Empowerment femminile: 3 figure iconiche

L’empowerment femminile è il principio che si basa sul raggiungimento della consapevolezza delle proprie capacità da parte delle donne in un mondo spesso ancora maschilista, attraverso un processo che si compone di due momenti: dapprima il bisogno di sfidare i pregiudizi nei confronti delle donne consolidati da un’ideologia patriarcale; successivamente le stesse, dopo aver preso più consapevolezza di sé stesse, faranno delle scelte che andranno a cambiare i rapporti di potere a livello micro (vita personale) e macro (leggi, politiche, usi).
Il termine venne utilizzato per la prima volta dalle suffragette inglesi e raggiunse il suo apice negli anni ’70 con il movimento femminista e le grandi lotte per il diritto all’aborto, al divorzio e alla pillola. Nel corso della storia sono state molte le donne che hanno lottato duramente per i propri diritti, andando oltre i pregiudizi. Tra tutte loro vi sono però tre figure storiche immortali nella memoria del femminismo, di cui è importante conoscere i nomi e le imprese: la pittrice Frida Kahlo, l’aviatrice Amelia Earhart e infine la matematica Katherine Johnson.

Frida Kahlo

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón nacque a Coyoacán, un villaggio vicino a Città del Messico il 6 luglio del 1907, dove morì il 13 luglio del 1954. All’età di 18 anni fu vittima di un incidente che le provocò la rottura della colonna vertebrale, del femore e delle costole e innumerevoli slogamenti. Questo fatto cambiò per sempre la sua vita: fu costretta ad un riposo forzato, e passò le sue giornate a leggere libri sul movimento comunista e, successivamente, a dipingere. Fino alla sua morte ha convissuto con i dolori fisici provocati dall’incidente, ma attraverso l’arte è riuscita sempre a trasformare il dolore in bellezza grazie al suo grande talento. Sono molto celebri i suoi autoritratti, dove mette in discussione sé stessa e si ritrae nuda, mettendo in evidenza il suo corpo pieno di cicatrici e di peli, andando contro i tabù ad esso collegati.
Icona della riappropriazione del sé, resilienza e intraprendenza, Frida è quindi senza dubbio un grande esempio di empowerment femminile. 

Amelia Earhart

Amelia Earhart nacque ad Atchison il 24 luglio 1897 e il suo corpo risulta disperso nell’ Oceano Pacifico dal 2 luglio 1937. Era il 28 dicembre del 1920 quando Amelia salì per la prima volta su un biplano come passeggera e da quel momento se ne innamorò. Tre anni dopo prese il brevetto da pilota, ma fu soltanto nel 1928 che avvenne la vera e propria svolta per la sua carriera: fu la prima donna ad attraversare l’Atlantico con Wilmer Sturz e Louis Gordon, impresa che le valse il nome di “Regina dell’aria”. Negli anni successi Amelia si dedicò alla sua passione per il volo agonistico, ma soprattutto si impegnò a promuovere l’aviazione tra le donne. Qualche anno dopo attraversò di nuovo l’Atlantico, questa volta in solitaria. Fu a questo punto che Amelia si rese conto di voler provare ad andare oltre ogni limite fino all’ora raggiunto, compiendo la circumnavigazione aerea del globo seguendo la rotta equatoriale. Insieme a Fred Noonan, partì da Miami il 1° giugno del 1937, ma il 2 giugno, dopo il decollo da Lae alla volta di Howland Island, non si ebbero più loro notizie. 

Katherine Johnson

Creola Katherine Johnson nacque il 26 agosto 1918 a White Sulphur Springs e morì negli Hampton il 24 febbraio del 2020. Sin dall’infanzia dimostrò di avere un grande talento nella matematica tanto da ricevere il diploma a soli 14 anni per cominciare il college due anni dopo e laurearsi appena compiuta la maggiore età.
Intraprese la carriera di ricerca matematica: un percorso molto discriminatorio per le donne afroamericane come lei. Quando venne a sapere che la NASA (all’ora NACA) era in cerca di personale, presentò subito la domanda di ammissione che venne accettata immediatamente. Nel 1959 fu lei a calcolare la traiettoria del primo volo spaziale con equipaggio e 10 anni dopo, calcolò quella dell’Apollo 11 sulla Luna. Durante il suo lavoro pluridecennale alla NASA, sfidò razzismo e sessismo, diventando così un modello per il movimento femminista.

Data la loro determinatezza a combattere per i propri diritti, i propri sogni e contro gli stereotipi, queste donne sono le tre figure iconiche dell’empowerment femminile. La strada verso la parità di genere è ancora lunga, tuttavia possiamo prendere spunto dalle loro storie per comprendere che nulla è impossibile se si è disposti a mettersi in gioco.

Emily Aglì

Crediti foto di copertina: nationalgeographic.com

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