Andy Warhol Super Pop

Andy Warhol è riuscito a trasportare i pilastri del capitalismo in opere d’arte. Dagli anni ’50 in poi, si è contraddistinto per il suo stile pop fatto di serigrafie, stampe e, soprattutto, dei migliori ingredienti iconici e pubblicitari dell’epoca, dalla zuppa Campbell’s all’intramontabile diva Marylin Monroe. Andy Warhol Super Pop Through the lens of Fred W. McDarrah, la mostra sul massimo esponente della pop art che si tiene dal 20 novembre 2021 presso la location barocca di Palazzo Barolo, ci fa fare un salto temporale negli anni del boom economico attraverso la sua vita e la sua arte. 

Il tutto si apre con una sala rosa shocking, un juke boxe d’epoca e stampe in stile warholiano anni ’50. Ma la mostra non ruota solo intorno alla figura di Andy Warhol: coprotagonista è Fred McDarrah, fotografo americano famoso per aver raccolto istantanee della Beat Generation e dei principali esponenti della corrente artistica pop, nata in opposizione all’espressionismo di Pollock e dei suoi seguaci. In un cartellone all’interno di Palazzo Barolo possiamo leggere un interessante aneddoto sull’incontro tra i due, in cui McDarrah emerge come colui che ha inscritto Warhol tra i membri della pop art, inizialmente ostili alla sua presenza nel gruppo a causa della sua provenienza dal mondo pubblicitario e della sua sessualità considerata promiscua.

La mostra è indirizzata a un pubblico giovane e variegato; l’obiettivo è riavvicinare alla cultura una generazione che si sta distanziando sempre più da essa. Per la prima volta è esposta la collezione Ladies and Gentlemen in cui Andy Warhol immortala personaggi del mondo Drag della NewYork del 1974-75, con pose che richiamano i feticci preferiti dall’artista, in particolare Marylin e Jackie Kennedy. Anche McDarrah ha in comune con Warhol il forte interesse per la comunità LGBTQ+; è infatti uno dei primi che fotografa l’inizio del movimento per i diritti gay, le parate del Pride Day newyorkese, le lotte per la parità di genere e contro la discriminazione raziale. Tutto ciò gli fu possibile grazie anche al suo privilegiato accesso alla cultura americana del tempo e alle strette amicizie con i massimi esponenti dell’espressionismo astratto, della pop art, della scena beat e rock’n roll.

Ogni opera in mostra è in qualche modo connessa alla vita stessa di Warhol e alle sue vicende personali. Il metodo artistico preferito dall’artista è la serigrafia, una tecnica basata sulla scrittura attraverso la seta, con colori netti dai bordi segnati, che richiamano i cartelloni pubblicitari dell’epoca. La stampa serigrafica è però facilmente plagiabile, infatti nel 1970 la tipografia Sunday B Morning della Grande Mela ristampa senza l’autorizzazione dell’artista la prima serie MARYLIN, scrivendo sul retro della cornice le frasi “Published by Sunday B Morning. Fill in your own signature”. Warhol viene a conoscenza dell’atto di pirateria e, cogliendo appieno l’invito, decide di firmare le cornici con la frase “This is not by me, Andy Warhol”. Nonostante ciò, proprio questo evento ha permesso all’artista di raggiungere livelli di fama inediti.

Warhol è figlio della sua epoca, sfrutta i meccanismi del consumismo per produrre arte. Si rende conto che la società americana del secondo Novecento ritrova il piacere nell’atto dell’acquisto, che i prodotti del supermercato e dell’industria culturale sono il nuovo oggetto del desiderio del cittadino medio e sfrutta tutto ciò a proprio vantaggio, contraddicendo la linea di pensiero vicina alla Scuola di Francoforte, più critica nei confronti del nuovo sistema. Andy Warhol è colui che ha trasformato Marylin da diva a divinità, colui che ha insediato la sua immagine nell’inconscio collettivo sfruttando la riproduzione in serie, l’artista che ha trasformato la Campbell’s Souce nel simbolo dell’America. A proposito della definizione di pop art afferma:

“Non saprei dire che cosa sia la Pop Art: è troppo complicato; significa semplicemente prendere l’esterno e metterlo all’interno o prendere l’interno e metterlo all’esterno, portarsi a casa gli oggetti quotidiani. La Pop Art è per tutti. Non credo che l’arte debba essere solo per pochi eletti, credo che debba essere per la massa del popolo americano, che di solito, comunque, accoglie bene l’arte. Penso che la Pop Art sia una forma d’arte legittima quanto qualunque altra”.

Andy Warhol Super Pop è una mostra che si adatta perfettamente a qualsiasi tipo di spettatore, dal più al meno esperto di storia dell’arte. Dinamica e coinvolgente, riesce perfettamente nel suo intento di riavvicinare alla cultura i più giovani, evitanto la stereotipata spaventosa noia da museo, inserendosi appieno nel panorama contemporaneo e utilizzando tutti gli espedienti utili per attirare a sé un pubblico più variegato possibile. Consigliata specialmente per chi, dopo le infinite chiusure, decide di immergersi nuovamente nell’Arte.

Giulia Calvi

foto di copertina credits

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