Nollywood: il cinema di cui nessuno sa.

È una normale serata autunnale, sei nel pieno della sessione e decidi di concederti una serata fatta di relax e streaming. Apri una qualsiasi piattaforma e devi effettuare una scelta: cosa guardo stasera? Probabilmente la maggior parte di noi avrebbe lo schermo invaso dalle locandine delle ultime uscite, di premi Oscar, di grandi produzioni hollywoodiane ed europee. Noi occidentali viviamo chiusi nella bolla dello star system, di un certo modo di fare cinema importato da Mamma America e spesso crediamo che questa sia l’unica soluzione creativa possibile (appassionati cinefili a parte). Ma è davvero quella americana la tradizione cinematografica più produttiva? Ciò che emerge da una ricerca svolta dall’Istituto di Statistica UNESCO del 2009 è che la produzione hollywoodiana si posiziona al terzo posto tra le più proficue del pianeta. Al primo posto, come molti potrebbero aver previsto, troviamo l’indiana Bollywood, seguita dalla semisconosciuta Nollywood nigeriana. Un tipo di cinema che grazie alla digitalizzazione scala le classifiche, ma di cui quasi nessuno conosce l’esistenza.

Durante gli anni del colonialismo, in Nigeria erano state importate sale cinematografiche a uso esclusivo dei colonizzatori, i quali avevano la possibilità di gustare un qualsiasi film di produzione occidentale. Una volta ottenuta l’indipendenza dalla Corona Inglese, iniziano a diffondersi film d’autore nigeriani, volti a creare un movimento panafricano di riscatto, seguendo come modello i film diffusi tra Europa e Stati Uniti. Un tentativo con risultati di scarso successo e con una vita molto breve: la crisi degli anni Settanta e Ottanta costringe le sale cinematografiche nigeriane alla chiusura, mettendo un punto all’esperienza cinematografica elitaria d’ispirazione occidentale. Una crisi che presto si traduce in una svolta carica di fervore. Con l’arrivo delle VHS tra gli Ottanta e i Novanta, i produttori amatoriali di cinema hanno la possibilità di far circolare la propria arte su larga scala e di inaugurare la tradizione nollywoodiana.

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Si tratta di film a bassissimo costo, prodotti da un unico impresario che non vive solo di cinema, ma che sovente svolge anche altri lavori. Viene abbandonata la corrente d’ispirazione occidentale, fondata sui grandi classici della letteratura o sulle principali scuole di cinema, a favore della tradizione popolare africana, ispirata al teatro nigeriano. Il principale mezzo di diffusione dei film non è il grande schermo della sala cinematografica, bensì l’home video. Uno dei problemi principali di questo tipo di trasmissione è la pirateria, poiché nel giro di una settimana dal lancio, il film (in VHS, DVD prima e nell’economico digitale poi) viene copiato e rivenduto senza rispettare i diritti d’autore. Pirateria matrigna, o madre? Nonostante l’amoralità di questa pratica, non possiamo non riconoscere in essa il grande successo di Nollywood, in quanto è proprio grazie alla rapida diffusione su larga scala che questa tradizione cinematografica riesce a posizionarsi sul podio delle produzioni più vaste e proficue della Terra.

Nonostante gli apparentemente rudimentali metodi di produzione, non dobbiamo dimenticare che si tratta di un tipo di industria cinematografica con incidenza globale. Il fervore nollywoodiano è stato d’ispirazione per moltissime nazioni africane, le quali si sono ispirate alla produzione nigeriana per dare vita a tradizioni cinematografiche locali altrettanto proficue. Sono nati star system importanti tanto quanto quello europeo o statunitense, nonostante spesso ci siano attori che nella vita quotidiana svolgono anche altri mestieri. Vengono, inoltre, prodotti film e serie che cercano ancora di rifarsi alla tradizione occidentale con la speranza di ottenere un riconoscimento globale (alcuni sono finalmente approdati su Netflix) e di essere graditi anche a un pubblico diverso da quello africano, ma in patria non riscontrano lo stesso successo dei film popolari. Non solo, bisogna considerare la prospettiva transnazionale diffusasi con la globalizzazione. Le migrazioni connettono territori e tradizioni, motivo per cui molti film nollywoodiani sono guardati anche in altre parti del mondo dalle comunità diasporiche e di origine. In un certo senso cambiare prospettiva ci obbliga a marginalizzare l’occidente e a renderci conto che oltre le colline hollywoodiane c’è un universo artistico molto più vasto, e Nollywood ne è solo un esempio.

Giulia Calvi

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