Torino a febbraio si veste di “giallo”

Da quando il Piemonte, il 1 febbraio, è passato in “zona gialla” una ventata di aria fresca è finalmente imperversata in città. Da ormai molto tempo la grave situazione sanitaria tuttora in corso nel nostro Paese ha messo a dura prova ognuno di noi, modificando a fondo il nostro stile di vita e intaccando alla radice le nostre più amate abitudini.


Certo, non si può ancora dire che “il peggio sia passato”, ma forse si può iniziare a tirare un sospiro di sollievo. Durante quest’ultimo, difficile, anno senza dubbio chiunque ha dovuto imparare ad apprezzare le piccole cose e a vivere ogni giorno godendo del poco che c’è.

Ecco che allora dopo mesi e mesi fatti di isolamento, rinunce e sacrifici, febbraio sembra aver riportato a Torino la voglia di tornare a vivere o, quantomeno, di provare a ripensare a un nuovo modo di vivere insieme.
In questi giorni si sono svolte in città una serie di importanti iniziative, con le quali i torinesi hanno contribuito a riaccendere lo spirito della città.


Tra queste ne possiamo in particolare segnalare una, che per un po’ pare aver offerto a Torino una veste nuova e inaspettata. Il 30 gennaio, infatti, è stata inaugurata in piazza Castello “A Torino l’amore profuma di fiori”, un’originale installazione floreale dedicata a San Valentino. Per due giorni è stato possibile ammirare un gigantesco cuore di circa 3 metri, composto da oltre 3 mila rose, magnolie, sancarlini e garofani donati dal Mercato Ingrosso Fiori di Torino. L’iniziativa, promossa da l’Associazione Fiorai con il sostegno di Ascom Confcommercio Torino, oltre a voler rappresentare uno scenografico invito a celebrare l’amore con un omaggio florale non solo nel giorno di San Valentino, costituisce, in concreto, un segnale di speranza che i fiorai hanno voluto lanciare alla propria categoria, che come molte altre ha risentito degli effetti collaterali provocati dalla pandemia.


Ma non si tratta dell’unica novità del periodo. Dall’1 al 5 febbraio il Museo Egizio, dopo quasi tre mesi di chiusura, ha riaperto le sue sale al pubblico offrendo un numero limitato di accessi gratuiti, acquistabili previa prenotazione on-line. In caso di biglietti gratuiti esauriti il Museo ha comunque garantito un’offerta speciale, rendendo possibile l’acquisto del biglietto di ingresso al vantaggioso prezzo di 2 Euro. In occasione del Carnevale, inoltre, il museo ha anche osservato un’orario straordinario, mettendo in palio alcuni premi speciali per i visitatori che, nelle giornate del 15 e 16 febbraio, fossero entrati vestiti a tema. Oltre al Museo Egizio, tra gli altri, hanno riaperto la propria attività anche altri enti non meno importanti: Fondazione Torino Musei (GAM, MAO, Palazzo Madama), La Venaria Reale, Palazzo Reale, L’Armeria Reale, Galleria Sabauda, il Museo di Antichità e molte altri poli culturali del circondario.


Brutte notizie, invece, per le piste sciistiche. Dal 15 febbraio, data con cui avrebbe dovuto cessare anche il divieto di spostamento tra le Regioni (attualmente prorogato al 25 febbraio) era stata prevista la riapertura degli impianti da sci. Ma, a sorpresa, l’ordinanza del Ministero della Salute di domenica ne ha nuovamente posticipato la riapertura al 5 marzo, causando enorme disagio e sconforto tra gli impiantisti, che avevano predisposto le stazioni sciistiche alla ripartenza nel pieno rispetto delle norme anti-covid.


Nonostante la situazione, dunque, resti comunque ben lontana dall’agognata “normalità”, speriamo tuttavia che le riaperture che sono avvenute, e che avverranno in questi giorni, siano di buon auspicio per il prossimo futuro della nostra amata città e non solo.

Arianna Arruzza

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