Caso Epstein: i dettagli che ancora non sai – Parte 2

Nella prima parte dell’articolo abbiamo presentato la situazione delle giovani vittime e le prime ingiustizie: il caso che venne chiuso e le ragazze minacciate, in balia del potere di Epstein. Tuttavia non finì qua, quelle testimonianze purtroppo erano solo la punta dell’iceberg.

L’isola

Nuove informazioni sono poi venute a galla: si tratta della scioccante scoperta dell’isola di Little Saint James, appartenente alle Isole Vergini, proprietà privata del miliardario tenuta estremamente segreta e all’oscuro di tutti. Questo è stato uno dei luoghi in cui più si sono concentrate le violenze che sconvolsero, in seguito, l’opinione pubblica.

Un dipendente di Epstein ha affermato di aver visto lì ospiti “particolari”, soprattutto molte donne giovanissime e uomini facoltosi, come Bill Clinton e il principe Andrea. Non tutti gli uomini erano coinvolti nelle violenze di Epstein, ma altri erano invece “clienti” fondamentali. Il principe Andrea, per esempio, è stato visto in compagnia di una ragazza proprio da questo dipendente, in atteggiamenti chiaramente compromettenti. Numerose donne sono state portate lì e abusate. Spesso si sentivano così sole e smarrite che semplicemente lo lasciavano fare, non avevano la forza di opporsi, sentendosi in trappola sull’isola.

Dopo l’accordo del tribunale

La situazione resta però immutata: dopo soli 13 mesi di condanna, Epstein finisce semplicemente agli arresti domiciliari, ma viola quasi costantemente la libertà vigilata senza che la polizia faccia nulla. Nonostante la presenza di molte fotografie ad attestare le sue continue fughe, nessuno interviene per impedirglielo, come se fosse un cittadino qualunque.

Dopo esser stato rilasciato, organizza pure una festa a cui partecipano numerosi ospiti, fra cui il principe Andrea e Woody Allen. Nonostante ciò che è successo, nulla è cambiato per Epstein, tutti continuano a frequentarlo e continua a condurre la stessa vita di sempre.

Tra l’altro, aveva collaborato anche con altri personaggi famosi accusati di molestie sessuali: venne visto spesso in compagnia di Kevin Spacey e Harvey Weinstein. Soprattutto per quanto riguarda Weinstein, i due erano quasi “soci”: anch’egli usava la sua fama e il suo potere per abusare di giovani ragazze.

Quando la situazione inizia a cambiare

Nel 2016, sono due i principali candidati alla presidenza degli Stati Uniti d’America: Hillary Clinton e Donald Trump, entrambi collegati a Epstein. Per le vittime è stato come uno schiaffo in pieno volto, così alcune donne si sono fatte avanti senza ricevere però, ancora una volta, alcuna considerazione.

Nel 2017 si forma il movimento femminista contro la violenza e le molestie subite dalle donne, il movimento Me Too, così molte iniziano a fornire nuove testimonianze e rivelare ulteriori informazioni. Nel 2018, un report pubblicato da un giornale americano porta ulteriore attenzione sul caso quando Acosta viene nominato segretario al lavoro dall’ormai presidente Donald Trump. Acosta non fu una scelta totalmente casuale, fu una componente essenziale del caso: si trattava infatti del procuratore federale che si era occupato del caso Epstein, e del famoso patteggiamento che lo aveva liberato.

La svolta è avvenuta nel 2019 quando, tramite una sentenza ufficiale, è stato dichiarato che il governo federale aveva ingannato le vittime e omesso informazioni sul patteggiamento “segreto”. Le vittime ottengono quindi un’udienza con cui potevano opporsi all’accordo: finalmente avevano l’opportunità di farsi valere e testimoniare nuovamente davanti all’FBI. Nessuna di loro pensava sarebbe mai successo e che avrebbero mai ricevuto giustizia.

Epstein finalmente viene arrestato, ed altre testimonianze emergono: la polizia fa irruzione nella casa di New York e scopre in una cassaforte un database di centinaia di foto di donne nude, tutte le ragazzine che aveva violentato negli anni, come fossero i suoi trofei. Dopo il suo arresto, nessuna delle sue conoscenze afferma di averlo conosciuto: da Trump a Clinton, sono innumerevoli coloro che, nonostante le testimonianze visive e fotografiche, negano un qualsiasi rapporto con lui.

