Guerra in Ucraina: le ripercussioni nello sport

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha sconvolto tutti. Ciò che prima si leggeva sui libri di storia è diventato improvvisamente realtà, gettando il mondo intero in un clima di paura e incertezza che probabilmente non si respirava dalla Guerra Fredda. L’UE e la Nato hanno immediatamente condannato l’accaduto, mettendo in atto un pacchetto di sanzioni per colpire in modo diretto la Russia di Putin. Come è ovvio che sia, le conseguenze di questa guerra si stanno presentando in diversi ambiti della vita, da quello economico a quello delle relazioni internazionali, ma molte conseguenze si sono registrate anche nel mondo sportivo.

Olimpiadi

Si parte dalle parole del CIO: il Comitato Olimpico Internazionale, dopo aver ritirato al Presidente russo l’Ordine Olimpico (la massima onorificenza del movimento a cinque cerchi), ha raccomandato a tutte le federazioni mondiali di non invitare atleti russi e bielorussi nelle competizioni sportive internazionali.

Capitolo Paralimpiadi: in un primo tempo il clima sembrava propendere verso una partecipazione degli atleti russi e bielorussi, salvo poi giungere alla decisione definitiva il giorno prima dell’inizio delle gare, lo scorso 3 marzo. Così, la Russia e la Bielorussia non sono state rappresentate nella competizione conclusasi questa domenica.

Calcio

La decisione più importante riguarda sicuramente i Mondiali in Qatar. La nazionale russa avrebbe dovuto giocare il primo dei due match valevoli per i playoff di qualificazione contro la Polonia. Il condizionale è d’obbligo, perché la nazionale polacca si è rifiutata di scendere in campo. La soluzione è stata trovata dalla FIFA, escludendo ufficialmente la Russia dalla competizione che si terrà questo inverno. Contemporaneamente anche l’UEFA ha escluso tutte le squadre di club russe dalle sue competizioni. Questo il comunicato congiunto:

La FIFA e la UEFA hanno deciso insieme che tutte le squadre russe, siano esse rappresentative nazionali o squadre di club, saranno sospese dalla partecipazione a entrambe le competizioni FIFA e UEFA fino a nuovo avviso. Queste decisioni sono state adottate dall’Ufficio di presidenza del Consiglio FIFA e dal Comitato Esecutivo della UEFA, rispettivamente i massimi organi decisionali di entrambe le istituzioni su questioni così urgenti. Il calcio è unito e in piena solidarietà con tutte le persone colpite in Ucraina. Entrambi i Presidenti sperano che la situazione in Ucraina migliori in modo significativo e rapido così che il calcio possa nuovamente essere un vettore di unità e pace tra i popoli”.

La reazione della Federcalcio russa non si è fatta attendere, ritenendo discriminatoria questa decisione contro atleti e allenatori di nazionali e club. Ma l’UEFA ha preso altre due decisioni contro la Russia. In primo luogo ha spostato la sede della finale di Champions League, da Mosca a Parigi. Poi ha interrotto il proprio legame commerciale con Gazprom, il colosso statale del gas russo.

Importanti sanzioni sono arrivate anche contro club di proprietà russa. E’ il caso del Chelsea, il cui propietario Roman Abramovic è stato squalificato dalla Premier League (il massimo campionato inglese), dopo che i suoi fondi erano stati bloccati dal governo Johnson. Le conseguenze ricadono inevitabilmente sul club di Londra, che ha a disposizione budget limitatissimi per stipendi e trasferte. Il futuro è incerto.

Basket

Anche il mondo del basket ha preso dei provvedimenti: dopo il rifiuto del Barcellona di scendere in campo contro lo Zenit, la FIBA ha stabilito che tutte le squadre e tutti i rappresentanti russi (arbitri compresi) non potranno partecipare competizioni europee, tra cui l’Eurloega e l’Eurocup, fino a nuovi aggiornamenti. Nei prossimi giorni è previsto un incontro per decidere cosa fare con i risultati ottenuti questa stagione in Eurolega dalle squadre russe, con l’ipotesi della cancellazione, il che sposterebbe gli equilibri in classifica.

Pallavolo

Dopo la finale di Champions League, la Russia perde anche la possibilità di ospitare i Mondiali di volley, che si terranno questa estate. La competizione sarà riprogrammata nei prossimi giorni.

La Federazione di pallavolo ucraina , invece, è stata ovviamente obligata a spostare la tappa di Snow Volley che si sarebbe dovuta tenere tra il 25 e il 27 febbraio a Truskavents.

Formula 1

Cambia il calendario. Quest’anno non ci saranno 23 gare ma 22: cancellato il GP di Sochi.

La guerra ha avuto effetti anche sui piloti: la Haas, team americano in corsa in Formula 1, ha deciso di licenziare un suo pilota, il russo Nikita Mazepin. Verrà sostituito dal brasiliano Pietro Fittipaldi. E’ stato anche stracciato il contratto che legava il team con lo sponsor Urakali, di prorietà del padre di Mazepin, considerato uno dei finanziatori più vicini di Putin.

Quelli sopra citati sono gesti per lo più simbolici, per lanciare un messaggio, per schierasi contro l’orrore costituito dalla guerra, per non rimanere nella zona grigia di chi non prende posizione. L’intero mondo dello sport si è schierato contro la barbarie della Russia. E non possono non essere ricordati gli atleti ucraini che hanno abbandonato il campo da gioco per calcarne un altro: quello di battaglia. Il tennista Sergiy Stakhovsky, i pugili Vasiliy Lomachenko e Wolodymyr Klitschko, l’allenatore di calcio Yuriy Vernydub, l’ex campione di ciclismo Andrei Tchmil e il fuoriclasse del nuoto Mykhaylo Romanchuk sono solo alcuni. Nella speranza che ben presto questi fatti possano essere un tristissimo ricordo.

Matteo Revellino

Crediti foto di copertina

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