L’Eros spiegato da Eva Cantarella: tra emancipazione, misoginia e omosessualità

Studiosa e docente universitaria di Diritto greco antico e Diritto Romano, Eva Cantarella ha dedicato la sua vita a far riemergere le atrocità che il mondo femminile ha dovuto subire dall’antichità fino ai nostri giorni.

In Grecia, per la prima volta in Occidente, vengono elaborate le più antiche costruzioni di un’identità femminile diversa da quella maschile, sedimentate e poi divenute il fondamento e la giustificazione delle discriminazioni di genere.

Eva Cantarella, 2014.

Sembra opinione diffusa credere che la contemporaneità affondi le proprie radici in un passato recente, non più profondo di qualche secolo. È un vizio insito nell’uomo dimenticare ciò che è successo: spesso la storia dell’umanità inizia a sfumare nelle menti nel periodo precedente all’Ottocento, come se quel lontano mondo di violenza e di libertà limitate, di abitudini e credenze non appartenesse più all’essere umano. Eva Cantarella, invece, ha dimostrato quanto di antico ancora ci sia nelle nostre vite: ognuno porta sulle spalle millenni di storia, quella che lei stessa ha fatto oggetto dei suoi studi.

Chi è Eva Cantarella

Nata il 28 novembre 1936, Eva Cantarella è stata docente di Diritto greco antico e Diritto Romano all’Università degli Studi di Milano. Annoverata tra le più importanti studiose di diritto antico, è stata la prima a fare luce sulla brutale situazione della donna e sulla concezione di omosessualità nel mondo antico, riflettendo sulle differenze e sui retaggi culturali che il mondo contemporaneo porta con sé.

Tra i suoi numerosi saggi, i più conosciuti e di successo sono L’amore è un dio (2007), L’ambiguo malanno (1981), Secondo natura (1988). Il suo ultimo libro, Sparta e Atene. Autoritarismo e democrazia, è stato pubblicato nel 2021 per Einaudi e narra la rivalità tra due potenze culturalmente molto differenti. Un altro suo importante contributo è da ritrovarsi nel manuale La filosofia e le sue storie. L’antichità e il Medioevo (2014) di Umberto Eco e Riccardo Fedriga, in cui tratta il tema della sessualità femminile nell’antica Grecia.

I tabù e la storia

Uno degli argomenti che ricorre maggiormente nei saggi dell’autrice è il mito di Pandora, significativo per comprendere come già nelle credenze del tempo e nella cultura greca si sia progressivamente insediata la convinzione dell’inferiorità femminile. Frutto della narrazione del poeta Esiodo, il mito propone una visione negativa della donna, poiché dopo l’arrivo di Pandora sulla terra l’umanità ha iniziato a conoscere l’infelicità. Da qui in poi, la logica di questo filone di pensiero ha raggiunto la sua apparente dignità con le argomentazioni dei filosofi greci, con qualche eccezione. Infatti, come la stessa autrice riporta:

Socrate condivideva le idee di Aspasia sulla “questione femminile”. Pur lontano dall’affermare la totale parità fra uomini e donne, egli era tutt’altro che misogino, come erano, di regola, i suoi contemporanei.

Eva Cantarella ha dedicato interamente al mito di Pandora uno dei suoi ultimi saggi, Gli inganni di Pandora: L’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica (2019), molto significativo per comprendere la nascita della misoginia e il problema della questione di genere.

Non meno importante è stato il ben riuscito tentativo dell’autrice di scardinare l’odio nei confronti dell’omosessualità, considerata un tabù ai suoi tempi, spiegando come la libertà sessuale fosse naturale nella Grecia antica.

L’amore è un dio: il sesso e la polis

Pubblicato nel 2007, L’amore è un dio tratta del tema dell’amore in tutte le sue forme, poiché:

… persino i fiumi si innamoravano, o le sorgenti.

Qui si illustra la storia del dio Eros, l’amore, spiegando le sue origini e come era inteso questo sentimento nel mondo greco. Nel mito platonico, narrato tramite la voce di Aristofane, i sessi inizialmente avevano forma sferica con due volti, ed erano tre: femminile, maschile ed ermafrodito, perché l’amore è un dio, e niente può contro le sue diverse manifestazioni. Vista l’arroganza degli esseri umani, Zeus li punisce dividendo le sfere a metà, generando persone erette, e ognuno da quel momento è sempre in cerca della propria parte complementare.

Riguardo l’omosessualità, definita innaturale e vergognosa nella contemporaneità, Eva Cantarella ha smentito queste affermazioni spiegando che nelle nostre più antiche radici l’amore racchiudeva qualsiasi forma.

Ciò porta a riflettere su come la cultura di riferimento possa cambiare a seconda della società: qualche anno fa l’omosessualità, il tradimento femminile, il divorzio sarebbero stati puniti, mentre oggi c’è più libertà sessuale, anche se non del tutto assimilata.

L’ambiguo malanno

 Zeus, perché hai dunque messo fra gli uomini un ambiguo malanno, portando le donne alla luce del sole?

Euripide, Ippolito, 616-617

Questa è la citazione con cui Eva Cantarella introduce la prima pagina del suo saggio L’ambiguo malanno, in cui spiega non solo come le donne siano state limitate nella vita, ma anche dimenticate nel corso della storia. Il tentativo dell’autrice non è di ricostruire interamente la condizione delle donne in età antica, impossibile poiché esse non hanno avuto voce in capitolo, ma di tratteggiare alcuni momenti significativi considerando determinati periodi di cui si hanno maggiori notizie.

L’Ambiguo malanno e L’amore è un dio affondano le radici in un terreno carico di pregiudizi e ignoranza, che si è cercato di nascondere e dimenticare. Il passato però parla, e ci permette di comprendere i riflessi e i tabù che ancora oggi vivono nella nostra società.

Al giorno d’oggi, l’alternarsi di elementi di emancipazione e di regressione mostra il continuo pericolo di ritrovarsi in una contemporaneità in cui aleggiano inquietanti fantasmi del passato. Se si pensa al periodo in cui Eva Cantarella ha iniziato a mettere luce su temi profondamente scandalosi per la società del Novecento in cui è vissuta, si nota quanto le tematiche da lei affontate siano ancora estremamente attuali, e quanto le sue ricerche e contributi giuridici continuino ad essere tuttora importanti.

Federica Seni Ferreri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...