La nuova Galleria Archeologica a Torino

Presso i Musei Reali di Torino, la mattina del 18 febbraio si è tenuta la conferenza stampa per l’inaugurazione alla nuova Galleria Archeologica. L’apertura al pubblico è, invece, avvenuta il giorno successivo. Collocata al pian terreno della Manica Nuova di Palazzo Reale, la nuova mostra permanente raccoglie più di mille tesori dell’archeologia del Mediterraneo antico, alcuni dei quali non sono mai stati ammirati dai visitatori prima d’ora.

Le raccolte di antichità in pillole

Le vicende che riguardano le collezioni le collezioni di antichità da parte delle famiglie reali sono indubbiamente affascinanti e la Galleria Archeologica vuole raccontare non solo il significato di ogni reperto esposto, ma anche questo percorso nel tempo dei manufatti. Tutto inizia nel Cinquecento, quando la famiglia Savoia inizia a raccogliere opere d’arte antica per sfoggiare la propria superiorità, sia politica che culturale; poi, mano a mano le collezioni sono state ampliate fino a diventare Regio Museo di Antichità ad opera di Vittorio Amedeo II. Successivamente, nel 1824, re Carlo Felice aggiunge la collezione egizia nota come collezione Drovetti (che in seguito, separandosi dalle altre, darà origine al Museo Egizio di Torino) e le collezioni crescono sempre di più, cambiando spesso sede, fino a trovare finalmente una collocazione più adeguata nella nuova Galleria Archeologica.

Una mostra inclusiva

Il percorso espositivo è pensato proprio per tutti: sia per gli appassionati e gli esperti di archeologia sia per i più piccoli, i quali, con l’aiuto dei genitori, possono scoprire moltissime curiosità attraverso i QRcode della Galleria Junior. Ad attenderli ci sono, infatti, quiz, domande su temi specifici, video, attività e percorsi tematici per catturare la loro attenzione e rendere più accattivante e fruibile la mostra.

Inoltre, si è tenuto anche conto di offrire l’esperienza della Galleria Archeologica al pubblico con disabilità visive, attraverso alcuni accorgimenti che non sempre sono presenti in tutti i musei. Così, i totem che illustrano le sale sono dotati di pannelli multisensoriali, di collegamenti alle audiodescrizioni e, soprattutto, in alcuni ambienti, di alcune riproduzioni degli oggetti più importanti che possono essere toccate.

Due protagonisti indiscussi

Senza nulla togliere ai numerosissimi reperti di arte antica – che vanno dal mondo etrusco a quello egizio, da quello greco, fenicio o punico a quello romano, che raccolgono pezzi anche della storia del vicino oriente e di Cipro — sicuramente sono due i reperti eccezionali che raccontano la storia di due personaggi indiscussi della storia: Cesare e Cleopatra.

In fondo alla galleria delle sculture, sulla destra, si apre una stanza dedicata a due ritratti in marmo del generale romano e della regina d’Egitto più noti. Il primo, databile al 45-44 a.C., è sicuramente uno dei ritratti più fedeli di Giulio Cesare; il secondo, invece, nasconde in sé la storia drammatica della fine di una delle civiltà più longeve della storia. Gli sguardi di entrambi sono allo stesso tempo penetranti e carichi di emozioni.

La Galleria Archeologica è, dunque, un percorso espositivo che racchiude al suo interno innumerevoli spunti di storia e arte e rappresenta, come fanno notare gli stessi ideatori e curatori, una sorta di «patrimonio non solo artistico-culturale, ma anche biologico» che contraddistingue la cultura mediterranea. Se anche voi, cari lettori, siete appassionati o semplicemente incuriositi, non dovete assolutamente perdervela!

Credits foto: ufficio stampa dei Musei Reali.

Nicola Gautero

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