Nicola La Gioia vince il premio Lattes 2021

Sabato 2 ottobre si è tenuta ad Alba, presso il Teatro Sociale, la premiazione dell’XI Premio Lattes Grinzane indetto dalla Fondazione Bottari Lattes.
Ho avuto l’onore di presenziare alla premiazione con Ginevra Gatti, che ha conosciuto uno dei finalisti in gara, Kader Abdolah, durante una conferenza stampa dello stesso autore, che è riportata qui. In questo articolo andremo a ripercorrere, invece, i punti salienti degli interventi tenuti dagli altri quattro finalisti in gara.

Bernardine Evaristo con Ragazza, donna, altro

Quando Loredana Lipperini, presentatrice della premiazione, domanda a Bernardine Evaristo (collegata via Zoom dal Regno Unito) se la scelta di scrivere un romanzo corale abbia un’accezione politica l’autrice si ritrova d’accordo. Bernardine Evaristo sottolinea, però, di essere una storyteller, e di usare la scrittura come mezzo per condividere e diffondere la sua visione.
Lo scopo di Ragazza, donna, altro è quello di dare voce a tutte quelle donne la cui voce è spesso messa a tacere. Non a caso, le protagoniste dell’opera, sono tutte donne nere con caratteristiche diverse: istruite, omosessuali, eterosessuali, povere, ricche, famose e ordinarie.
Il libro, nonostante non si sia aggiudicato la vittoria, ha già trionfato nel 2019 vincendo (a pari merito con Il Testamento di Margaret Atwood) il Booker Prize.

Maylis De Kerangal con Un mondo a portata di mano

Il romanzo in concorso di Maylis De Kerangal non è solo un romanzo di formazione, ma è un vero e proprio mezzo per l’iniziazione al linguaggio. L’autrice stessa, durante la conferenza, racconta di come abbia dovuto studiare per la stesura dell’opera. Il suo scopo non è infatti soltanto quello di raccontare, bensì, nel caso del libro in questione, di capire cosa significa lasciare “una traccia sul muro”. Ma soprattutto, cos’è quella traccia?

Richard Russo con Le conseguenze

Anche Richard Russo interviene via Zoom raccontando come la sua opera sia un libro che narra di bugie. Bugie che possono essere di tre tipi: quelle che i politici ci raccontano (facendo riferimento a Nixon e a Trump), quelle che raccontiamo o che ci raccontano gli amici e quelle che raccontiamo a noi stessi.

Nicola Lagioia e la vittoria con “La città dei vivi”

Quando sale sul palco del Teatro Sociale di Alba Nicola Lagioia non sa che dopo poche decine di minuti si alzerà nuovamente in piedi, da vincitore, per ritirare l’XI Premio Lattes Grinzane.

Durante il suo primo intervento Lagioia parte dal celebre incipit di Anna Karenina: “tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo” sottolineando come la letteratura si occupi di tutte le famiglie infelici per portare a galla domande irrisolte.

Dopo il ritiro del premio Lattes Lagioia ci tiene a ringraziare i giovani della forza che hanno saputo scatenare durante la pandemia e che li ha portati verso una maggior sensibilità. Secondo Lagioia

per evitare che il mondo si distrugga, bisogna rifarlo.

La chiave per rendere il mondo un posto migliore risiede nella possibilità di ricostruire il mondo in modo più consapevole e luminoso.

Gaia Bertolino

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