Il valore sociale dell’aperitivo

Bar, ristoranti e caffetterie hanno finalmente riaperto. Questa notizia ha portato molta gioia innanzitutto ai ristoratori, una categoria estremamente colpita dalle chiusure imposte per contrastare la pandemia di COVID-19. Anche tra i giovani e non, queste riaperture sono state accolte con molto entusiasmo: sembra finalmente ritornare una parvenza di normalità. 
Gli aperitivi, le pizzate, un caffè: pillole di quotidianità che ci sono mancati molto durante questi mesi soprattutto perché, pur inconsapevolmente, gli abbiamo attribuito un fortissimo valore sociale
Cosa rende quindi questi momenti così speciali? 

Nuovi comportamenti alimentari.

La nostra società attuale è basata in larga parte sui consumi. C’è grande enfasi nell’arricchirsi, lavorare per guadagnare bene, possedere molti oggetti, magari costosi. Questa continua ricerca di benessere da una parte ci consente di migliorare le nostre condizioni di vita e aumentare la nostra libertà, dall’altra non sarebbe possibile senza la nuova importanza che ricopre l’individualità. L’individualità spesso porta al continuo erodersi dei contesti di appartenenza e quindi alla solitudine. Pensiamoci: più diventiamo adulti e meno occasioni ci sembra di avere per socializzare, tolti il lavoro e l’università. C’è un’arma però che abbiamo sempre dalla nostra parte quando si tratta di socializzare: il cibo
Il cibo come momento di socialità è un nuovo comportamento alimentare nato dal bisogno di controbilanciare le tendenze individualistiche del nostro tempo. Il cibo così diventa un pretesto per incontrarsi, conoscersi: in poche parole, ci unisce. 

Attraverso un aperitivo al bar ci connettiamo con altre persone e ne incontriamo di nuove. Parliamo, socializziamo, a volte discutiamo. Dallo scambio che si crea impariamo qualcosa in più sugli altri ma anche e soprattutto su noi stessi. Attraverso il confronto costruiamo e delimitiamo meglio la nostra identità: quanti di noi hanno capito di essere davvero convinti di un’idea solo quando hanno dovuto sostenerla in una conversazione?
I metri quadrati di un bar diventano uno spazio in cui si costruiscono legami. Frequentare lo stesso bar crea appartenenza e reciproca riconoscenza. Riportando le parole della sociologa dei consumi Maura Franchi, dal cui libro “Il cibo flessibile” è stato preso spunto per questo articolo, “in questi luoghi si produce una sorta di misteriosa alchimia della socialità e si consolida un qualche tipo di cemento culturale e spirituale, attraverso la condivisione delle emozioni.”.

Un aperitivo di valore

L’aperitivo quindi non è solo bere un drink: è un momento di socialità che ci ritagliamo all’interno di una vita che ci spinge alla solitudine. 
Raccontare della propria giornata, festeggiare successi o cercare di dimenticare errori, aggiornarsi sugli ultimi avvenimenti, ridere e scherzare in compagnia, tutto questo ci unisce e ci ricorda che siamo, prima di tutto, “animali sociali”, come già disse Aristotele. 
È importante riconoscere il valore sociale di questi momenti, perché spesso sono proprio questi attimi di svago che ci aiutano ad andare avanti nelle monotone giornate di studio o di lavoro. 
Ora, dopo mesi di aperitivi virtuali, possiamo tornare al bar. È giusto farlo con coscienza, rispettando le regole per tutelare se stessi e gli altri, ma senza privarsi della possibilità, finalmente, di brindare insieme. Buon aperitivo a tutti

Beatrice Segato

(Fonte: M. Franchi (2009), Il cibo flessibile. Nuovi comportamenti di consumo. Roma: Carocci editore.)

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