Ucraina: musica contro la guerra

Crediti immagine di copertina

24 febbraio 2022. Kherson. Mariupol. Kiev. Kharkiv. Leopoli. L’attacco russo è iniziato. Non si torna più indietro. Esplosioni. Sirene. Carri armati. In un clima così teso e delicato, fatto di tante ombre e di poche, pochissime luci, “speranza” è la parola d’ordine. Chiunque si sta chiedendo cosa fare. Che cosa può fare. In che modo può essere d’aiuto. C’è chi sta provando a dare il proprio contributo più concretamente e chi più simbolicamente. Chi più direttamente attraverso beneficenza e raccolte fondi, chi con una canzone. Non è la prima volta che la musica prende parte a questioni politiche e sociali. Il caso più noto tra tutti è We Are The World: brano del 1985 interpretato da Michael Jackson, Lionel Richie e altri 43 artisti, realizzato a scopo benefico per supportare la popolazione etiope afflitta da una grave carestia durante la guerra civile. Il progetto portò ad un incasso di oltre 100 milioni di dollari. Negli anni il brano è diventato un vero e proprio inno alla pace ed oggi, è più attuale che mai. Il suono di una melodia contro il rumore di un’esplosione. Suonare più forte di una bomba. Questo è l’intento dei musicisti anche adesso, nel 2022, durante la guerra in corso tra Russia e Ucraina.

Sting, l’ex storico frontman dei The Police, ha alzato la voce sui social a modo suo. Ha pubblicato un video in cui canta Russians, un suo brano (anch’esso del 1985) scritto durante la guerra fredda. Il post è andando subito virale raggiungendo più di un milione di visualizzazioni in soli due giorni. Il cantante afferma di aver cantato raramente questo pezzo, poiché non avrebbe mai pensato che fosse nuovamente rilevante farlo. Nella descrizione ha aggiunto anche dei recapiti telefonici statunitensi e britannici e un indirizzo mail a cui fare riferimento per intervenire in aiuto del popolo ucraino.

Crediti: Radio Norba

Non solo lui, ma anche Elisa. L’autrice di brani come Luce, O Forse Sei Tu, Ti Vorrei Sollevare e tanti altri grandi successi, ha agito seguendo la scia del cantante inglese. Sulla sua pagina Instagram si è esibita cantando Zombie dei The Cranberries in una versione acustica da brividi. “Praying for Ukraine, for the children especially and standing with everyone who’s against this war. Playing Zombie, by The Cranberries, in support of the Russian people who were arrested trying to protest against the war singing this song.” scrive sotto il suo post (traduzione: “Pregando per l’Ucraina, in particolare per i bambini e stare con tutti coloro che sono contrari a questa guerra. Suonando Zombie, dei Cranberries, a sostegno del popolo russo che è stato arrestato mentre cercava di protestare contro la guerra cantando questa canzone”.).

Se da una parte Sting e Elisa hanno agito “da casa”, il musicista Davide Martello è “sceso in campo”. Il pianista tedesco di origini italiane, si è recato con il suo pianoforte al confine tra Germania e Polonia per dare un conforto musicale agli ucraini in fuga. Prima con Volare di Domenico Modugno, poi con We Are The Champions dei Queen questa volta accompagnato da una profuga ex insegnante di musica.

Se la guerra divide, la musica unisce. Russia e Ucraina separati sul campo di battaglia, uniti sul palco. E l’Italia aiuta. Negli ultimi giorni lungo la penisola sono state organizzate numerose serate all’insegna della musica in cui musicisti russi e ucraini si sono esibiti insieme. Pietrasanta: Oksanna Dyka, Vadimir Reutov. Bologna: Oxana Tchijevskaya, Alexandra Syrkasheva. Sanremo: Oleksandr Semchuk, Ksenia Milas. Queste sono solo alcune delle voci e dei luoghi in cui queste iniziative hanno preso vita.

“Io spero che l’arte e la musica possano toccare il cuore di Putin, risvegliare il suo lato umano. Anche se so che è difficile” afferma Davide Martello. La musica non sarà una priorità in questa situazione, né tantomeno la soluzione pratica a questo conflitto. Chissà però se le note degli artisti in azione risuoneranno fino al Cremlino.

Francesco Trono

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