Pandemia e Africa: il progetto Youth Ambassadors

Si è parlato in lungo e in largo della situazione pandemica nelle varie parti del mondo.
E l’Africa? Spesso è rimasta in secondo piano.

Nahima Zipp, giovane studentessa di Torino, rivolge un appello alle istituzioni: a due anni dal primo caso COVID-19 in Italia, è ora di agire per una ripresa globale ed equa dalla crisi.

Nahima, attivista locale e Giovane Ambasciatrice di ONE di Torino, è stata selezionata per partecipare al prestigioso programma “Youth Ambassador” dell’associazione anti-povertà The ONE Campaign, co-fondata da Bono. A due anni dal primo caso di COVID-19 registrato in Italia, la crisi pandemica è lontana dall’essere risolta. Per questo, Zipp ha esortato i propri rappresentanti parlamentari ad utilizzare tutte le risorse a disposizione per sconfiggere il virus, creando le basi per un partenariato strategico più profondo tra Europa e Africa, alla vigilia del vertice sulle relazioni tra Unione Africana e Unione Europea, che si è tenuto il 17 e 18 febbraio.

I Giovani Ambasciatori e Ambasciatrici hanno richiesto la firma di una lettera aperta, da loro scritta, che racchiude le loro raccomandazioni per un piano d’azione che risolva le profonde e preesistenti disuguaglianze tra Africa ed Europa, inasprite ulteriormente dalla pandemia. Hanno avuto anche l’opportunità di presentare le loro raccomandazioni all’audizione alla Camera dei Deputati presso il Comitato Permanente sull’attuazione dell’Agenda 2030 e il Comitato Permanente per le Politiche del Mediterraneo e l’Africa, tenutasi giovedì 20 gennaio.

Queste azioni sono parte della Settimana Mondiale per l’Azione, una mobilitazione che ha visto oltre 1000 attivisti da tutto il mondo farsi portavoce della necessità di una risposta globale, inclusiva ed equa, per lasciarsi la pandemia alle spalle.

Nahima ha dichiarato: “I leader mondiali hanno promesso un serio impegno per fare sì che il 2022 sia l’anno di svolta nella lotta alla pandemia. Purtroppo, però, le promesse non hanno mai salvato vite, né tantomeno risollevato economie all’orlo del baratro: abbiamo bisogno d’azione.”
Ha continuato: “Per questo, a due anni dall’inizio della pandemia, chiediamo ai nostri rappresentanti istituzionali e al nostro governo di utilizzare tutte le risorse a disposizione per sconfiggere il COVID-19, e di rafforzare la loro cooperazione, in particolare tra Europa e Africa. In quanto giovani, chiediamo di essere ascoltati e inclusi nelle discussioni che riguardano la ripresa post-pandemica. Abbiamo sacrificato molto negli anni scorsi, abbiamo il diritto di dire la nostra su come uscire da questa crisi e costruire società più resilienti e giuste in cui vivere, perché ne va del nostro futuro.”

Martina Nuti, manager per l’advocacy e le politiche di ONE Italia, afferma: “La ricostruzione delle nostre società ed economie post-COVID-19 riguarda questi giovani cittadini e cittadine che hanno le idee molto chiare sul futuro che vogliono: un mondo equo, sostenibile e senza povertà estrema.”
Nuti ha aggiunto: “Omicron è un campanello d’allarme per noi tutti. A due anni dall’arrivo del COVID-19 in Italia, è arrivato il momento che i nostri leader mettano in atto un piano urgente e concreto che li veda agire fianco a fianco per porre fine alla pandemia, al di là delle divisioni nazionali, consegnando i vaccini più velocemente e in modo trasparente e concordando un piano di risposta economica mondiale equo e giusto, che funzioni per tutti”.

Noi di the password abbiamo scambiato due parole con Nahima per capire come si svolge l’importante lavoro dei giovani attivisti.

Come inizia la tua collaborazione con ONE?

“Ho quasi vent’anni e vengo dalla Sardegna. Sono entrata a far parte del progetto Youth Ambassador quest’anno, dopo essere stata messa a contatto con loro da un mio professore universitario. Frequento l’università di Scienze internazionali dello sviluppo e della cooperazione, e mi è sembrata una grande opportunità quella che mi si è presentata”.

Che cos’è ONE Campaign?

“ONE Campaign è un’associazione no profit che punta alla sensibilizzazione delle persone attraverso campagne mediatiche e la pressione sull’apparato politico allo scopo di raggiungere obiettivi come porre fine alla povertà estrema nel Terzo Mondo e combattere malattie prevenibili come ad esempio l’AIDS. Lavoriamo soprattutto in Africa, infatti la campagna che stiamo portando avanti ultimamente è quella di portare un’equa vaccinazione in tali zone, allo scopo di porre fine alla situazione pandemica in modo più globale”.

In cosa consiste l’attività di advocacy?

“Operiamo su diversi fronti, anche attraverso campagne di sensibilizzazione dal vivo, ma ovviamente, a causa della situazione attuale, ora operiamo maggiormente tramite social, soprattutto Twitter o attraverso delle petizioni. Ultimamente abbiamo presentato una lettera aperta svoltasi tra il 17 e il 18 febbraio al Summit tra Unione europea e Unione africana”.

Nahima Zipp

Che cos’è il progetto Youth Ambassadors?

“L’associazione crede molto nei giovani e ogni anno seleziona tramite un bando pubblico ragazzi da tutta Europa. In Italia siamo 45 tra i 16 e i 30 anni. Puntano molto sul coinvolgimento dei giovani, dato che saremo noi coloro che subiranno le conseguenze delle scelte di oggi”.

Di cosa tratta la lettera aperta che avete presentato?

“La lettera aperta chiede una maggiore cooperazione tra Unione europea e Unione africana per mettere fine a questa pandemia. Si è osservato che l’evoluzione del virus è dovuta anche al fatto che alcune persone non sono ancora vaccinate, e proprio in Africa solo il 10% della popolazione lo è, contro il 70% della media europea. La nostra richiesta riguarda inoltre una cooperazione sia dal punto di vista sanitario, che economico”.

Perché intervenire proprio in Africa?

“In generale l’Africa è il continente che maggiormente risente di problemi come fame, mancanza di istruzione, malasanità. Vogliamo diminuire questo divario tra Europa ed Africa”.

In relazione alla pandemia quali sono nello specifico le disuguaglianze emerse?

“Al giorno d’oggi abbiamo gli strumenti che possono portare ad una conclusione della pandemia. Il problema è che mentre nei paesi avanzati vengono messe a disposizione precauzioni e ingenti somme di denaro, in Africa la maggior parte della persone non può attingere a questi “privilegi”. Ciò favorisce lo sviluppo di nuove varianti come l’Omicron”.

Perché secondo te è così importante l’azione dei giovani ambasciatori e in che modo possono cambiare la situazione attuale?

“Penso che sia molto importante da parte nostra avere la possibilità di agire su quegli aspetti che riguardano la nostra vita ed il nostro futuro, e lottare per i nostri obiettivi e scopi. In questo caso per me far parte di ONE vuol dire lottare per la giustizia e l’uguaglianza tra due paesi che presentano un divario enorme, permettendo a chiunque nel mondo di seguire i propri sogni”.

Caterina Malanetto

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