In giro per la Cina in dieci tappe. Seconda tappa: Chengde.

Nota della redattrice: “Durante il periodo passato in Cina, quando la mole di studio lo permetteva, ho avuto modo di visitare posti meravigliosi, che hanno lasciato nel mio cuore un ricordo indelebile. Ecco qua una raccolta dei luoghi più belli che ho avuto l’opportunità di vedere”.

Come seconda tappa di questa rubrica incentrata su alcuni dei luoghi e città più belle delle Cina, verrete virtualmente guidati per la città di Chengde (承德), ovvero la città che ospitava la residenza estiva degli imperatori.

Chiunque abbia trascorso un periodo, anche molto breve, a Pechino durante il periodo estivo potrà confermare quanto il caldo e l’umidità della città diventino davvero insopportabili. Questo ci porta a capire perché gli imperatori si siano spinti nei secoli anche lontani dalla capitale in cerca di un riparo dalla calura estiva. In periodo Qing, l’imperatore Kangxi, scelse la città di Chengde, a duecentocinquanta chilometri da Pechino, come sede della residenza estiva della corte imperiale. Tale rimase per quasi centocinquant’anni, perdendo poi progressivamente importanza.

La prima meta da visitare a Chengde è sicuramente il Palazzo Bishushanzhuang (避暑山庄), letteralmente la “residenza montana per sfuggire al caldo dell’estate” (già il nome la dice lunga!). Questo immenso palazzo si affaccia su un lago ed è circondato da mura lunghe dieci chilometri. Il complesso comprende gli edifici residenziali dell’imperatore, come le sale di ricevimento e di intrattenimento e i giardini reali del palazzo, oltre a una serie di magnifici templi.

Poiché gli imperatori trascorrevano anche sei mesi l’anno a Chengde, il palazzo fu pensato anche come sede di governo, oltre che come luogo di svago. L’imperatore riceveva i suoi ministri e consiglieri e discuteva qui le questioni di stato, oltre a ricevere dignitari stranieri e altri ospiti illustri, come ad esempio gli ambasciatori e i dignitari provenienti dalla Mongolia. L’area nordoccidentale del palazzo, pianeggiante, richiama le steppe mongole, e proprio qua venivano piantate le yurte, ovvero le tende mongole, per ricevere e ospitare questo genere di ospiti. Oggi quest’area è adibita ad albergo.

Al di fuori delle mura del palazzo si trovano sette degli undici templi che formavano il complesso degli “Otto Templi Esterni”. Gli “Otto Templi Esterni” erano di forte importanza per la dinastia Qing e per il paese, in quanto rappresentavano i sentimenti di varie minoranze etniche in tutta la Cina, che dirigevano così la loro lealtà verso il governo. L’architettura di questi templi richiama molto quella dei templi tibetani. Quando nel XIII secolo i Mongoli conquistarono il Tibet, questi vennero, infatti, fortemente influenzati dalla religione buddhista tibetana. Quando la dinastia Qing diventò la dinastia regnante in Cina, i suoi imperatori ne abbracciarono la religione e la cultura.  

Non tutti i templi sono purtroppo visitabili oggi. Tra quelli accessibili si consiglia il Tempio Putuo Zongcheng (普陀宗乘之庙) Tempio Puning (普宁寺), i due templi più famosi, oltre al Tempio Pule (普乐寺) e al Tempio Anyuan (安远庙).

Il Tempio Putuo Zongcheng è il più grande dei templi presenti a Chengde ed è modellato sul Palazzo del Potala di Lhasa, in Tibet, e per questo è anche affettuosamente chiamato il “Piccolo Palazzo del Potala” (小布达拉宫).

Il tempio Puning, il Tempio della Pace Universale, ospita un’enorme scultura in legno del Buddha, con un’altezza di ben ventidue metri. La scultura raffigura Avalokitesvara, o Guanyin (观音), uno dei bodhisattva di Buddha.

Il tempio Pule (普乐寺), il Tempio della Gioia Universale, è caratterizzato da una fusione di architettura in stile cinese e tibetano, ed è noto anche come “Tempio Rotondo”. La costruzione principale è infatti il Padiglione Rotondo, il quale rappresenta il cielo e la pioggia, e sorge su una terrazza quadrata, simbolo della terra.

Infine, il Tempio di Anyuan (安远庙), somigliante al tempio Guerzha di Ili, nella provincia del Xinjiang.

Il periodo ideale per visitare Chengde è tra giugno e settembre, poiché essendo più a nord rispetto a Pechino, il clima diventa freddo già in autunno.

Nota della redattrice: “Da bravi furbi, io e i miei compagni di viaggio abbiamo organizzato il viaggio a novembre. Nonostante il freddo di novembre, il viaggio è stato uno dei più belli fatti durante il periodo in Cina e vedere il tramonto dalla cima del Tempio Putuo Zongcheng è stata un’esperienza magica (congelamento incluso)!

Malvina Montini

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