10 artisti contemporanei che (forse) non conoscevi

C’è ancora dell’arte, oggi?

Se ci si affaccia sul panorama delle ultime tendenze, che si spingono verso un’arte che si trasforma in una vera e propria esperienza, effimera e sfuggente, sembra esserci poca sostanza. La gara del XXI secolo prevede che ci si riconcorra per far tirare un urlo di stupore al pubblico. Però, una volta provata l’ebrezza di scendere giù da uno scivolo alto 8 metri, poco ci resta rispetto alle emozioni dell’arte figurativa e scultorea a cui siamo abituati. L’attualità potrebbe definire la sua un’arte da consumare, usa e getta, da “avanti il prossimo”, molto in linea – dopotutto – con lo stile di vita che non bada al risparmio del nostro tempo.

Che piaccia o no, non bisogna per questo generalizzare e sminuire il valore di alcune opere d’arte attuali. Sono modi diversi di concepire – e vivere – l’arte rispetto alla tradizione secolare che la contemporaneità si porta dietro le spalle. Non tutto sembra essere fumo; dispersa nella nube c’è anche della sostanza. Scopriamo dove!

Tra nomi conosciuti e ignoti

1. Angela Bulloch

L’artista che si guadagna il primo posto è Angela Bulloch. Perché? Potremmo dire che la sua è un’arte di “tendenza” nell’ultimo periodo. Al passo con i tempi e tecnologica, Angela Bulloch riesce a dare un senso a scatole che possono illuminarsi di ben 16 milioni di tonalità diverse. Sembra che la fantasia non le manchi. Interessata ad affrontare tematiche sociali, schemi comportamentali che possono riprodursi nelle strutture di potere istituzionali, merita un occhio di riguardo per il mix di elementi che caratterizzano la sua arte.

2. Tracey Emin

Potremmo definirla “l’influencer dell’arte“. È lei stessa la sua arte: ha trasformato se stessa e il suo quotidiano in un’opera vivente, basti pensare al letto pieno zeppo di cianfrusaglie, bottiglie e mozziconi, My Bed, che ha esposto qualche tempo fa in occasione dell’assegnazione del Turner Prize nel 1999. Anche qui, però, niente di realmente nuovo.

3. Jeff Koons

Iconico e ambiguo sono forse i termini che più si addicono a questo strambo personaggio. Controverso per le scelte non proprio ammirevoli che ha fatto nella vita e nella carriera, resta però importante per la fama e lo stile che lo rendono riconoscibile. Il cane molto glossy modellato come un palloncino non vi dice nulla?

Date un’occhiata qui sotto.

Jeff Koons, Balloon Dog (Magenta)

4. Mike Kelley

Strano o strano forte? A voi la scelta.

Vi basti sapere che è stato un importante rappresentante del post-concettualismo californiano ed è stato capace di assorbire gli avvenimenti che lo circondavano per tradurli in arte. Indaga i lati oscuri della società americana – vive e lavora a Los Angeles – e la sfera di desideri che dovrebbero preferibilmente rimanere repressi.

5. Maurizio Cattelan

A lui, che con i temi di attualità – anche forti – si è guadagnato la fama internazionale, diamo un quinto posto simbolico. Siede nel mezzo della tavola come la regina ad un pranzo reale, o Gesù nell’ultima cena. Chi non conosce il papa schiacciato da un meteoriteLa nona ora – del 1999, o la più recente banana appesa al un muro che ha fatto il giro del mondo?

Su di lui, Art Now dice “compie un radicale tentativo di mettere in ridicolo i principi in base ai quali l’artista può operare senza scontrarsi con la società“.

6. Carsten Holler

Ci sono accesi dibattiti sulla sua arte: tra chi ci legge innovazione e chi ci legge pura delusione, di sicuro c’è che ne è uscito un polverone. Ad alcuni fa venire l’orticaria, altri aspetterebbero ore in coda per accaparrarsi un tappetino per scivolare dentro la sua opera. È proprio lui quello dello scivolo alto 8 metri, dell’arte da consumare… sempre che si riesca ad arrivare in fondo sani e salvi!

7. Ernesto Neto

Il maestro del copia e incolla. Ha colto e tradotto a modo suo la mania di Louise Bourgeois di ingabbiare oggetti e sculture, optando però per degli esseri umani veri e propri: si può sguazzare negli ambienti da lui creati. Di sostanza personale ne ha anche messa, come della sabbia per tenere ferme le sue installazioni di lycra. Si dice in giro che quest’ultima sia la sua migliore amica.

8. Laura Owens

Molto preparata o poche idee? Ci ha messo del suo a modo suo? La critica ci trova un’influenza zen, assolutamente esatta. Ma non è tutto un po’ troppo scopiazzato?

Buttando l’occhio sul nero che ricrea un pipistrello e sul bianco della luna, per non dimenticare la scimmia- tutto nella sua opera Untitled qui sotto- si rimane sospesi tra il considerarla arte allusiva, una interessante rivisitazione, o una pura copia dei soggetti di Ohara Koson. La citazione è evidente a più riprese, dopotutto, Koson è un artista di nicchia. Chissà se, mentre dipingeva, Owens avrà pensato “tanto chi lo conosce?“.

9. Cindy Sherman

“Ma io chi sono?”

L’artista ha eseguito una serie di scatti in cui la sua immedesimazione in uno stereotipo – la casalinga, il clown, ecc. – è stata talmente un successo da appannare la sua vera personalità. Le sue trasformazioni sono ben riuscite.

10. Sarah Lucas

Londinese travolgente e sfrenata. Si potrebbe definire uno tsunami di trasgressività. Vede genitali nelle forme degli aspirapolvere e nel cappello di uno gnomo. Interessante e mai scontata.

Questo è soltanto un piccolo bagaglio di artiste e artisti, chi più conosciuto e chi meno, che fanno parlare di sé e della loro arte in giro per il mondo in questi anni. La contemporaneità si sta rivelando un pozzo di idee anche se non sempre geniali, non sempre belle.

Alcuni artisti sono controversi, a tratti innovativi, a tratti banali, altri ancora palesemente copioni, che stentano a farsi largo tra i maestri mondiali da ricordare ed emulare. La critica è spesso divisa, ma di certo non hanno torto coloro che sostengono che gran parte di quel che viene spacciata per arte in fondo è non-arte. Lo spirito critico tende a riempire di sfarzo ciò che ha poca sostanza, in un mercato che fa fioccare milioni. Tutto questo ha senso? A voi la risposta.

Federica Seni

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