Crudelia: recensione del film

Non molto tempo fa vi avevamo parlato dell’imminente uscita in sala di Crudelia, il nuovo live action di casa Disney che vede protagonista Emma Stone nei panni di uno dei villain più famosi di sempre: Crudelia De Mon – riportata al nome orginale: Crudelia De Vil. Ebbene il momento che molti di voi stavano aspettando è finalmente arrivato e noi di The Password non vediamo l’ora di raccontarvi che cosa ne pensiamo!


Il film esplora le origini del personaggio fin dalla più tenera età: Crudelia è una bambina dalla personalità eccentrica e piuttosto esuberante, costretta dalla mamma a contenere la sua vera natura celandola sotto le mentite, e più equilibrate, spoglie di Estella. Ciò che maggiormente caratterizza la sua vera personalità, infatti, è una marcata passione per la moda, che si manifesta non di rado in atti di dichiarata approvazione o disapprovazione dello stile altrui. D’altra parte questi atteggiamenti, spesso e volentieri, tendono a oltrepassare la “soglia di sopportazione” della sensibilità dei potenziali destinatari, i quali a loro volta non mancano di riversare la propria ostilità nei confronti dell’audace bambina, nell’intento di “restituire il favore” all’indesiderato mittente. Insomma: neppure Estella rende vita facile alla madre, che ben presto si vede costretta a chiedere aiuto a un misterioso personaggio, nella speranza di riuscire a risolvere, una volta per tutte, i non pochi problemi inevitabilmente causati dal difficile carattere della figlia. Ma anche questa strategia si rivelerà fallimentare: la vita di Crudelia, da questo momento in poi, cambierà per sempre. E così Estella, piccola e indifesa, diventerà ben presto adulta e agguerrita, grazie anche all’aiuto di Orazio (Horace) e Gaspare (Jasper). Questi ultimi, in particolare, acquisiscono nella pellicola una caratterizzazione un po’ più massiccia rispetto a quella cui ci avevano abituato i due antecedenti cartooneschi della nota saga Disney: non più, solo, passivi e ottusi aiutanti, ma anche, addirittura, attivissimi e perspicaci amici, che la sadica Crudelia arriverà a definire, inaspettatamente, come “la sua famiglia”. Se dunque, da un lato, ciò concorre a dimostrare che anche la folle stilista con l’ossessione per i dalmata ha un cuore, d’altro canto, tuttavia, questo aspetto non si riduce a mera banalizzazione del personaggio.


Se pensate, infatti, che anche questo live action, un po’ alla stregua di Maleficent, voglia in qualche modo acquisire un intento legittimante rispetto alla genesi di uno dei villain più famosi di sempre, vi sbagliate di grosso. La follia, la perversione, la malvagità, la furia ossessiva di Crudelia non rappresentano il banale esito di un torto subìto, ma vengono descritti come aspetti che da sempre fanno parte della natura del personaggio e che troppo a lungo sono stati tenuti a bada, incapsulati dentro a una maschera di finta mansuetudine fin da subito malsopportata – e mal indossata – dalla vera Crudelia.


Benché, dunque, la pellicola, nel complesso, non si configuri come un prodotto eccelso dal punto di vista cinematografico, l’idea che ne è alla base e il modo di tradurla a livello filmico – notevoli i costumi e la colonna sonora in pieno stile rock anni ’70 – contribuiscono a fare di Crudelia un prodotto tutto sommato godibile e destinato a lasciare il segno. Se a tutti questi ingredienti si aggiunge anche l’ottima performance di Emma Stone, infine, non escludiamo che il film possa riuscire a suggestionare anche l’occhio più critico.

Arianna Arruzza

In copertina una scena dal trailer ufficiale Disney.

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