Torino Pride: la manifestazione a sostegno del DDL Zan

Dal 1970, anno in cui fu organizzata la prima parata arcobaleno, giugno è diventato il Pride Month, il mese dell’orgoglio. Orgoglio di essere se stessi, indipendentemente dal proprio sesso, genere, orientamento sessuale o aspetto esteriore. Da molto tempo oramai si parla di una legge per difendere la diversità, e quindi ciascuno di noi, da ogni genere di discriminazione, forma d’odio o violenza: il DDL Zan.

La manifestazione di Torino

Il 5 giugno scorso anche Torino si è colorata di bandiere arcobaleno, il simbolo di questo orgoglio, e noi ci siamo stati per documentarlo. Il Torino Pride ha coinvolto tantissimi: in Piazza Castello erano presenti, tra le migliaia di persone a sostegno della causa, anche Susanna Camusso, ex segretaria generale della CGIL, la sindaca Chiara Appendino e la senatrice Alessandra Maiorino, la seconda parlamentare ad aver firmato il DDL. Tantissime anche le associazioni, torinesi e non, tra cui sindacati, movimenti femministi ed ecologisti, tutti insieme per ribadire che quella per il DDL Zan non è solo una battaglia della comunità LGBT+, ma di un’intera comunità: di tutti i lavoratori, per non essere più discriminati sul posto di lavoro; delle donne, per non dover combattere più degli uomini per vedersi rispettati i propri diritti; dell’ambiente, perché, come oramai sappiamo bene, solo dopo uguaglianza si può parlare di sostenibilità. Il DDL Zan è contro l’omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo, ma troppo spesso durante il dibattito politico sul disegno di legge, alcune di queste categorie vengono semplicemente ignorate, come si è fatto notare dalla Piazza.

Significativi i molti interventi che si sono succeduti durante la giornata: “La città nella sua comunità ha deciso da che parte stare: ha deciso di stare dalla parte dei diritti, delle tutele – ha detto la Sindaca Appendino – Se esiste una tutela e qualcuno quella tutela non ce l’ha, significa che chi ce l’ha ha un privilegio e dovrebbe lottare insieme a chi non ce l’ha per farlo diventare un diritto: è un diritto quando è di tutti e di tutte.”

Nessuno può giudicare le nostre vite, i nostri amori, le nostre identità e i nostri corpi – continua poi Serena Graneri, Presidentessa di Arcigay Torino – Il riconoscimento dei diritti va a benificio di tutta la popolazione. I diritti non sono come fette di una torta che ci dobbiamo suddividere: si moltiplicano sempre di più e rendono la nostra società sempre più equa”.

Come sempre da quando si parla di questo disegno di legge, non sono mancate le critiche, sia alla manifestazione che allo stesso DDL, considerato incostituzionale da chi ne fa opposizione in quanto lederebbe il diritto alla libertà di pensiero tutelato dall’art. 21 della nostra Costituzione.

La piazza però, non si è fatta fermare. Chi sostiene il DDL Zan non accetta compromessi “al ribasso“, trattative con forze politiche che vorrebbero modificarne completamente la struttura e il senso. Per questo lo slogan è diventato semplicemente “non un passo indietro“.

Marta Fornacini

Foto di Antonio Ruggiero

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