Bygones. Luci, oggetti e corpi che danzano

All’interno della programmazione di Torinodanza, il 21 e 22 settembre al Teatro Carignano di Torino è andata in scena la prima nazionale di Bygones, un gioco sperimentale in cui luci, ombre e oggetti danzano insieme con i corpi della compagnia Out Innerspace Dance Theatre di Vancouver.

Coreografato da David Raymond e Tiffany Tregarthen, due danzatori della Compagnia Kidd Pivot di Crystal Pite, lo spettacolo Bygones sfida i confini tra lo specifico e l’indeterminato, la luce e l’ombra, tra ciò che è animato e ciò che non dovrebbe esserlo (almeno nella dimensione che può definirsi reale). La performance è ideata dai giovani talentuosi David e Tiffany, insieme agli altri interpreti Elya Grant, David Harvey e Renée Sigouin, anche loro protagonisti del palco accanto ai due coreografi. Le luci sono curate da James Proudfoot, il video design da Eric Chad, le maschere dalla visual artist Lyle Reimer, i costumi da Kate Burrows (abito di Hajnalka Mandula) e il suono da Kate De Lorme.

Bygones – Out Innerspace, da notiziepiemonte

“Architettura gotica, burattini e illusioni creano un mondo di pseudo cose e immagini soprannaturali che esistono ai margini della forma e oltre forma. Alla fine Bygones è la dimostrazione di come la complessità può portare a qualcosa di bello”. Queste sono le parole riportate sul foglio di sala e che accolgono e preparano gli spettatori verso l’esperienza totalizzante a cui stanno per assistere, in cui la relazione tra ombra e luce si fa la grande protagonista, nonché l’impalcatura primaria su cui si appoggia l’intera partitura coreografica. Nei micro-spazi che vengono a definirsi sul palcoscenico grazie lavoro di light-design (corridoi di luce, piattaforme rotanti o varchi spaziali) i danzatori si muovo in modo fluido ma dettagliato, virtuosistico ma più che mai autentico, sentimento forse favorito dagli abiti di scena (indumenti del quotidiano) e gli oggetti coreografici scelti (una lampada, una sedia, un libro, un ombrello…). Spesso il corpo danza nella sua totalità in gruppo, in assoli o passi a due, ma si interpongono momenti in cui, invece, prevale l’energia dell’oggetto che qui ha vita propria. In scena l’ombrello, il libro o il vaso si muovono da sé o grazie a forze non visibili, producendo anche rumori ampliati dai microfoni in scena e attraverso cui divengono i nuovi attanti protagonisti. Ma Bygones travalica anche i confini dei generi, avanzando ampi spazi quasi interamente teatrali, capaci di creare e donare una carica emotiva importante, a tratti poetico-onirica a tratti ironica. La performance è sostenuta da una scelta musicale più che mai eterogenea: si alternano un tappeto sonoro elettronico a una musica spagnoleggiante a voci registrate come anche agenti atmosferici (in particolare il temporale e la pioggia ) per concludere con la canzone A Cheat di Sanford Clark.

Con Bygones si assiste alla creazione di uno scenario anarchico tormentato da forze invisibili e da movimenti interiori, ma anche carico di danza danzata capace ancora di incantare nonostante l’ambiguità e l’indeterminatezza che gli è propria.

Federica Siani

Foto di copertina: Out Innerspace Dance Theatre: BYGONES Yukon Arts Centre in Whitehorse, Yukon. Photo by Alistair Maitland Photography

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