Epstein al processo afferma di essere colpevole e pensa di poter uscire su cauzione. Le sopravvissute si presentano al processo insieme, per testimoniare, ma soprattutto per farsi forza e assistere alla sua possibile incarcerazione. Jeffrey sarebbe stato disposto a dare tutto il suo patrimonio pur di non farsi incarcerare. Tuttavia, nella cassaforte oltre alla pedopornografia, avevano trovato altro: diamanti, passaporti… l’essenziale per una fuga. Non potevano permettergli di scappare, così nessuna cauzione gli viene assegnata e sembra una vittoria finalmente, per la polizia e per le vittime. È un passo avanti verso la giustizia.

Il finale amaro del caso

Ad agosto del 2019 un fatto sconvolgente mette la parola “fine” sul caso: Epstein si suicida nel carcere. “Apparentemente” si è impiccato; apparentemente perché le guardie dormivano e le telecamere non funzionavano, quindi non ci sono testimonianze dell’effettivo suicidio. È una fine scioccante, perché è come se fosse sfuggito di nuovo. Le vittime non riescono a ottenere una vera e propria conclusione, non sentono che giustizia è stata fatta. Si tratta inoltre di una morte controversa: potrebbe essere stato ucciso. Aveva un incredibile potere grazie a informazioni e video, teneva in suo pugno e aveva la possibilità di ricattare molti potenti. Ogni angolo delle sue case era controllato e filmato, probabilmente faceva anche parte di una tratta sessuale di minori più grande, a livello mondiale: per evitare ulteriori rivelazioni, il suo silenzio era essenziale.

A confermare questa teoria, un’ulteriore prova: il fratello di Epstein ha richiesto infatti un’autopsia e sono state individuate fratture impossibili da realizzare in un’impiccagione. Due giorni prima del suicidio, inoltre, aveva redatto un nuovo testamento che ha reso molto difficile l’indennizzo delle vittime: non nutriva rimorso e ha voluto colpirle ancora una volta. Il giudice però non ha chiuso immediatamente il caso con la sua morte, ha voluto lasciare almeno alle vittime la possibilità di esprimere la propria voce in tribunale, anche se oggi numerose domande rimarranno ancora senza risposta, e molte non otterranno giustizia.

Tuttavia, vi sono ancora risvolti importanti: il 29 dicembre 2021 anche Ghislaine Maxwell è stata dichiarata colpevole. Era profondamente coinvolta, sua aiutante e braccio destro, perno centrale nella tratta di queste minori, e finalmente è stata giudicata colpevole dei suoi crimini.

La vicenda del principe Andrea

Il principe Andrea ed Epstein erano stati amici per anni e Andrea, dopo le accuse e l’arresto dell’amico, organizzò un’intervista alla BBC. Aveva lo scopo di rendersi innocente agli occhi del pubblico, affermando in diretta di non aver mai conosciuto e di non ricordarsi assolutamente di Virginia Roberts.

Ma di chi si tratta? Chi è Virginia?
Virginia Roberts fu una delle vittime principali di Epstein, che dichiarò di essere stata violentata dal principe Andrea. Si fece carico di un incredibile peso rivelando questo al mondo: venne definita prostituta, tossicodipendente, bugiarda, soprattutto dai media britannici, la cui crudeltà e fedeltà alla corona, è celebre.

L’intervista però non ebbe l’effetto sperato: contribuì solo ad aumentare i dubbi sul principe Andrea e a peggiorare il suo stato. Non ammise la sua colpevolezza e le sue affermazioni, in particolare davanti alle testimonianze fotografiche, sembravano allucinanti.

Il principe Andrea è stato recentemente estromesso dalla famiglia reale (alla fine del 2021) per le accuse di violenza sessuale. È stata una decisione rapida e immediata da parte del principe William e di Carlo, con l’approvazione della Regina, una mossa necessaria per permettere la sopravvivenza della monarchia a un tale caso mediatico.

Il principe Andrea è dunque tenuto a sparire dalla vita pubblica e diventare un privato cittadino. Una sentenza che arriva tardi, in realtà: se non fosse stato parte della corona sarebbe sicuramente stato estromesso immediatamente, come capo delle armate britanniche. Oggi si trova alle strette, costretto a vendere le sue proprietà per pagare i costosissimi avvocati non più finanziati dalla corona.

Questi sono i fatti salienti raccontati nei dettagli di quella che si può quasi definire epopea mediatica. Una vicenda complessa, che ha recato tanta sofferenza e che non si può realmente definire conclusa. Sicuramente negli anni continueremo a sentire ancora di questo caso e dei risvolti che avrà, dato l’incredibile numero di persone coinvolte.

Alice Faletti

In copertina: Jeffrey Epstein e Donald Trump, BBC

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