In giro per la Cina in dieci tappe. Terza tappa: Changsha e Shaoshan.

Nota della redattrice: “Durante il periodo passato in Cina, quando la mole di studio lo permetteva, ho avuto modo di visitare posti meravigliosi che hanno lasciato nel mio cuore un ricordo indelebile. Ecco qua una raccolta dei luoghi più belli che ho avuto l’opportunità di vedere.”.

Il primo luglio di quest’anno si è celebrato il centesimo anniversario dalla fondazione del Partito Comunista Cinese, un evento che è stato molto seguito e molto discusso a livello internazionale, complice anche il discorso tenuto dal presidente cinese Xi Jinping per l’occasione.

Il seguente articolo non vuole soffermarsi su questo, quanto piuttosto su un particolare tipo di turismo che da anni è molto sentito e diffuso in Cina, il cosiddetto “turismo rosso”. Questo tipo di turismo si indirizza non solo verso luoghi legati alla figura di Mao Zedong (毛泽东) ma, più in generale, a tutti i luoghi simbolo della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Ne fanno parte quindi i luoghi delle battaglie e delle conferenze più importanti, come anche i luoghi in cui il cancelliere Mao è nato e cresciuto.

Mappa degli oltre 100 luoghi del tradizionali del “turismo rosso” presenti nella Repubblica Popolare Cinese (Fonte: http://www.people.com.cn/)

È proprio durante il secondo anno trascorso in Cina che io e il mio migliore amico abbiamo deciso di recarci a visitare il luogo di nascita di Mao Zedong… E non solo!

La città di Changsha (长沙), capoluogo dell’Hunan, la provincia di origine del Grande Timoniere, è facilmente raggiungibile da Pechino grazie al treno veloce. Nonostante le sorprese che questa moderna città riserva ai turisti, il primo luogo scelto come meta è stato Shaoshan (韶山), il villaggio natale di Mao. La cittadina dista appena mezz’ora di treno da Changsha e dalla stazione è poi possibile spostarsi a piedi o utilizzando il taxi.

Visto il tempo non molto clemente, nel nostro caso il taxi si è rivelato la scelta vincente anche perché il nostro simpatico autista ad un certo punto ha deciso di interpretare anche il ruolo della guida, e quindi accompagnarci durante tutta la nostra giornata a Shaoshan!

Il primo luogo visitato è stato il piccolo villaggio composto da vecchie case, una delle quali è proprio la casa natale di Mao Zedong, natovi il 26 dicembre 1893. La casa si sviluppa su un singolo piano e al suo interno si può trovare la cucina, oltre la camera matrimoniale dei Mao e dei loro figli. Ovunque sono appese foto d’epoca raffiguranti la famiglia Mao, foto nelle quali appaiono anche i suoi fratelli, morti in giovane età mentre lottavano per il futuro del loro Paese. All’interno non è possibile scattare foto, mentre è di rito scattarsi una foto all’esterno.

È possibile poi visitare la scuola che Mao ha frequentato da bambino, mentre a circa tre chilometri dal villaggio vi è la Grotta dell’Acqua gocciolante, dove, secondo la leggenda, nel 1966 Mao avrebbe riflettuto riguardo alla Rivoluzione Culturale.

Prima di tornare alla stazione è impossibile, anche solo spinti dalla curiosità, non recarsi a visitare l’immensa statua di bronzo raffigurante Mao Zedong a figura intera, come anche non può mancare un giro al Mao Zedong Memorial Museum.

Curiosità: vi siete mai chiesti quale fosse il piatto preferito di Mao Zedong? Quando Mao ormai era anziano, a causa di problemi ai denti, aveva difficoltà nella masticazione. Per questo motivo uno dei piatti da lui preferito, se non proprio il preferito, era lo hongshao rou (红烧肉), della pancia di maiale insaporita con zenzero, peperoncino e altre varie spezie e cotta a lungo, fino a quando la carne non diventa molto morbida e dalla consistenza gelatinosa. Non poteva non essere provata!

Di ritorno da Shaoshan, tappa obbligatoria a Changsha è sicuramente l’imponente “Statua del giovane Mao Zedong”, ubicata su un’isola il mezzo al fiume Xiang, che passa per la città. La statua è alta ben 32 metri.

Ultimo ma non ultimo, se ci si reca in viaggio a Changsha, non possiamo assolutamente non visitare il Museo Provinciale dello Hunan, nel quali sono raccolti reperti unici nel loro genere, come i reperti della dinastia Han occidentale (206 a.C.-24 d.C.) scoperti a Mawangdui (马王堆) e le stecche di bambù scoperte a Zoumalou (走马楼), famosi in tutto il mondo.

Come dimenticarsi poi della famosa mummia della marchesa di Dai?

Malvina Montini

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