Fede e Vale, che spettacolo

Lo sport dà, lo sport toglie. Nel 2021 abbiamo dovuto salutare molti sportivi che hanno scritto la storia delle loro discipline. Rooney, Aguero, Raikkonen, Robben e Mandzukic sono solo alcuni. Tra i tanti primati conquistati dall’Italia in un 2021 (sportivamente parlando) eccezionale, probabilmente c’è anche quello delle lacrime versate per celebrare e ringraziare gli atleti che hanno compiuto le loro ultime gesta: Antonio Cairoli, Aldo Montano ma soprattutto Federica Pellegrini e Valentino Rossi.

Erano stati ampiamente previsti e dichiarati, ma i loro ritri, avvenuti entrambi nello scorso novembre, non hanno fatto comunque meno male. Lei, Federica, il 30 novembre. Lui, Valentino, il 14 novembre e qui il destino ha voluto giocare: 14-11-21 è la data del ritiro e la loro somma fa 46, il numero che l’ha reso celebre, e viceversa. Lei dopo aver vinto l’ultima gara della sua carriera, i 200 stile libero a Riccione, ma soprattutto in seguito al raggiungimento della sua settima finale olimpica a Tokyo, in estate. Lui dopo aver corso la sua ultima gara in carriera a Valencia, quasi al passo dei primi. Poco importano i piazzamenti finali (settima Fede, decimo Vale): impallidiscono al confronto con i loro palmares. Quello di Federica Pellegrini vanta 26 ori internazionali, 3 medaglie olimpiche, 19 medaglie mondiali, 37 medaglie europee, insieme al fatto di aver realizzato per ben 11 volte il record del mondo (6 nei 200 stile libero in vasca lunga, 3 nei 400 stile libero in vasca lunga, 2 nei 200 stile libero in vasca corta). Per Rossi si parla di 115 vittorie, 235 podi di cui 199 in MotoGP e 9 titoli mondiali di cui uno in 125, uno in 250, uno in 500 e sei in MotoGp.

Ci sono alcuni tratti comuni tra le loro carriere. Innanzitutto entrambi sono campioni di preocità. La Divina esordì con un’Olimpiade a soli 16 anni e 12 giorni, ad Atene, conquistando l’argento nei 200 stile libero e diventando la più giovane atleta italiana a salire su un podio olimpico individuale. Il Dottore cominciò la sua carriera in un mondiale a 17 anni, per poi vincere il primo a distanza di solo un anno. Ambedue hanno inesorabilmente legato il loro nome alle proprie discipline, facendovi appassionare molte persone. Durante le loro carriere, hanno collezionato record su record, alcuni difficili da battere, se non impossibili. Tra gli altri, Fede è l’atleta più vincente nella storia dei campionati europei nei 200 sl, la nuotatrice con più finali olimpiche (consecutive) nella stessa prova (5) nonché la prima e unica italiana della storia in grado di vincere 50 medaglie internazionali tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei. Vale è primo per gran premi corsi (432), per vittorie in 500 e MotoGP (89) e solo dietro ad Agostini per mondiali vinti nella classe regina (7). Altro tratto comune è l’ecletticità: lei è una star non solo in vasca, ma anche in tv, essendo da anni uno dei quattro giudici della trasmissione televisiva Italia’s got talent; lui è un pilota fuori dal comune anche se si parla di macchine o di moto da cross. Ma soprattutto, entrambi hanno inciso il loro nome nella hall of fame dello sport, non solo italiano, ma anche globale. Entrambi hanno raggiunto lo status di leggenda senza tempo, con il sacrificio e con la testa, caratteristiche tipiche solo dei grandi campioni e che testimoniano la loro incredibile longevità.

La sensazione che si accompagna al loro ritiro è che quel vuoto lasciato sarà difficilmente colmabile. Dal punto di vista sportivo, il nuoto italiano femminile del futuro cercherà soddisfazioni con Simona Quadarella, Ilaria Cusinato e Margherita Panziera, oltre alla più giovane Benedetta Pilato. Il motociclismo, invece, parte da una buona base con Francesco “Pecco” Bagnaia e i più giovani Bastanini e Morbidelli. Il vuoto più difficile da colmare però sarà quello emotivo. Tutto ciò che si può fare è provare riconoscenza nei confronti di queste due leggende, in grado di portare lo sport italiano a dei livelli forse prima impensabili.

Matteo Revellino

In copertina: Federica Pellegrini e Valentino Rossi, eurosport.it

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