L’Italia è una repubblica democratica fondata sulla scaramanzia

Ho letto la frase del titolo in un post di Instagram, una mattina particolarmente assonnata. Lo so, non è un caso di elevata comicità, ma è uno di quei giochi di parole, come le freddure e i doppi sensi, che fanno nascere un’immediato sorriso spontaneo sul mio viso. Probabilmente è anche dovuto al mio ingenuo e umile senso dell’umorismo, che spesso mi fa apprezzare anche le battute più semplici, ma è stato istantaneo, per me, fermarmi a riflettere su quello che avevo appena letto.

Un cimelio di famiglia

La scaramanzia, come ogni vecchia credenza, appartiene alla cultura di un paese sin dalle sue radici. Si lega eternamente alla sua identità. È come quel particolare, quella caratteristica o quel segreto che si tramanda nella propria famiglia da generazioni. Magari ti imbarazza, magari nemmeno ti piace o non ti interessa così tanto, ma il fatto che ti leghi ai tuo antenati ti provoca un gradevole senso di appartenenza. Appassiona pensare che le persone che ti circondano lo ritenessero reale e personale. I più scettici diranno che è solo una fantasia. Se però tutti analizzassero la propria quotidianità con attenzione, noterebbero la presenza di piccoli gesti, piccoli riti che ci infondono fiducia, al punto da ritenerli indispensabili e di immenso valore.

Leggere al contrario

Scaramanzia, letteralmente, significa “Scongiuro, gesto, formula magica o amuleto per propiziarsi la fortuna”. Qualcosa, dunque, che in qualche modo ti protegge dalla sfortuna e ti aiuta anche nelle situazioni più disperate. Improvvisamente nella nostra vita incombe un gesto, un oggetto, o anche, perché no, una parola, che assume un significato, un potere così grande da poter scacciare la iella e metterci in luce davanti alla dea bendata. 

Trovo che sia impressionante che qualcosa di così piccolo possa assumere una tale importanza. Ho sempre pensato le persone più affezionate a questo concetto fossero molto fragili. Deboli al punto da affidarsi a terzi per dare una felice e lieta direzione alla propria esistenza. Poi, fermandomi a riflettere, ho maturato l’idea che fossero in realtà piene di autostima inconscia. Secondo Wikipedia l’autostima è “il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’autoapprovazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni”. Parafrasando, l’autostima è riconoscere di avere dei valori personali, compreso anche la capacità di compiere determinate azioni o imprese con successo. E cos’è la scaramanzia, se non ritenere che le azioni possano in qualche modo influire sulla propria esistenza? È affascinante pensare che qualcosa che proiettiamo all’esterno, se pur una semplice e cieca convinzione, in realtà nasconda una profonda fiducia nel proprio operato. 

Ovviamente questa è una delle molteplici letture che si possono fare, è quasi come leggerlo al contrario, in realtà. Perché spesso si pensa che le credenze, affascinanti e mitologiche creature, appartengano ad altri, che non ci riguardino attivamente, quando invece è tutto frutto di una nostra decisione. Il vero valore viene stabilito e attribuito da noi stessi: siamo noi stessi a creare la magia e a riconoscerla negli altri e nelle altre cose.

Dalla cucina di casa tua a Tokyo 2021

La scaramanzia è ovunque. Un esempio eclatante sono quei piccoli scongiuri che si esercitano normalmente nelle case di milioni di persone. In casa mia, poi, si sprecano. Ma ancora più interessanti, e in perfetto tema date le olimpiadi di Tokyo che si stanno svolgendo proprio in questi giorni, sono i riti scaramantici degli atleti. Ossessivi, contorti e a volte molto complessi, sono così caratteristici da entrare di diritto nelle curiosità più googolate dei nostri atleti preferiti. Leggevo l’altro giorno che, per esempio, nel tennis sono molti i riti prepartita: sempre la stessa doccia, sempre lo stesso posto a sedere nello spogliatoio, fare rimbalzare la pallina sempre lo stesso numero di volte prima di un servizio, pestare la riga sempre con le stesso piede prima di entrare in gara. Non hanno una valenza scientifica, non migliorano la prestazione fisica, a volte nemmeno funzionano. Hanno però come un potere, e il semplice fatto di non assecondarli lascia questa sensazione di non aver fatto tutto il possibile per far sì che una cosa accada.

Incredibile e affascinante che a volte basti credere fermamente in qualcosa per dargli potere. La scaramanzia, in fondo, è solo un mezzo.

Noemi Tron

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