La moda diventa pop

L’arte e la moda sono due mondi che da sempre si incontrano, poiché entrambi legati alla sfera creativa ed emotiva. Collaborazioni (come quella tra la stilista Elsa Schiaparelli e l’artista Salvador Dalì) e ispirazioni (ad esempio Yves Saint Laurent che crea l’abito Mondrian) tra i due mondi sono sempre state frequenti.

La corrente artistica che ha saputo avvicinarsi di più e con maggiore agilità al mondo della moda è sicuramente la pop art, capeggiata dal suo maggior esponente Andy Warhol, un artista completo che ha saputo avvicinare l’arte a tutti. Mentre a Torino si trova la mostra “Andy Warhol Super Pop”, noi indaghiamo il suo rapporto con la moda e i suoi effetti su questo settore.

Il Warhol illustratore già lavorava con riviste importanti quali Vogue e Harper’s Bazaar, ha poi fondato la propria rivista “Interview”, un pilastro importante per l’industria dell’editoria. Era un personaggio al passo con i tempi e non gli mancavano occasioni per fare vita mondana a New York, partecipare ad eventi e incontrare celebrità, ad esempio numerosi stilisti, tra cui Calvin Klein, Diane von Fürstenberg e Halston.

Le opere di Andy Warhol e di altri artisti della pop art hanno influenzato e influenzano ancora oggi il mondo della moda. L’esempio più eclatante è la collezione primavera/estate 2014 di Love Moschino, dichiaratamente ispirata all’arte del popolo, con i suoi colori sgargianti e le scritte pop. La sfilata autunno/inverno 2014-15 e il famoso profumo Fresh Couture di Moschino si ispirano invece più propriamente a un concetto warholiano. L’artista ha impresso il consumismo imperante del suo tempo nelle sue opere dipingendo serie quasi infinite di lattine e di personaggi famosi. Lo stesso procedimento viene ripreso da Jeremy Scott, direttore creativo di Moschino, che dà la forma di oggetti di consumo di massa ai suoi vestiti, accessori e profumi. Fresh Couture, infatti, è un profumo la cui boccetta ha la forma di uno spray per i vetri. La sfilata del 2014 invece ha come tema principale la famosa catena di fast food Mcdonald’s.

Non solo il mondo delle sfilate, ma anche il nostro modo di vestire è stato influenzato dall’avvento della pop art. Sono infatti ancora oggi molto comuni capi dai colori accesi, anche molto diversi, accostati tra loro, oppure t-shirt e felpe con le opere degli artisti di questa corrente artistica, prime fra tutte le serigrafie di Warhol.

Nel 2018 Calvin Klein Jeans gli dedica la collezione “Self Portrait”, composta da jeans, felpe e t-shirt con i selfie di Warhol stampati sopra. Molto pop è anche la scelta di questi capi di abbigliamento, che sono alla portata di tutti.

Meno raggiungibile, ma molto amato dal pubblico, era invece Gianni Versace, che puntava sempre all’eccesso e all’accostamento di colori decisi e forti. Per la primavera/estate 1991 presenta una collezione in cui i capi sembravano opere pop e tra cui figurava l’indimenticabile vestito lungo con le serigrafie di Marilyn Monroe indossato da Naomi Campbell (vedi foto di copertina). Per la primavera/estate 2018, poi, la sorella Donatella riprenderà l’atmosfera di questa collezione nella sfilata-tributo dedicata al genio di Gianni per i 20 anni dalla morte del fratello.

Gli esempi da fare sarebbero infiniti, perché Andy Warhol ha lasciato un segno indelebile nel suo e nel nostro tempo, attraverso un modo di fare arte che è ancora attuale e moderno tutt’oggi.

Alessandra Picciariello

Fonte foto di copertina: Vogue Runway

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...