Olimpiadi invernali, curling d’oro

L’aria estiva di Rio si è diffusa fino Pechino. Ebbene sì, perché, lo scorso 8 febbraio, Stefania Constantini (22 anni, alla prima partecipazione olimpica) e Amos Mosaner (26 anni) hanno conquistato l’oro nel doppio misto del curling ai Giochi olimpici invernali ospitati nella capitale cinese. Traguardo che va ad arricchire un medagliere di assoluto spessore: dopo appena otto giorni di gare, la spedizione italiana ha superato quanto fatto nell’intera edizione di Pyeongchang quattro anni fa.

La medaglia a cinque cerchi dal metallo più prezioso è arrivata al termine di un percorso a dir poco perfetto. La coppia italiana non ha lasciato neanche le briciole ai propri avversari, totalizzando 11 vittorie in altrettante partite. Dal 3 febbraio il duo Constantini-Mosaner ha battuto, in ordine, Stati Uniti (8-4), Svizzera (8-7), Norvegia (11-8), Repubblica Ceca (10-2), Australia (7-3), Gran Bretagna (9-5), Cina (8-4), Svezia (12-8), i campioni olimpici del Canada (8-7) e, di nuovo, la Svezia (8-1) in semifinale.

La finale contro la Norvegia (la cui coppia era costituita da Kristin Skaslien e Magnus Nedregotten, bronzo quattro anni fa a PyeongChang) è stata tutt’altro che scontata. Sotto 2-0 alla fine del primo end anche grazie alla maggiore esperienza dei norvegesi in questi tipi di partite, Constantini e, soprattutto, Mosaner riportano la situazione in parità alla fine del secondo end. Da lì in avanti la partita inizia ad assumere gradualmente tinte azzurre. Nel terzo end arriva il sorpasso (3-2), mentre il definitvo allungo avviene in quello successivo (6-2), grazie ad una giocata di Constantini. Al quinto end la situazione è di 7-3 per gli azzurri e la vittoria sembra una questione certa, ma un errore di Mosaner riaccende, seppure invano, le speranze dei norvegesi. Gli italiani rispondono colpo su colpo e trionfano nella finale per l’oro olimpico con il risultato di 8-5.

È una medaglia a dir poco storica per lo sport italiano in generale, e non è un eufemismo. Battendo la coppia norvegese è arrivata non soltanto la prima medaglia d’oro olimpica nel curling, ma addirittura la prima medaglia a cinque cerchi in assoluto in questa disciplina. Inoltre l’oro è arrivato in una specialità in cui appena quattro anni prima l’Italia non si era neppure qualificata. La portata della vittoria non dipende solo dal dato storico. La medaglia giunge in un paese che non ha una grandissima tradizione nel curling, come la Svezia o il Canada. E lo testimoniano i numeri: nel nostro paese i giocatori di curling sono poco più di 300, contro i 2000 in Norvegia e i 16000 in Canada. Se è vero che ogni storia deve avere un inizio, la giornata dell’8 novembre può essere quella del curling italiano, che si è maggiormente aperto al grande pubblico solo nel 2006, quando le olimpiadi invernali vennero ospitate a Torino (le partite di curling nel palazzetto di Pinerolo) e l’Italia dovette necessariamente presentare una squadra in questa disciplina. L’impresa del duo italiano in questo sport, in cui lo spettacolo lascia spazio a una tattica quasi scacchistica e a uno studio approfondito delle traeiettorie da far percorrere alle stones, è stata paragonata dal presidente del CONI Giovanni Malagò alla vittoria di Marcell Jacobs alle Olimpiadi estive. Quantomeno la sostanza non cambia. Sul gradino più alto del podio sono saliti due italiani e l’inno italiano è risuonato nel palazzetto di Pechino.

Matteo Revellino

In copertina: Stefania Costantini e Amos Mosaner durante la gara, http://www.fanpage.it

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