Ghiaccio ultima fermata

A fine febbraio, mentre l’Europa vedeva scoppiare una guerra, giungeva sommessa la notizia che il ghiaccio antartico aveva raggiunto la sua minima estensione da quando sono iniziate le misurazioni. Non si può dire che la notizia sia giunta inaspettata: l’Antartide è un ottimo indicatore della salute del Pianeta, ed è chiaro e sotto gli occhi di tutti che la Terra è malata.

Il sempre meno grande bianco sud

Se l’Antartide venisse tolto dalle mappe, difficilmente l’occhio noterebbe la differenza. Su una carta è una lunga striscia bianca, su un globo una macchia dove si inserisce l’asse: l’umanità ha poco da spartire con il deserto di ghiaccio che giace nel già poco occupato emisfero australe.

L’Antartide è sicuramente il continente più monotono: il suo fratello a nord, l’Artide, è racchiuso da Asia, America ed Europa, e per quanto sia ugualmente una monocromatica distesa alternativamente candida o nera come la pece, giace al naturale crocevia di grandi potenze. Il polo sud è isolato dal resto del mondo: su di esso si affacciano le propaggini meridionali dell’America del Sud e le isole della Nuova Zelanda: per il resto è circondato da una distesa interminabile di acqua. È stato infatti l’ultimo dei continenti a essere raggiunto e “conquistato”, a costo di molte vite umane — e animali. 

Così  lontano dai problemi del mondo, coperto da chilometri di ghiaccio e abitato da pochi audaci scienziati, non ci si aspetterebbe che l’Antartide sia una bomba a tempo, per lo più innescata: eppure l’intervento umano sul clima globale ha iniziato a smuovere il bianco gigante dormiente.

Il ghiaccio è la più grande riserva di acqua dolce sulla Terra: tre quarti dell’acqua dolce mondiale è contenuta nei ghiacciai terrestri. L’Antartide ne contiene più di tutto il resto del mondo messo insieme: se dovesse sciogliersi, da solo aumenterebbe il livello del mare di quasi 60 metri. La cattiva notizia è che si sta sciogliendo, la buona è che non si scioglierà completamente, e che il processo comunque sarà — relativamente — lento.

Le piattaforme di ghiaccio che circondano il continente sono in costante diminuzione; nel 2022 l’estensione è rimasta sotto al record per due settimane. I climatologi hanno già dovuto adeguare le stime dello scioglimento della piattaforma Ross al rialzo per seguire il riscaldamento “più veloce del previsto”.

Il ghiaccio antartico sta scomparendo, lasciando il posto a nuda roccia e oceano. La situazione è ancora peggiore a nord.

Uno sguardo a nord

Il ghiaccio a nord non poggia su un continente, ma galleggia sull’oceano. Un pochino più a sud si trova la calotta groenlandese, e le grandi distese nel nord del Canada e della Russia. Il cambiamento climatico ha colpito duramente il nord: prima del 2030 c’è una probabilità del 60% di avere un’estate senza ghiaccio artico.

Le conseguenze sono devastanti: specie già minacciate si avvicinano inesorabili all’estinzione, mentre eventi climatici testimoni di un cambiamento violento e incontrollato aumentano. Non ci è dato sapere quali siano gli effetti della pioggia in Groenlandia.

Sbrinare il freezer del Pianeta

L’umanità ha impostato il termostato a “estinzione”, e anche se c’è ancora tempo per tornare indietro, è una corsa contro il cronometro: il clima è un sistema complesso ricco di feedbacks, e il ghiaccio è uno dei più facili da capire — e purtroppo anche il più facile da raggiungere.

Il ghiaccio è bianco, il bianco riflette. Più ghiaccio c’è, più luce viene riflessa, meno ghiaccio c’è, più luce viene assorbita. Anche interrompere l’emissione di  gas serra non sarebbe sufficiente a fermare il riscaldamento, con il ghiaccio che si scioglie e ricrea ci vorrebbe del tempo per ritornare al “fresco”. 

Non è nemmeno detto che sia sufficiente: esiste un punto di non ritorno, passato il quale meno ghiaccio andrebbe a significare meno ghiaccio, e anche un completo stop dell’intervento umano non sarebbe possibile a fermare il cambiamento.

Prospettive di un mondo senza ghiaccio

Il ghiaccio è uno dei tasselli fondamentali dell’ecosistema: senza di esso, vivere sulla Terra sarebbe molto diverso. Molti ambienti, poi, dipendono interamente da esso: dai poli alle vette alpine, con conseguenze che toccano ogni dove.

Nel passato il Pianeta è già stato privo di ghiaccio. Circa 50 milioni di anni prima che l’umanità si diffondesse ovunque, andando a conoscere il mondo che ci ha ospitato da allora, uno stravolgimento dell’ecosistema, causato da una massiccia immissione di anidride carbonica nell’atmosfera, ha portato le foreste pluviali nell’odierna Germania. Fu un periodo di cataclismi ed estinzione: stiamo immettendo gas serra a un ritmo decine di volte superiori di allora.

Senza ghiaccio, il mondo sarebbe molto meno brillante visto dallo spazio, e allo stesso tempo più tumultuoso e inospitale.

Corsa contro il tempo

Senza troppa convinzione l’umanità sta correndo ai ripari. Fra molte conferenze e promesse, qualche timido tentativo di salvare il grande bianco inizia a vedersi. Non sono abbastanza, e spesso si tratta di misure che sembrano “fuori tempo massimo”, come i tentativi della Svizzera di preservare i ghiacciai coprendoli con teli di plastica altamente riflettente.

In questa situazione gli interessi umani si scontrano con la necessità di abitare un pianeta ospitale. Lo scioglimento dei ghiacci vede aprirsi molte nuove opportunità, a cui nessuno stato rinuncerà se non mediante trattati come quelli che per decenni hanno preservato l’Antartide dallo sfruttamento.

L’apertura di nuove rotte commerciali, la possibilità di estrazione di combustibili fossili in un ambiente precedentemente irraggiungibile, e le prospettive di una grande ricchezza nascosta sotto alle calotte aumenta la difficoltà di uno sforzo collettivo per preservare i delicati ghiacci del Pianeta.

Sguardo al ghiacciaio

Ogni giorno i ghiacciai della Terra fanno un passo indietro, la neve non è abbastanza per bilanciare lo scioglimento (si pensi alla straordinaria stagione invernale che ha visto la quasi totale assenza di neve sulle Alpi italiane), e fin nelle profondità delle caverne si sentono gli effetti del riscaldamento.

Il ghiaccio è una specie in via di estinzione: quando scomparirà definitivamente? Nel dubbio, ogni volta che si è in montagna, al cospetto dei grandi ghiacciai, vale la pena contemplarli per un momento di più.

Davide Borchia

Crediti foto di copertina

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