I profili social tra attivismo e leggerezza

I social, se usati nel modo giusto, sono un mezzo potentissimo, lo dimostrano moltissimi account di persone che fanno divulgazione e attivismo, che sfruttano la loro visibilità per ottenere risultati concreti a livello sociale. Nella vita quotidiana accade spesso di circondarsi di persone simili a sé: è più semplice anche per un fatto di vicinanza fisica. Grazie ai social, però, mai come adesso è stato così facile venire a contatto con l’altro. The Password oggi vi presenta due coppie che hanno, per ragioni diverse, a che fare con la diversità. La loro base è a Torino e ogni giorno fanno attivismo, anche “solo” mostrando la loro vita, nella sua semplicità.

Raissa e Momo – una coppia contro i pregiudizi

Momo Ismail Bayed e Raissa Russi (Corriere della sera)

Raissa Russi e Momo Ismail Bayed sono una coppia che vive a Torino. Momo a 6 anni è arrivato in Italia dal Marocco, dove è rimasta una parte della sua famiglia. Dai loro contenuti si nota una grandissima vivacità e positività. Di tutte le qualità che li contraddistinguono, però, ce n’è una su cui si concentrano alcune persone: Momo è musulmano e di origine non italiana, fatto che non esitano a far notare nei commenti con frasi razziste e negative che si basano su stereotipi islamofobi. In risposta, Momo e Raissa, che hanno grande seguito su TikTok, reagiscono con autoironia e evidenziando come alcuni commenti siano discriminatori, infondati e lontani dalla realtà. Con il sorriso e la loro vita quotidiana riescono ogni giorno ad abbattere i pregiudizi verso le coppie miste, dimostrando che i valori sani non dipendono dalla cultura, la religione o la provenienza.

Giulia e Andrea  – viaggiare e vivere, in carrozzina

Andrea Decarlini e Giulia Lamarca (da un reel sul profilo Instagram di Giulia)

Giulia Lamarca è psicologa e formatrice aziendale, nel 2011 ha avuto un incidente con lo scooter su cui era passeggera, da allora non può muovere le gambe, la diagnosi è di paraplegia incompleta. Andrea Decarlini è fisioterapista, entrambi lavorano molto nel campo digitale, come travel blogger e non solo. Si sono incontrati in ospedale dopo l’incidente e sono passati da essere amici a sposarsi, nel frattempo han viaggiato tanto. Per Giulia il viaggio significa “libertà, è il mio modo di camminare nel mondo come se fossi sulle mie gambe”, scrive sul blog e sulla pagina Instagram. Una pagina in cui mostrano i loro viaggi intorno al mondo e la vita quotidiana, senza finzioni. La loro missione è rendere il mondo accessibile a tutti, perché ognuno ha il diritto di goderne. Per questo fanno luce su quanto ancora il mondo sia lontano dall’essere costruito per non escludere nessuno, ma nel frattempo non si lasciano fermare dagli ostacoli, sia quelli più comuni che quelli derivanti da una carrozzina.

Questi erano quattro account da tenere d’occhio, due donne e due uomini che in coppia, grazie alle loro specificità e ai loro caratteri, riescono ogni giorno un po’ di più a rendere visibile e normale – se ancora può aver senso parlare di normalità – la diversità in tutte le sue forme.

Anna Franzutti

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