Nella mente di un procrastinatore

Domani è spesso il giorno più occupato della settimana”, recita un proverbio spagnolo. La tendenza a posticipare le attività o i compiti da svolgere è assolutamente umana e assolutamente controproducente. Un po’ come mettersi i bastoni tra le ruote da soli. Eppure ora, alle porte di settembre, con una sessione che incombe, un nuovo anno accademico fatto di scadenze, documenti da inviare, email arretrate da leggere, ci ritroviamo a pensare “Perché mai non l’ho fatto prima?”.

La procrastinazione è l’arte di rimandare a domani tutto quello che avresti potuto fare oggi, che sia la spesa, la pulizia della casa, lo studio o la lettura di un libro. La procrastinazione è una vera e propria ladra di tempo, perché in un batter d’occhio il peso delle responsabilità arriva farsi sentire, cogliendoci stupiti e impreparati. 
Per gli studenti universitari, poi, è particolarmente complicato non cadere nella trappola della “pausa dallo studio” che porta inevitabilmente a rimandare tutto a domani. La linea tra pausa e procrastinazione è, infatti, molto sottile. 
Ma cosa succede nel cervello di un procrastinatore? Ce lo spiega il blogger Tim Urban, procrastinatore seriale, che nel 2016 ha anche tenuto un TedTalk proprio su questo argomento. 

Tim Urban: la mente del procrastinatore
Urban inizia la sua esposizione spiegando come funziona la mente di un non-procrastinatore: è guidata da un “Rational Decision-Maker”, un omino responsabile delle decisioni razionali che sta alla guida del pensiero.

Cervello di un Non-Procrastinatore. L’Omino delle decisioni razionali dice: “Faccio cose che hanno senso. Penso a lungo termine. Non sono un bambino”.

Il cervello di un procrastinatore, invece, ospita anche un altro inquilino: una piccola scimmietta definita da Urban come “Scimmietta della Gratificazione Istantanea”. Questo personaggio vive nel presente, non ha memoria del passato né volontà di pianificare il futuro, l’unica cosa che le interessa è soddisfare gli impulsi che ritiene divertenti e immediati.

Cervello di un procrastinatore. L’Omino dice “Ho gli stessi scopi del tizio nel disegno sopra. Siamo lo stesso omino”. Ma c’è la Scimmietta della Gratificazione Istantanea.

Sarebbe lei, quindi, la responsabile della procrastinazione: rubando il timone all’Omino delle decisioni razionali, spinge l’essere umano “ospite” nel posto che Urban chiama “Dark Playground”, un parco giochi oscuro, in cui il procrastinatore passa molto tempo a fare attività “di piacere” in momenti della sua vita in cui non dovrebbe.

Il parco giochi oscuro.

In questo contesto, la parte razionale si sente in colpa, in ansia, sopraffatta dalle decisioni della Scimmietta: il parco giochi non risulta essere divertente, ma anzi diventa un luogo da cui difficilmente la mente riesce ad uscire. Come fa quindi il nostro procrastinatore a concludere un qualsiasi compito?

Ecco che entra in scena il “Mostro del panico”, l’unico essere di cui la Scimmietta ha paura, che si sveglia da suo sonno quando una scadenza incombe sul procrastinatore. Questo riporta l’Omino delle decisioni razionali in una situazione di controllo, almeno fino alla fine del compito da svolgere. 

Il Mostro del Panico.

Questo schemino a tre attori, secondo Urban, aiuta a far comprendere come la mente dei procrastinatori funziona. La tendenza a rimandare vince sui compiti giornalieri, almeno finché non subentra il panico: allora si spiega come mai una persona che per tre settimane non ha studiato mezza pagina, all’improvviso diventa capace di preparare un esame in cinque giorni. 

Ciò può funzionare per tutte le attività che hanno delle scadenze. E per quanto riguarda quelle attività per cui non sono previste scadenze, come prendersi cura di se stessi, lavorare sulle proprie relazioni, migliorare la propria carriera? Il mostro del panico non si sveglia e gli effetti della procrastinazione diventano a lungo termine, rendendo la persona infelice. 

Urban conclude il suo TedTalk mostrando un’immagine composta di caselle, una per ogni settimana di una vita media di 90 anni. Non sono così tante, considerando che molte le abbiamo già spuntate. Offre quindi un consiglio: poiché, secondo lui, siamo tutti più o meno procrastinatori, dobbiamo pensare a quella cosa che stiamo rimandando e a quante caselle abbiamo nella nostra vita, rimanendo consapevoli della “Scimmietta della gratificazione istantanea”, che proverà sicuramente a distrarci.
Cominciando da domani, dai.

Beatrice Segato

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