Il nuovo volto del ciclismo italiano: intervista ad Elisa Balsamo

Dal 19 al 26 settembre, nelle Fiandre, in Belgio, si è svolta la 94ª edizione dei campionati del mondo di ciclismo su strada. L’Italia, in uno stato evidente di forma in qualsiasi sport, chiude prima nel medagliere con tre ori e un bronzo. A salire sul gradino più alto del podio c’è anche Elisa Balsamo, classe 1998, ciclista su pista e pistard, che ha vinto la medaglia più importante nella gara in linea.
The Password ha deciso di intervistarla per voi!

credits: sport.viriglio.it

Ciao Elisa, congratulazioni per il tuo oro mondiale. Quali sono state le emozioni che hai provato?
Le emozioni sono tante tante e sono anche difficili da descrivere. Quando ho tagliato la linea del traguardo ero incredula, sembrava di vivere un sogno. Penso che avrò bisogno di qualche giorno per realizzare e capire che cosa sia successo.

Immagino che il momento più bello della gara sia stato l’arrivo, quando hai tagliato il traguardo. Qual è stato, invece, il momento più difficile della gara?
Il momento più difficile è stato tra i 15 e i 20 km dall’arrivo, quando il ritmo era altissimo e ho pensato di non farcela. Le mie compagne, tuttavia, mi hanno supportato nel migliore dei modi e ho superato questo momento di crisi.

Elisa Balsamo taglia la linea del traguardo della gara in linea nel mondiale di ciclismo 2021, svoltosi nel Belgio
credits: il fattoquotidiano.it

Tu avevi già vinto il mondiale da juniores cinque anni fa. Dal 2016, quanto e come sei cresciuta come atleta?
Credo di essere cresciuta molto sia fisicamente sia mentalmente. Sto cercando ogni anno di fare un passo in avanti, senza eccessiva fretta e senza bruciare le tappe. Voglio fare le cose con calma e nel migliore dei modi, spero di avere tanto da crescere.

A luglio hai partecipato alla tua prima Olimpiade a Tokyo. Nella prima prova dell’omnium, nello scratch, sei caduta. Come ci si rialza da questo momento?
Non è stato semplice rialzarsi mentalmente, dato che fisicamente non avevo riportato conseguenze. Mentalmente è stato molto difficile riuscire ad andare avanti e lasciare la delusione alle spalle. Grazie, però, alle persone a me più care, che mi hanno supportato, sono riuscita a superare questo ostacolo.

Tu gareggi sia su strada sia su pista: come ci si allena per essere competitivi su entrambe le superfici? C’è una superficie che preferisci?
Strada e pista sono in qualche modo complementari: gli allenamenti su pista possono essere utili per la strada e viceversa. Mi piacciono entrambe le superfici, anche se danno emozioni diverse e richiedono delle attitudini differenti.

Oltre che atleta, sei anche una studentessa di lettere moderne all’Università di Torino. Come concili lo sport, tra gare e allenamenti, e lo studio?
Non è per nulla semplice. Cerco di fare il possibile, studiando in viaggio e in camera, raramente studio sulla scrivania. Ho scelto, però, un percorso di studi che mi appassiona molto; lo studio, quindi, rappresenta anche un modo per staccare dal ciclismo. Perciò è stato utile in questi anni portare avanti entrambe le cose.

L’esperienza di gara ti ha insegnato qualcosa applicabile al metodo di studio universitario?
Indubbiamente l’organizzazione è fondamentale sia negli allenamenti sia negli studi. Correndo tutte le settimane, sono abituata ad avere pressione e stress mentale, quindi gli esami sono qualcosa di abbastanza semplice da affrontare.

Tornando al ciclismo. La tua vittoria al mondiale quanto può incidere nel coinvolgere maggiormente le donne e le atlete in questo sport?
In Italia spero che sia un incentivo per tante ragazze per continuare o iniziare con il ciclismo. Negli ultimi anni il ciclismo femminile è cresciuto moltissimo, sulla strada ci sono anche tantissime donne in bicicletta. Direi che ci stiamo muovendo nella direzione giusta e spero che questa vittoria possa essere utile per portare le donne in sella.

Quest’anno è un anno d’oro per lo sport italiano e il ciclismo, tra Olimpiadi e mondiali, ha fatto la sua parte. Cosa c’è alla base di questi successi?
Penso che ogni atleta abbia preparato al meglio quest’anno dato che c’erano le Olimpiadi. Il posticipo di un anno della competizione olimpica ha permesso a noi atleti più giovani di avere 12 mesi in più per prepararci ed accumulare esperienza. Poi la condizione atletica derivante da tutti gli allenamenti fatti in vista delle Olimpiadi è stata utile anche per affrontare al meglio anche gli appuntamenti successivi.

Ultima domanda. Quest’anno il ciclismo ha visto trionfare te, Filippo Ganna (oro olimpico e oro mondiale nella cronometro maschile) e Elisa Longo Borghini (bronzo olimpico e bronzo mondiale nella staffetta), tutti e tre originari del Piemonte. Si può parlare, secondo te, di scuola piemontese del ciclismo?
Negli ultimi anni ci sono tanti piemontesi, sia uomini sia donne, che stanno portando ottimi risultati. Credo proprio che il grande successo di Elisa Longo Borghini abbia incentivato tante ragazze ad andare in bicicletta in Piemonte. Non so se si può parlare di una vera e propria scuola, però il fatto che ci siano degli atleti forti nella propria regione può essere molto bello per i bambini e le bambini, che possono scegliere come sport il ciclismo.

Martina Sessa

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