissimi nomi più e meno noti e tanti concerti, spalmati intelligentemente lungo la settimana. Alcuni di questi avranno perfino delle repliche la sera stessa (!), per esempio una alle 19.00 e una alle 22.00, una vera manna dal cielo per i ritardatari come la sottoscritta, un po’ meno per i musicisti, che forse per una volta rifiuteranno il bis.

Oltre ai concerti, il programma prevede sessioni di ascolto di vinili scelti, presentazioni di libri e la proiezioni di Moondog can see you al Cinema Massimo.
Il programma completo può essere scaricato sul sito del festival o trovato descritto giorno per giorno sulla sua pagina Facebook.

Dopo tutte le traversie che ha subìto il TJF, che, ricordiamo, era stato perfino annullato nel 2017 dalla novella giunta Appendino per i costi eccessivi, il suo ripresentarsi in vesti autunnali in un periodo di profonda crisi per le arti come quella che stiamo attraversando sembra essere un piccolo segnale di speranza – non chiamiamola ripartenza, per carità -, un lumicino nella notte del panorama culturale torinese. Teniamola viva, questa luce, non lasciamo che si spenga.

Anna Contesso

Tutte le foto sono di proprietà del Torino Jazz Festival

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