Jessica Rossi e Elia Viviani: portabandiera da record.

Il 23 luglio sono cominciate le attesissime Olimpiadi 2020 di Tokyo. Come da consuetudine, quella sera si è tenuta la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici, che prevede una serie di rituali come la sfilata degli atleti e l’accensione della fiamma olimpica. Gli atleti sfilano raggruppati nelle loro nazionalità, in ordine alfabetico, ad eccezione della Grecia che sfila per prima, in qualità di creatrice delle Olimpiadi, e della squadra ospitante, in questo caso quella giapponese, che entra per ultima. 
Ogni nazione inoltre sceglie un portabandiera, una persona incaricata di portare la bandiera del proprio paese durante la sfilata. Alle Olimpiadi di Rio de Janeiro (2016) questo onore è spettato a Federica Pellegrini per la nostra nazionale, mentre quest’anno il CONI ha lasciato tutti senza parole annunciando, per la prima volta, la sfilata come portabandiera di non uno ma di due atleti, Jessica Rossi ed Elia Viviani. Ma la novità non si esaurisce qui: entrambi appartengono a sport minori, Jessica Rossi è una tiratrice al volo, mentre Elia Viviani un ciclista. 
Ciclismo e Tiro al Volo insieme hanno conquistato quasi 100 medaglie olimpiche, che corrispondono al 15% del totale del palmarès azzurro, si legge sul sito ufficiale del CONI. 
Questa decisione rappresenta di per sé una svolta storica per l’Italia, sia in termini di riconoscimento di merito a sport minori sia per la parità di genere. Dopo averli visti sfilare sventolando orgogliosamente il tricolore al Tokyo Stadium, conosciamo qualcosa di più su questi due ragazzi d’oro.

Jessica Rossi, via profilo Facebook di Jessica Rossi

Jessica Rossi e la sua povere rosa
Jessica Rossi, classe 1992, è nata a Cento (Ferrara). Appassionata fin da piccola di tiro al volo, viene allenata dal padre Ivan Rossi, ex campione italiano della stessa disciplina. Poiché per legge i minorenni non possono avere il porto d’armi, la Rossi ha dovuto farsi sempre prestare quello di qualcun altro: per ovviare alla situazione, la madre prende il porto d’armi pur non avendo mai sparato in vita sua. Partecipa alla sua prima gara a 8 anni e da li in poi non si ferma più.
A 17 anni ha già vinto il campionato italiano, europeo e mondiale, e a 18 entra a far parte delle Fiamme Oro della Polizia di Stato.
Nel 2017 pubblica, insieme a Mirella Valentini, il suo primo libro Polvere rosa, un’autobiografia il cui titolo si riferisce sia alla polvere, appunto, rosa che esce dal piattello quando viene colpito, sia alla sua esperienza come donna in uno sport olimpico. 

Nonostante la sua presenza a Tokyo 2020 fosse assicurata già da marzo 2019, l’annuncio di essere una dei due portabandiera è arrivato per lei totalmente inaspettato. Come scrive sul suo profilo Instagram: “Ieri sera ho ricevuto la telefonata del presidente Giovanni Malagò che ringrazio infinitamente… per qualche ora ho dovuto mantenere il segreto e non è stato facile, avrei voluto urlarlo al mondo!! Ora posso farlo… Ebbene sì, a Tokyo 2020 sarò portabandiera per la nostra meravigliosa Nazione… Pensavo che per un atleta l’apice della carriera fosse l’Oro Olimpico e invece ieri sera ho scoperto che c’è altro!! Un onore incredibile, una gioia immensa…”.

Elia Viviani, via profilo Facebook di Elia Viviani

Elia Viviani, l’ultimo oro italiano
Ancora prima dell’inizio ufficiale di questi Giochi, Elia Viviani era già entrato a far parte della storia delle Olimpiadi: è infatti il primo ciclista al mondo ad essere scelto come portabandiera. 
Nato a Isola della Scala (Verona) nel 1989, inizialmente pratica sport come pattinaggio, tennis e calcio, finché a 8 anni inforca la sua prima biciletta ed è subito amore. Negli anni giovanili colleziona parecchie medaglie sia nel ciclismo su strada che su pista e nel 2005 veste la maglia azzurra ai Giochi Olimpici Europei giovanili, dove vince l’oro nella prova in linea e nella corsa a punti. 
Nel 2010 entra ufficialmente nel circuito del ciclismo professionistico e alle Olimpiadi di Londra 2012 si classifica sesto nell’Omnium, specialità del ciclismo su pista che si compone di quattro prove differenti (scratch, corsa a tempo, corsa ad eliminazione e corsa a punti). 
Si riscatta nell’edizione olimpica successiva, a Rio 2016: vince il primo posto, sempre nella specialità dell’Omnium, riportando in Italia un oro che nel ciclismo su pista mancava da 16 anni. Inoltre, Viviani è stato l’ultimo medagliato olimpico italiano, prima di questa nuova edizione dei giochi. 
Il biennio 2018-2019 è particolarmente appagante: grazie ai vari traguardi raggiunti, tra i quali ricordiamo 4 vittorie di tappa al Giro d’Italia e il primo posto al Campionato Italiano su strada, si piazza al sesto posto della classifica UCI World Tour con 18 vittorie conquistate, diventando così il corridore più vincente dell’anno.
A gennaio 2021 viene operato al cuore per un’aritmia cardiaca comparsa durante gli allenamenti e ora sta bene, pronto a gareggiare a Tokyo e a portare a casa altre medaglie.

Quando ha ricevuto la notizia di essere uno dei due portabandiera della nazionale, Viviani stava affrontando una tappa in salita del Giro d’Italia e ricorda a posteriori di “aver scalato quelle montagne più facilmente del normale” perché si sentiva felicissimo e leggerissimo. 
“La notizia – racconta in un’intervista a Sportface.it – mi ha reso veramente orgoglioso perché essere una delle medaglie d’oro di Rio ed essere stato scelto tra i grandi campioni italiani come portabandiera insieme a Jessica Rossi è una cosa bellissima. […] Quel giorno sarà un’emozione che mi porto dentro come persona, un ruolo che mi renderà veramente importante e felice dentro e che mi porterò per tutta la vita. […] Sarà un’emozione fortissima avere tutta la squadra azzurra che mi copre le spalle”. 

Questi Giochi della XXXII Olimpiade saranno diversi da qualsiasi altra edizione mai avvenuta nella storia, a causa della situazione pandemica mondiale, delle restrizioni e della mancanza di pubblico. Sarà strano e difficile per gli atleti gareggiare immersi nel silenzio, senza gli incoraggiamenti delle persone che tifano per loro, pronte a celebrare la vittoria insieme ai loro idoli. Nonostante le difficoltà, però, quest’Olimpiade passerà alla storia italiana anche per la scelta inusuale dei portabandiera, che preannuncia un cambiamento verso la parità di genere e restituisce importanza agli sport minori. Con Jessica Rossi e Elia Viviani alla guida della nazionale, non possiamo che essere fiduciosi e consapevoli di essere in buone mani, anzi in mani d’oro. 

Beatrice Segato

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