Il dirottamento di Stato e l’arresto di Roman Protasevich

“Dirottamento di Stato”: così è stata definita l’incredibile mossa da parte del regime bielorusso di Lukashenko, che ha portato all’arresto del blogger e dissidente bielorusso Roman Protasevich e della sua compagna. Ora le mosse di Minsk avviano una nuova delicatissima frattura all’interno dei rapporti della comunità europea: da un lato la Bielorussia si difende dalle minacce dell’Occidente, mentre i leader europei – dopo il congelamento di 3 miliardi di aiuti finanziari – sono pronti ad intervenire con ulteriori sanzioni.

I Ventisette fanno fronte unico contro Lukashenko, bollando il suo atto come un esercizio di potere inaccettabile.

Tutto è accaduto domenica scorsa sul volo della compagnia irlandese Ryanair FR 4978, partito da Atene e diretto a Vilnius. Stando alle ricostruzioni, mentre stava sorvolando la Bielorussia, l’aereo è stato costretto ad un atterraggio d’emergenza dalle autorità nazionali con il pretesto di un falso allarme bomba. Una volta atterrato nella capitale Minsk, la polizia bielorussa ha arrestato Roman Protasevitch, un blogger che da almeno dieci anni dirige le fila della protesta popolare contro la dittatura di Lukashenko, dal quale è considerato un pericolo per il governo bielorusso ed è ricercato per sovversione ed istigazione all’odio

Affiliato al movimento di destra “Right Front”, il giornalista – di soli 26 anni – Protasevich è tra gli oppositori più temuti dal regime, nonché uno degli amministratori del canale Telegram Nexta, il principale strumento di informazione indipendente per il popolo bielorusso, utilizzato per organizzare le manifestazioni dei movimenti di protesta ed evitare gli assalti brutali della polizia. Nato su Youtube e successivamente migrato su Telegram (dove è più facile mantenere nascoste le tracce ed evitare la censura), Nexta è diventato un canale fondamentale di organizzazione del dissenso; conta ben 2 milioni di followers, oltre ad essersi guadagnato l’appellativo di “organizzazione terroristica” da parte di chi lo vorrebbe vedere cancellato dalla rete.

Ora Protasevich rischia fino a 15 anni di carcere, mentre altre fonti temono addirittura la pena di morte, ancora possibile sotto il regime di Lukashenko. A preoccuparsi per la pena estrema è lo stesso Protasevich che, al momento del dirottamento, era consapevole di essere lui stesso il motivo per cui l’aereo è stato fermato.

La questione sta assumendo toni sempre più diplomatici, creando una situazione che vede l’intera comunità europea ai ferri corti verso gli atteggiamenti di Lukashenko, perché ormai fortemente convinta della necessità di una forte azione comunitaria per fermare le azioni sempre più riprovevoli del dittatore bielorusso. Le prime giustificazioni da parte del governo millantano una e-mail ricevuta dalle autorità bielorusse e firmata dall’organizzazione terroristica Hamas che minacciava l’intero continente per la presenza di un ordigno pronto ad esplodere sull’aereo interessato. A quanto pare, fermare il volo non ha poi portato al rinvenimento di alcuna bomba, ma solo all’arresto di un giornalista scomodo. A fianco della Bielorussia si schiera anche Mosca, storica alleata, che difende prontamente le decisioni del governo accusando a loro volta varie azioni svolte in passato dai paesi membri dell’UE. Intanto Minsk si rende disponibile ad accogliere esperti che possano esaminare tutti i dati relativi al volo, per poter “garantire la piena trasparenza ed escludere le insinuazioni”, stando alle parole del portavoce del ministero degli Esteri bielorusso Anatoly Glaz. 

L’Unione Europea sembra aver scelto di rispondere duramente alle mosse della Bielorussia, a partire dal blocco immediato di un pacchetto di investimenti di ben 3 miliardi di euro di cui doveva beneficiare il regime. La Presidente della Commissione von der Leyen conferma la necessità di una risposta decisiva per far capire a Lukashenko di non poter proseguire oltre. ll pacchetto di investimenti sarà fermo finché “la Bielorussia non diventerà democratica”. L’ UE continua inoltre con gli avvertimenti, imponendo il divieto per le compagnie aeree bielorusse di volare nello spazio europeo, mentre invita le restanti compagnie europee ad evitare lo spazio aereo della Bielorussia. È stata fatta inoltre richiesta al Consiglio di individuare nuove entità da colpire con ulteriori sanzioni economiche, mentre i leader all’unisono richiedono il rilascio di Protasevich e della sua compagna.

A quanto pare, l’Unione Europea intera non resterà a guardare, forse anche per la consapevolezza che lasciare impunita un’azione come questa consisterebbe in un tacito assenso per episodi successivi, probabilmente di portata maggiore e sicuramente più gravi.

Antonio Ruggiero

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