“Guida galattica per antirazzisti: 5 punti per iniziare”

Un turbine di immagini, parole, voci. Siamo bombardati. In un’epoca dove le informazioni avvinghiano e s’infiltrano senza pietà, tornare indietro è impossibile, possiamo solo prenderne atto, restare vigili e individuare un fil rouge da seguire per evitare di essere travolti dal caos e smarrirci.

Willy Duarte e Maria Paola Gaglione: due vite che diventano simboliche. Due tragedie apparentemente diverse, eppure non sono altro che esiti necessari della società in cui viviamo. E’ l’ignoranza a fare da collante, gli atteggiamenti omertosi, ma soprattutto la presunzione. La mancanza di umiltà ha comportato delle analisi totalmente errate delle vicende. Ammettere di non sapere è il primo passo verso un cambiamento in positivo, ma radicale.

Iniziamo scandagliando una delle tematiche più spinose: il razzismo di sistema.

Quando si cerca di comprendere un fenomeno è importante iniziare dal significato stesso della parola che lo definisce, ritorniamo ragazzini e senza alcuna vergogna ci attrezziamolo strumento più utile in questi casi: il vocabolario.

Razzismo. Ogni tendenza, psicologica o politica, suscettibile di assurgere a teoria o di esser legittimata dalla legge, che, fondandosi sulla presunta superiorità di una razza sulle altre o su di un’altra, favorisca o determini discriminazioni sociali o addirittura genocidio.

ESTENS.

Qualsiasi discriminazione esacerbata a danno di individui e categorie.

Questa non è che una definizione, forse un po’ troppo semplicistica, ma un ottimo punto di partenza.

Il secondo passo è molto faticoso, un po’ come districarsi nella selva oscura seguendo una sottile lama di luce. Ammettere di vivere ed essere cresciuti in un contesto fortemente razzista significa accogliere e mettere a nudo quelle strutture discriminatorie che inevitabilmente hanno intaccato la nostra essenza. E’ inutile farsene una colpa . Osservare senza giudizio questo “razzismo inconscio” è l’unico metodo che può neutralizzare questo “virus”.

Alla maggior parte di noi sarà capitato di passeggiare per una strada isolata e incrociare un uomo di colore. Istintivamente ci siamo scansati o abbiamo cambiato strada, in preda alle mille paranoie. Oppure ci siamo sentiti straniti e abbiamo provato un senso di disagio nel vedere una coppia dello stesso sesso baciarsi in un luogo pubblico. Semplicemente non siamo abituati e reagiamo seguendo le norme che abbiamo appreso fin da piccoli.

Ma la fortuna gioca a nostro a favore: la nebulosa di notizie e informazioni sono una risorsa preziosa se sfruttata in modo coscienzioso. Ci sono dei siti divulgativi molto validi, adatti al lettore/ascoltatore medio.

Per quanto riguarda il razzismo (ma non solo) il blog di Irene Facheris @cimdrp è un’ondata rinfrescante di cultura. Nell’intervista a Bellamy (@darkchocolatecreature) curatrice del sito  web @Afroitaliansouls si danno cinque consigli su come non essere razzisti:

  1. Compiere un atto razzista non fa di te necessariamente una persona razzista. E’ l’intenzione che da’ un significato diverso al tuo gesto. Si potrebbe attuare un atteggiamento discriminatorio nei confronti di un’etnia o gruppo subalterno senza esserne consapevoli. Ma aprendoci alle critiche, studiando e interpellando direttamente la vittima possiamo incentivare una grande rivoluzione;
  2. Non minimizzare le vittime. E’ comprensibile sminuire il racconto di un’esperienza del genere perché si va a intaccare un argomento che crea disagio: il confronto con il nostro senso di colpa. Quindi mai dire “cerca di non pensare più a quello che è successo, passaci sopra” oppure “anche a me è capitato qualcosa di simile”. Ascoltare sempre a cuore e mente aperti.
  3. Abbiamo un grande privilegio: essere bianchi, di cittadinanza italiana, magari anche etero e quindi nella “norma”. Cosa possiamo fare in questo caso? Sfruttiamo la nostra condizione al meglio, è inutile lasciarci abbindolare dal senso di colpa o dalla pigrizia senza reagire (la cosiddetta filosofia “tanto va così e andrà così sempre”). Abbiamo il dovere etico e morale di condividere questo nostro potere che ci è capitato per pura casualità e che quindi non abbiamo meritato. Abbiamo quel prestigio che ci permette di spostare le luci della ribalta da noi e dare spazio alle voci fuori dal coro. Soprattutto dobbiamo intervenire se si è testimoni di un episodio razzista anche se richiede un grande coraggio in quanto sovvertimento del sistema.
  1. Non sei un supereroe se prendi le difese delle vittime, è tuo dovere. Per capire se si sta assumendo un tono egocentrico, ad esempio in un discorso antirazzista, basta osservare le reazioni di chi ascolta. Noi, in quanto privilegiati, siamo degli alleati che aiutano i discriminati a combattere la loro battaglia. Non siamo protagonisti.
  2. Chiedi sempre se stai attuando un comportamento razzista ai diretti interessati.

A piccoli passi possiamo decostruire delle consuetudini. E’ un percorso scomodo, rivoluzionario, un ribaltamento della cosiddetta normalità verso un mondo più giusto, sfaccettato, complesso.

Curiosità, mettersi in gioco, empatia, studio: fattori che compongono la formula corretta dello stare al mondo accettando le sfumature e i cambiamenti senza rigidità.

l’intervista di Irene a Bellamy

Arianna Guidotto

Un commento Aggiungi il tuo

  1. ArianneBeth ha detto:

    Purtroppo viviamo in un mondo ancora molto razzista. Certe volte mi capita di ritrovarmi ad avere a che fare con persone razziste, e spesso il razzismo che loro esercitano è totalmente infondato, immotivato, è un puro sfogo. Per quanto io combatta spesso contro il razzismo, argomenti discorsi contro il razzismo, i più accaniti sostenitori del loro pensiero non ammetteranno di sbagliare, perché è nella natura umana. Sono pochi quelli che hanno la maturità mentale di ammettere i propri errori. Spesso i più “grandi”, i “più adulti” sono quelli più difficili da convincere.

    "Mi piace"

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