Come rendere i tuoi pacchetti regalo più sostenibili

Dell’impatto ambientale, ma anche sociale (basti pensare ai lavoratori impiegati nelle consegne e nei magazzini) delle festività, in particolare di quelle natalizie, si sta discutendo sempre di più, grazie anche alle crescente consapevolezza delle persone. Lasciando questa (ahimè) infelice analisi ad altri che se ne sono occupati in precedenza, come anche le guide riguardo cosa regalare per ridurre il proprio impatto sull’ambiente, bisogna riconoscere che è anche come si offrono i regali, a fare la differenza.

Difatti, spesso le carte e i nastri che si utilizzano per impacchettare i regali di Natale sono composti di materiale non riciclabile, in quanto costituiti da uno strato di carta e uno di plastica inseparabili al momento della differenziazione dei rifiuti. In più, al cumulo che finirà in discarica, si aggiungono metri e metri di scotch, anch’esso non differenziabile. Tuttavia, esistono diversi modi per rendere i nostri pacchetti regalo più sostenibili.

L’impacchettamento del regalo

Premesso che la regola numero uno per essere più sostenibili è quella del riuso, che consiste nel conservare e riutilizzare le carte degli anni passati, nel caso si debba avviare un’attività di impacchettamento “da zero”, esistono varie alternative:

  • carta da pacchi riciclata: se è vero che una delle azioni migliori dal punto di vista socio-ambientale sarebbe di acquistare i regali di Natale da piccoli artigiani o negozi fisici indipendenti (quindi non da grandi catene), d’altra parte Amazon rimane uno dei “luoghi” non fisici in cui si riesce a trovare qualsiasi regalo si stia cercando. Fortunatamente, l’azienda sta cercando di spogliarsi della reputazione del “cattivo” che inquina e rovina i piccoli commerci (in gran parte tramite un’efficace azione di greenwashing), perciò agli imballaggi in polistirolo e pluriball, sta man mano sostituendo quelli in carta. Quindi, se avete ordinato qualcosa su Amazon, è probabile che sia arrivato avvolto in un involucro di carta marroncina, a sua volta racchiuso in uno scatolone. Potete riutilizzare quella stessa carta per impacchettare i regali così com’è, oppure decorarla con dei disegni, delle foglie secche incollate (fra poco vedremo anche come ottenere una colla naturale), aghi di pino eccetera.
  • pacchetti di stoffa: il furoshiki (風呂敷) è un involucro quadrato di stoffa utilizzato in Giappone per impacchettare e trasportare qualsiasi genere di cose, persino le famose scatole bentō per il pranzo. Se trovate degli scampoli di stoffa, potete utilizzarli come alternativa alla carta regalo. In più, se siete fra quelli che non sanno fare dei bei pacchetti, troverete il metodo del furoshiki decisamente più semplice: basta posizionare l’oggetto al centro del pezzo di stoffa, prendere i quattro lembi e annodarli. Ovviamente, di stoffa riciclata possono essere anche i nastri per infiocchettare i pacchetti.
  • due regali in uno: chi ha detto che l’involucro del regalo debba essere necessariamente usa e getta e servire solamente al momento dello scambio dei doni? Un altro modo per presentare i regali consiste infatti nell’inserirli all’interno di borse di tela, di barattoli di vetro decorati, oppure in scatoline di legno, così da rendere il regalo doppio: contenuto e “contenitore”.

Nastri, fiocchi e nastrini

A meno di armarsi di tempo e pazienza, i nastri, annodati e ingarbugliati, sono la parte del pacchetto che meno probabilmente verrà conservata e riutilizzata per l’anno successivo. Inoltre, come già detto, questi nastri sono spesso composti da materiali non differenziabili, con destino certo in discarica. Per rimediare allo spreco, si possono creare fiocchi con i gomitoli di lana, oppure con lo spago di juta (che costa pochissimo e si trova in ferramenta), entrambi da riarrotolare al termine delle feste, così da poter essere riutilizzati.

Altrimenti, rifacendoci ancora una volta all’esempio del Giappone, potremmo creare dei fiocchi tramite la tecnica dell’origami, magari sfruttando i pezzi di carta avanzati dall’impacchettamento.

Come creare un fiocco con la tecnica dell’origami.

Il problema dello scotch e della colla

Lo scotch e la colla rendono le carte utilizzate per i pacchetti regalo ancora più difficili da riciclare, “contaminandoli” con gli agenti collanti di origine sintetica, oppure con la plastica di cui è fatto il nastro adesivo. È vero che ultimamente le aziende produttrici stanno introducendo sul mercato dei nastri adesivi biodegradabili, però rimane ancora dubbio il loro impatto sull’ambiente.

Un’alternativa assolutamente naturale invece consiste nell’autoprodurre una sorta di “colla“, utilizzando semplicemente acqua e farina. Per realizzarla, basta scaldare in un pentolino 240 ml di acqua, su fiamma medio-alta. Nel frattempo aggiungiamo lentamente 25 grammi di farina di qualsiasi tipo, mescolando con una frusta per sciogliere i grumi. Quando il composto inizia a bollire e addensarsi, spegniamo la fiamma e la lasciamo intiepidire, per poi spalmarla sulla carta del regalo. Attendiamo 1 o 2 minuti, per poi attaccarvi l’altro pezzo di materiale che vogliamo incollare: premiamo bene e lasciamo asciugare.
Va da sé che essendo fatta di acqua e farina, questa “colla” è assolutamente biodegradabile e non inquinante. Se dalla sessione di impacchettamento avanza della colla, può essere conservata in frigo in un barattolo di vetro.

Il Natale, come anche San Valentino, si è trasformato in una delle tradizioni più consumistiche dei nostri tempi. Esistono però delle alternative per ciascuno di quegli aspetti che l’hanno reso tale: dallo scambio dei doni, per cui si possono scegliere regali più utili (per noi, per gli altri o per l’ambiente), ad esempio regalando esperienze o programmi di adozione, oppure addirittura provare – almeno per un anno – ad accordarsi con amici e parenti per rinunciare allo scambio dei regali; alle decorazioni natalizie, che possono essere sostituite con elementi naturali come rametti che simulano l’albero, se non addirittura un albero vero, che potrà essere piantato al termine delle feste, e frutta essiccata da appendere; al pranzo e cenone, per cui occorrerebbe ridimensionare i menù, al fine di evitare sprechi di cibo; fino ai rifiuti prodotti dai regali, adottando metodi di “impacchettamento” alternativi.

Alice Tarditi

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