Il caso Unieuro: lo spot della lavatrice che impazza sul web

È il 13 gennaio 2021 e ti trovi su Facebook. Scrollando distratto le notizie presenti sulla homepage, godi di quel quarto d’ora d’evasione che ti concedi tra una pausa e l’altra per sfuggire al solito, comunissimo, tran tran della giornata. Quand’ecco che in mezzo agli altri post sbuca fuori all’improvviso il nuovo spot pubblicitario di Unieuro, su cui butti un occhio alla veloce. Si tratta dell’immagine di una lavatrice LG, scontata del 54%. Senza sapere perché ti ritrovi a leggere l’anteprima della didascalia, che inavvertitamente cattura la tua attenzione. Nel testo di quest’ultima, infatti, ti sembra di riconoscere un format atipico, poco familiare, che ti invoglia a scoprirne il contenuto addizionale:

Questo è un normalissimo post che parla di questa ottima lavatrice LG scontata del 54%. Non c’è altro da vedere. Davvero, non vale la pena che clicchi su Altro…

Incuriosito, mentre perplesso ti domandi se non si tratti di uno degli innumerevoli esemplari di account fake o clone che popolano il web, pigi automaticamente il dito su “…Altro…”, dove hai modo di trovare quanto segue:

Oh, grazie che hai premuto “altro”. Davvero. Che poi altro che “altro”. Qui c’è tutto. Sì fra, sono io, il social media manager di Unieuro. Niente, ‘ste settimane non ci sono stato perché mi hanno mandato a un corso per imparare a fare i social fichi. Sì, dopo quella storia dell’offerta che si commenta da sola mi hanno detto che ne avevo bisogno, che mi vedevano un po’ provato e storie. Praticamente a ‘sto corso mi hanno spiegato come ci si comporta, come si fanno i post, come si commenta (eh, sui commenti si sono soffermati parecchio). Mi hanno fatto vedere le pagine giuste, i post fatti come si deve. Ho imparato molto, credo. In generale è stato carino. Magari a volte un po’ cringe, soprattutto quando mi dicevano “devi essere sintetico nei testi” e io invece ero tipo “ma zio, sintetico cosa? Ma ti rendi conto il trauma che fino all’altroieri la gente giocava con le figurine e ora deve scegliere quale lavatrice comprare? Un attimo sei lì convinto che i vestiti si lavino e stirino magicamente da soli e un attimo dopo stai confrontando prezzi e funzioni tra modelli in offerta. Finisce che tra un po’ ci ritroviamo alle riunioni di condominio a votare per non far giocare i ragazzini a pallone in cortile e tu mi dici sintetico?” A parte che ‘sta lavatrice è una bomba e fa il suo anche col sintetico (markettata), ma questo è un altro discorso. Vabbè, tornando a noi, che stavo dicendo? Ah, sì. Mi è servito di brutto quel corso, te lo consiglio. Metti che domani devi gestire la pagina di un brand di magliette fighissime che fa un tuo amico (che tra l’altro questa lavatrice laverebbe da paura; sì lo so, altra markettata), o metti che mi licenziano e cercano un altro social media coso… non si sa mai. Vabbè, stasera che mangi?

Se nel 2020 tra pandemia, lockdown, mascherine, igienizzanti, distanziamento sociale e tanta solitudine pensavamo di aver visto di tutto (o quasi): ecco che il 2021, zitto zitto, ci stupisce fin dai suoi primordi. Sì, perché quanto sommariamente descritto in apertura altro non è che ciò che è avvenuto su Facebook pochi giorni fa. Ma se pensate che si tratti dell’ennesimo trucchetto escogitato da un hacker, esperto o avventizio, oppure del delirante sfogo di un dipendente troppo stressato, pubblicato accidentalmente o per ripicca, vi sbagliate di grosso.

Si tratta di una strategia di marketing bella e buona, con cui la BCube – ossia l’azienda di marketing e comunicazione milanese che da inizio 2020 segue i canali social Unieuro – ha scelto di aprire le danze del nuovo anno. E menomale, oseremmo dire: la rottura della quarta parete da parte di quello che è stato ribattezzato “il social media manager impazzito”, infatti, ha valso alla pagina Facebook del noto brand (a oggi) ben 57.586 like, diventando virale nel giro di poche ore. La beffa è poi proseguita nei commenti, dove il nostro “social media manager impazzito”, sempre con linguaggio gergale e tono rigorosamente colloquiale, si è abbandonato, anche nei giorni successivi, a ripetuti commenti, nei quali viene sviluppata una narrazione “a puntate” che apre a nuovi, esilaranti, retroscena.


Il successo dell’iniziativa è stato tale che sotto ai post più standard e sobri che la pagina Facebook di Unieuro ha ripreso a pubblicare in questi giorni c’è ancora chi reclama un nuovo intervento del social media manager “quello bravo” o chi, addirittura, finge di preoccuparsi per la sua salute.
Non resta allora che chiederci: il nostro amico tornerà presto a darci sue notizie? Questa nuova modalità pubblicitaria segnerà una svolta epocale nel modo di fare marketing o si ridurrà a un’unica, fugace ma fortunata, apparizione?

Arianna Arruzza
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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Che cosa simpatica e originale

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