Dark Tourism: mete italiane da brividi

Quando si parla di vacanze, in genere le persone si dividono in tre grandi gruppi: amanti del mare, fanatici della montagna e turisti di grandi città. C’è una sottocategoria di individui, però, che a tutto questo preferisce mete insolite: sono gli amanti del dark tourism, il turismo nero.
Il turismo nero è un fenomeno globale in crescita in cui le persone decidono di visitare luoghi associati con la morte, il dolore e le tragedie. Possono essere posti ricchi di storia, come il Ground Zero a New York City o il campo di concentramento di Auschwitz- Birkenau in Polonia, oppure teatri di disastri più o meno naturali come Chernobyl o Pompei, o ancora si possono ripercorrere i passi di famosi serial killer come Jack lo Squartatore a Londra. Visitare questi luoghi mette il turista di fronte al suo essere mortale attraverso un processo mentale chiamato thanaptosis, che permette all’individuo di pensare alla propria morte attraverso quella degli altri. È certo che la sua diffusione sia determinata anche dall’aumento dell’uso della tecnologia e dei social network che consentono di trovare luoghi a volte anche nascosti, ma proprio questa condivisione ha portato a criticare il turismo nero, specialmente se le mete sono luoghi di tragedie ancora freschi di dolore nelle quali è ritenuto irrispettoso e inaccettabile vedere turisti scattarsi dei selfies sorridenti.

Anche l’Italia è ricca di mete “nere”, scopriamone alcune insieme.

1) Consonno, la “Las Vegas” della Brianza. 
Negli anni ’60 l’Italia stava vivendo un periodo di boom economico e grande benessere: sono gli anni delle automobili, delle televisioni, dello swing e del rock’n roll. Un imprenditore della Brianza, Mario Bagno, decise nel 1962 di trasformare la tranquilla cittadina di Consonno in un vero e proprio paese dei balocchi. Il suo progetto comprendeva edifici lussuosi, ognuno con uno stile architettonico differente, un hotel, pagode cinesi sparse di qua e là, una galleria dello shopping in stile arabeggiante con tanto di minareto, un castello medievale e un circuito automobilistico. Insomma, sarebbe diventato un luogo di punta del turismo italiano. Gli edifici erano quasi totalmente completati quando, nel 1976, una frana distrusse completamente la strada principale, isolando Consonno e interrompendo il flusso turistico. Per molti anni Consonno è stata abbandonata a se stessa, una vera e propria città fantasma. Recentemente però l’Associazione Amici di Consonno sta svolgendo un grande lavoro di rivalutazione del luogo ed è riuscita a ricollegare la città a una strada di accesso, rendendola visitabile da tutti i curiosi e gli amanti dell’inquietante. 

2) Catacombe dei Cappuccini a Palermo.
Le catacombe dei Cappuccini a Palermo sono una delle mete del turismo nero più apprezzate e impressionanti, un luogo dove vivi e morti si incontrano. Entrando infatti si viene circondati da innumerevoli cadaveri appesi o sdraiati, vestiti di tutto punto e molto ben conservati. La storia di questo luogo è particolarmente interessante: i frati cappuccini si stabilirono nella chiesa di Santa Maria della Pace nel 1534 e crearono una fossa comune per seppellire i confratelli. La fossa però dopo qualche decennio divenne insufficiente: nel 1597 i frati cominciarono la costruzione delle catacombe dietro l’altare maggiore, con l’intenzione di trasferire anche i corpi che erano già stati seppelliti nella fossa comune. Nel compiere quest’operazione si accorsero, meravigliati, che ben quarantacinque corpi erano rimasti integri, mummificati naturalmente. Questo fu interpretato come un vero e proprio segno di Dio e perciò decisero di non seppellire più i corpi ma di esporli in piedi. Qualche secolo dopo, nel 1783, aprirono le catacombe anche per i laici: chiunque avesse avuto abbastanza denaro per pagare l’imbalsamazione poteva affidare ai frati il corpo del proprio caro. Fu così che le catacombe, inizialmente destinate ai soli Cappuccini, diventarono un museo della morte, ancora oggi visitabile. Una delle ultime persone ad essere sepolta fu Rosalia Lombardo, una bambina morta a due anni nel 1922 e definita la mummia più bella del mondo.

3) Triora, il paese delle streghe.
Nel cuore della Valle Argentina, in Liguria, completamente circondato dal verde, c’è un pittoresco borgo medievale che porta con sé una storia tragica: è Triora, anche detta la “Salem d’Italia”. Nel 1587 infatti proprio in queste stradine si svolse la più grande e feroce caccia alle streghe italiana, innescata dalla diceria che alcune donne del villaggio avessero provocato la terribile carestia che stava mettendo in ginocchio tutti gli abitanti. Vennero identificate venti donne e sottoposte ad atroci torture per estorcere loro altri nomi: alla fine le donne accusate sono più di trenta. Le donne delle famiglie nobili vennero rilasciate, ma le altre rimasero incarcerate e molte morirono a causa delle torture. Nel 1588 il processo si concluse con una condanna al rogo per tutte le imputate, che venne però annullata l’anno successivo per motivi ancora sconosciuti. Nel borgo oggi sono presenti vari itinerari per scoprire di più su questo periodo e la storia viene costantemente tramandata anche grazie al Museo Etnografico e della Stregoneria che raccoglie documenti, oggetti di vita quotidiana e riproduzioni delle stanze della tortura e degli interrogatori. 

Se vuoi scoprire altre mete inusuali, il sito Atlas Obscura è quello che fa per te! 

Beatrice Segato

Fonte foto copertina: https://www.iusinitinere.it/dark-tourism-il-fenomeno-del-turismo-dellorrore-37893

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...