Basta violenza contro le donne!

Quanto spesso si leggono notizie riguardo a episodi di violenza contro le donne? Siamo nel 2021, e ancora troppo facilmente ci giungono notizie riguardo a soprusi, violenze fisiche e psicologiche, minacce, stupri o tentati stupri nei confronti delle donne. Per questo motivo, nel 1999, l’Assemblea delle Nazioni Unite, introdusse la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che cade proprio oggi, 25 Novembre.

Le forme di violenza imposte alle donne sono molteplici e tutte equamente gravi e inaccettabili: dai calci e pugni allo stalking. Proprio in questi giorni si è letta la notizia pubblicata da diverse testate giornalistiche, le quali riprendono le denunce delle donne vittime di una nuova forma di violenza: le molestie telefoniche. Ci sono uomini che al telefono si fingono ginecologi, sfruttano delle informazioni sensibili e arrivano a chiedere di spogliarsi in chat per effettuare una visita. Le denunce di questo abuso nelle ultime settimane sono aumentate in modo vertiginoso.

Purtroppo in Italia, come nel resto del mondo, la violenza è ancora troppo diffusa e sicuramente la situazione pandemica non ha aiutato. Infatti, le vittime si sono ritrovate a vivere 24h/24 a stretto contatto con il loro carnefice. Secondo alcuni studi, durante il lockdown, le vittime di violenza domestica sono quadruplicate e la casa, che per molti è simbolo di luogo sicuro, è diventata per loro sinonimo di paura.

Sono oggi però sempre più numerose le iniziative per cercare di sradicare questo male che affligge la nostra società da troppo tempo: in primis l’introduzione del numero 1522, ovvero il numero antiviolenza attivo tutti i giorni, 24h/24, gratuito sia da rete fissa che mobile per assistere, attraverso persone specializzate, le vittime di violenza e stalking.

Il numero 1522 può essere utilizzato dalle vittime di violenza anche in farmacia, utilizzando la frase: “Voglio una mascherina 1522“. Così dicendo si vuol far capire al farmacista di aver bisogno di aiuto. Questa importante iniziativa è nata da un accordo tra i centri antiviolenza e la Federazione dei farmacisti, per far sì che ci possano essere più modi possibili per denunciare l’abuso.

Un’altra importante iniziativa è quella del “SignalForHelp“: questo segnale viene eseguito da chi è in cerca di aiuto. La vittima tiene la mano in alto con il pollice piegato nel palmo, poi piega le altre dita verso il basso, intrappolando simbolicamente il pollice tra le dita. I passanti che notano questo gesto devono cercare di entrare in relazione con la vittima e denunciare il prima possibile la violenza.

In tutte le città di Italia, quindi anche a Torino, sono presenti dei centri antiviolenza, i quali, attraverso persone qualificate, cercano di aiutare le donne che tentano di uscire da una situazione di violenza e numerose sono le iniziative dei centri per sensibilizzare la cittadinanza alla tematica.

La Regione Piemonte, di recente, ha introdotto l'”App Erica“, ideata per aiutare le donne a difendersi e sentirsi più sicure. Come? Quest’applicazione consente alle donne di poter reperire informazioni riguardo i centri antiviolenza piemontesi, inviare la propria posizione nel caso in cui non si raggiungesse la destinazione all’orario prestabilito e la possibilità di inviare una richiesta di aiuto a tre numeri preregistrati nell’applicazione.

Per concludere, questo articolo, oltre che voler essere informativo ed esplicativo, nasce con l’intento di sensibilizzare sempre più persone e far sì che si conoscano le tecniche per poter denunciare una violenza o aiutare chi è in difficoltà a farlo, perché denunciare non è mai semplice e non sentirsi sole è fondamentale per poter compiere questo grande passo.

Alessandra Vegis

Credits foto di copertina

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