Tra polemiche e venerazioni, chi sono i ministri tecnici del governo Draghi?

In fase di nomina dei ministri, Mario Draghi ha assegnato nove ministeri, potremmo addirittura dire i nove ministeri più importanti, a nove figure tecniche, alcune delle quali rappresentano al tempo stesso continuità e rottura con il governo Conte bis che lo ha preceduto. Ma chi si cela dietro quei nomi?

Ministero dell’Economia. Daniele Franco è il direttore generale di Banca d’Italia (si tratta della seconda carica per importanza dell’istituzione), nonché presidente dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, cariche intraprese entrambe il primo gennaio dello scorso anno. Da buon ragioniere di Stato si è guadagnato negli anni una buona reputazione, grazie anche alla propria rigidità in materia di conti pubblici. Proprio in questo ambito, celebre è lo screzio avuto recentemente, seppur indirettamente, con Rocco Casalino, curatore della comunicazione del Movimento 5 Stelle e della presidenza del consiglio, il quale aveva pesantemente insultato gli esponenti del Tesoro per aver richiesto chiarimenti e quantificazioni di alcune voci di spesa pubblica.

Ministero dell’Innovazione tecnologica. Vittorio Colao ha studiato business nelle migliori università italiane e internazionali (Bocconi e Harvard) e guadagnato notorietà presso Morgan Stanley, Mckinsey & Company, Unilever e come amministratore delegato di Vodafone. È sceso sotto i riflettori già la scorsa estate con il cosiddetto Piano Colao, il prodotto della task force voluta da Giuseppe Conte per stabilire le linee della ripresa economica del Paese. Anche se il piano in questione non è mai stato né quantificato né attivato, potrebbe essere la base per lo sviluppo dei piani a seguire, in particolare per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Ministero della Giustizia. Marta Cartabia è ormai nota per essere stata la prima donna a ricoprire la carica di presidente della Corte Costituzionale e addirittura qualcuno cita il suo nome tra i possibili successori del capo dello Stato Sergio Mattarella.

Ministero dell’Ambiente. Roberto Cingolani è ministro presso il nuovo ministero della transizione ecologica, già dipartimento di quello dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Fisico e professore, si è laureato presso la Normale di Pisa e ha studiato, tra gli altri, con il premio Nobel Klaus von Klitzing. Nella sua carriera ha ricoperto diverse cariche di rilievo, tra cui la direzione dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova.

Ministero dei Trasporti. Enrico Giovannini, economista e statistico, ha fatto carriera all’Istituto Nazionale Italiano di Statistica (ISTAT) ed è stato ministro del lavoro e delle politiche sociali durante la presidenza di Enrico Letta.

Ministero dell’Istruzione. Patrizio Bianchi, economista laureato presso la London School of Economics, ha lavorato presso la British Price Commission, come docente universitario e consigliere di alcuni politici, tra i quali il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Aveva già lavorato nella task force della ministra Lucia Azzolina, ma aveva lasciato l’incarico dal momento in cui il suo piano è stato completamente ignorato.

Ministero dell’Università. Cristina Messa, specializzata in medicina nucleare, è stata prima docente e poi rettore dell’università Milano bicocca. Ha studiato e lavorato in tutto l’occidente e collaborato con quello che all’epoca era il ministero per l’istruzione, l’università e la ricerca (MIUR) per il programma Horizon 2020 (programma europeo per la ricerca e l’innovazione)

Ministero degli Interni. Luciana Lamorgese, già ministro degli interni durante il governo Conte bis, e capo di gabinetto di Angelino Alfano e Marco Minniti, è un dirigente pubblico e prefetto.

Sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio. Roberto Garofoli, magistrato e politico, già giudice del Consiglio di Stato, capo di gabinetto del MEF durante la presidenza di Matteo Renzi e co-direttore di Treccani Giuridica, nonché della rivista mensile Neldiritto. È autore e curatore di diversi libri: ha curato, con Giuliano Amato, I tre assi e ha pubblicato, assieme a Giulia Buongiorno, Casi di penale: atti e pareri.

Simona Ferrero

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