Norvegia tra sfruttamento del petrolio e politiche green

Il 13 settembre si sono chiuse le urne per le elezioni parlamentari in Norvegia, che hanno visto la vittoria della coalizione di centro sinistra e del leader laburista dopo otto anni di maggioranza della coalizione di centro  destra. In gioco, con il voto per il rinnovo dei 169 membri dello Storting, un possibile cambio di atteggiamento del Paese nei confronti dell’ambiente e del cambiamento climatico, che però non sembra avverrà. L’economia della Norvegia presenta alcune caratteristiche peculiari che la rendono un Paese in primo piano in due ambiti dell’energia situati ai due poli opposti: produttrice di gas e petrolio da una parte e nazione all’avanguardia nell’uso di energia pulita e politiche per l’ambiente dall’altra.

Il petrolio, la ricchezza della Norvegia

La Norvegia è il maggior produttore di petrolio dell’Europa occidentale e la terza esportatrice al mondo di gas. Dopo la scoperta dei primi giacimenti l’avvio del settore, fu istituita una compagnia petrolifera di Stato (Statoil, dal 2018 Equinor) col compito di gestire ed utilizzare le proprie risorse nel modo più favorevole al Paese.

La sua terra ricca di giacimenti ha fatto sì che il settore diventasse il responsabile del 42% delle esportazioni del Paese e di 160mila occupati, il 6% del totale. Il petrolio e il gas rappresentano la maggior fonte di ricchezza per il Paese ed è anche grazie a loro se il PIL procapite è di 71mila euro, rendendo la Norvegia uno degli Stati più ricchi al mondo.

I piani della precedente premier conservatrice Erna Solberg prevedevano una transizione energetica graduale: data la fondamentale importanza del settore petrolifero per finanziare il settore delle energie rinnovabili, lo sfruttamento delle risorse dovrebbe essere ridotto nel tempo, fino al loro esaurimento.

L’immagine green presentata al resto del mondo

La Norvegia è nota sul piano internazionale per essere all’avanguardia nelle politiche rispetto al clima e l’utilizzo di energia pulita. Sul territorio del Paese viene utilizzata per la maggior parte energia elettrica derivante da fonti rinnovabili, di cui il 96% è prodotta dagli impianti idroelettrici locali. L’obiettivo dichiarato del Paese è di eliminare tutti i veicoli a combustibile fossile entro il 2025 e per raggiungerlo si trova a buon punto: il 71,9% delle auto nuove registrate in Norvegia ad agosto era elettrico e a settembre hanno raggiunto il 45% del mercato.

Le scelte dei cittadini si orientano verso l’elettrico grazie agli incentivi e le politiche dello Storting in tale senso. Non solo le automobili sono al centro dell’attenzione, ma anche il settore dei trasporti in generale e, in particolare, il settore navale, dove la Norvegia è e vuole essere all’avanguardia e non dover dipendere dalle importazioni di altri paesi produttori.

I combustibili fossili rendono possibile lo sforzo in direzione green

I fondi derivanti dal commercio dei combustibili fossili vengono investiti a livello statale nello sviluppo di modalità di produzione energetica green e negli incentivi alle alternative di mobilità pulita. L’economia norvegese appare quindi come una grande contraddizione in cui la maggiore attenzione rivolta all’ambiente non sarebbe stata possibile senza lo sfruttamento di un settore critico per l’ambiente stesso, risultando una la diretta conseguenza dell’altro.

Certamente la consapevolezza e l’esigenza di ridurre l’impegno e la dipendenza da gas e petrolio in favore di metodi più sostenibili di gestione delle risorse sta aumentando, ma la transizione ecologica richiesta dagli accordi internazionali e da gran parte della società civile continuerà ad incontrare degli ostacoli particolarmente difficili da superare proprio a causa della struttura economica del Paese. Il nuovo primo ministro Jonas Gahr Store continuerà sulla stessa linea di Solberg per una transizione graduale. Non è prevista la fine immediata dell’esplorazione petrolifera nel paese come avrebbero voluto gli ambientalisti, i quali non saranno parte del governo.

Anna Franzutti

Foto di copertina: piattaforma petrolifera nell’Artico https://ilbolive.unipd.it/index.php/it/news/nuova-corsa-alloro-nelloceano-artico

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