7 motivi per cui dovreste conoscere VanVerBurger (anche se non siete vegani)

Questa è la storia di due ragazzi che – nel pieno della pandemia, mentre locali e ristoranti erano costretti ad abbassare le serrande – hanno avuto un’idea geniale per portare cibo e cordialità nelle case dei torinesi. È la storia di un van che mentre i rider in bicicletta si trovavano costretti a dover protestare contro le politiche sfruttatrici di Glovo, Just Eat, Deliveroo e simili – ha scelto di prendere la propria strada e occuparsi personalmente delle consegne a domicilio. I protagonisti di questa storia sono Pasquale e Daniele, che The Password ha avuto l’opportunità di intervistare dopo una delle loro intense mattinate di consegne, panini e sorrisi.

Incontriamo VanVerBurger proprio a bordo dell’iconico furgoncino dipinto di blu. Prima di iniziare questo viaggio, Daniele e Pasquale si sono conosciuti nelle cucine di un noto ristorante vegano sotto la Gran Madre, ai piedi della collina torinese. Durante una delle pause pranzo, Daniele prepara per la brigata un panino che segnerà la svolta: “Era una bomba: ci siamo guardati e abbiamo detto ‘qui dobbiamo fare qualcosa. Dobbiamo venderli questi burger!“.

Sembra l’inizio di un film, e, in effetti, l’ispirazione per il truck su cui preparare e trasportare street food alla portata di tutti nasce dal film “Chef – La ricetta perfetta“: la storia di un celebre chef che, stroncato da una recensione negativa, ribalta la sua carriera aprendo un chiosco di panini cubani.

La locandina del film “Chef – La ricetta perfetta”

“La filosofia del furgoncino è bella proprio per l’esperienza in sé, di andare in giro, conoscere le persone, avere un contatto molto più diretto.”

La vera “rivoluzione” per loro però – come raccontano Daniele e Pasquale – non è stata semplicemente quella di “mettere una cucina su due ruote”, bensì quella di riuscire finalmente ad avere un contatto con le persone, uscendo allo scoperto rispetto a quell’ambiente “dietro le quinte” che sono le cucine.

Allora, lo scorso 2 novembre, le ruote di VanVerBurger toccano l’asfalto delle strade di Torino, e in breve si trovano seguiti – anzi inseguiti – dalle persone desiderose di assaggiare i loro panini “bomba“. Il loro è un viaggio contro corrente: aprono nel momento peggiore per avviare un’attività di ristorazione – a causa dei ripetuti lockdown – andando in cerca di quel contatto umano mai sperimentato durante la carriera da chef, in un periodo in cui i contatti sono limitati al minimo indispensabile. In più, decidono di tenere le distanze dai circuiti sovrasfruttati negli ultimi mesi per le consegne a domicilio, ossia quelli dei rider in bicicletta, occupandosi personalmente del lavoro “per una questione sia etica che di qualità“.
Dato che finora sembra un viaggio idilliaco, viene da chiedersi quali ostacoli abbiano incontrato i due amici con il loro van lungo il percorso: in realtà, però, si tratta più di questioni logistiche, poiché a volte si fa difficoltà a trovare la location giusta per posizionarsi, per riuscire a garantire una piacevole atmosfera ai clienti, senza comunque avvicinarsi troppo ad altri bar e ristoranti, che già di per sé stanno affrontando gravi difficoltà.
Finora quindi, VanVerBurger è stato avvistato sul Lungo Dora Firenze al Parco Ruffini, in Piazza d’Armi, al Parco Dora e prossimamente vorrebbero arrivare a Venaria (seguiteli nelle storie su Instagram per conoscere la loro posizione).

Le zone di consegna la sera, dal martedì alla domenica.

Le giornate di VanVerBurger si dividono infatti fra la mattina, in cui il truck si posiziona nella location prescelta per servire i clienti, e la sera, in cui in base al calendario settimanale effettuano consegne in tutte le zone di Torino.

Appena tre mesi di vita, eppure un successo inaspettato: quali saranno quindi le prossime mosse di VanVerBurger?
Potenziare le consegne a domicilio – collaborando con un piccolo collettivo “etico” di rider in bicicletta originario di Torino –; magari ampliare la già ricca scelta sul menù (al momento ci sono quattro ricette di panini, tutte originalissime e particolari, oltre a patate al forno e pannocchie). Poi “un sogno“: quello di avere finalmente una cucina in cui fermarsi a preparare (ci auguriamo comunque senza perdere quel contatto che li rende speciali!)

Cucina plant-based, accessibile a tutti, facilmente fruibile; packaging compostabile (i nostri redattori più convintamente ecologisti non potevano trattenersi dall’indagare questo aspetto, e sono stati accontentati!); ogni giorno una location diversa e “con vista”; calore e contatto umano in questo momento in cui ne abbiamo davvero bisogno: se oltretutto aggiungiamo che le loro ricette sono deliziose, ecco sette motivi per cui dovreste conoscere VanVerBurger (anche se non siete vegani)!

Alice Tarditi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...