Euphoria e le sfumature del femminile

Con le sue sfumature violacee, i glitter e le immancabili canzoni di Labirinth, anche la nuova stagione di Euphoria si riconferma un successo così come la prima. La narrazione continua a seguire la vita della protagonista Rue che si intreccia sempre di più a quella di una moltitudine di personaggi variegati, ma a differenza della stagione d’esordio, nella seconda non tutte le puntate sono dedicate a un solo personaggio. Si vuole piuttosto seguire un fil rouge più “classico” di un racconto lineare, che tuttavia non risulta banale, grazie ai numerosi incastri narrativi.

Ma questo articolo non vuole essere solo una recensione. L’aspetto di cui vorremmo parlare riguarda quelli che sono i veri capisaldi della serie: le ragazze di Euphoria. In questa stagione, in particolare, le figure femminili e i loro piccoli e grandi drammi hanno ricoperto un ruolo centrale all’interno del racconto. Queste giovani donne donano alla serie qualcosa di prezioso: rappresentatività. Sembra azzardato dirlo dopo aver visto ragazze in tacchi e completini provocanti andare a scuola, truccate come se dovessero andare a ballare al Centralino. Ma al di là dello stile eccentrico dei personaggi della serie, aspetti come i primi amori ingenui, gli approcci spudorati al mondo del sesso, le feste in cui si vomita in piscina fanno parte dell’adolescenza di molti di noi. E questo cast poliedrico rende la serie unica perché ricca di sfumature diverse.

Addentrandoci dunque nel pittoresco mondo di Euphoria, andiamo ad analizzare il ruolo e il significato che ricoprono alcuni di questi personaggi femminili.

Kat

Nella prima stagione Kat è, con tutta onesta, il personaggio più cazzuto. Da ragazzina insicura a dominatrice e webcam model. Sembra una banalità, ma il lavoro che Kat fa sul proprio corpo è un dettaglio da non sottovalutare: capisce che il vero centro non è fare in modo che gli altri amino il tuo corpo, ma amarlo tu stessa, apprezzarne le forme e la sfacciataggine sensuale. Kat scopre il sesso e il potere che può esercitare con esso. Ma proprio quando crede che sia tutto qui, donare piacere per ottenere piacere (e altro grazie al sex working), ecco che arriva l’amore vero. Un primo finale di stagione al gusto di melassa che però si capovolge in seguito, perchè la vita vera non va così, anche se vedere il ragazzetto un po’ sfigato con la nostra dea dominatrice sembrava un connubio dolcemente ossimorico. Nella seconda stagione Kat ci mostra come non sempre la relazione perfetta fa al caso nostro. Il ragazzo più dolce, empatico e compiacente del mondo magari non è quello che cerchiamo. Un messaggio sicuramente meno impattante rispetto a quello della prima stagione, ma non meno importante.

Cassie

Nella prima stagione abbiamo seguito la vita di Cassie come quella di un’adolescente qualsiasi. La ragazza dai grandi occhi azzurri e i capelli biondi viveva i suoi primi amori portando alla luce tematiche importanti come quella del revenge porn. Nell’ultima stagione la ragazzina naif diventa uno dei fulcri narrativi più rilevanti a causa del triangolo amoroso con Nate e Maddy. Nulla che abbia un particolare peso morale, ma il piccolo drama fa senza dubbio emergere le capacità attoriali della giovane Sidney Sweeney, la quale riesce a riportare sullo schermo i crolli nervosi di Cassie alla perfezione. Il personaggio di Cassie rimane comunque una figura interessante: una ragazza fragile con evidenti problemi di dipendenza affettiva derivanti dalla relazione nociva con suo padre.

Un parallelismo interessante: se da una parte la protagonista Rue è dipendente dagli oppiacei, dall’altra Cassie lo è dall’amore. Un’analogia che ci fa rabbrividire: le battaglie del personaggio interpretato da Sweeney appaiono così ridicole e dozzinali a confronto con quelle di Rue. Cassie tende ad agire d’impulso pur ricercando costantemente il ben volere di tutti e soprattutto le attenzioni da parte dei ragazzi che nel caso di Nate rasenta l’ossessione. Un amore mal corrisposto quello con quest’ultimo, senza dubbio uno dei personaggi più odiati della serie. Invece Cassie in questa stagione non è tanto odiata quanto snervante e, se la si osserva con un occhio acritico, stimola più che altro tenerezza nei confronti di questa ragazza che voleva solo essere amata.

Maddy

Chi frequenta Tik Tok non può non aver sentito almeno una volta la voce di Maddy che asfalta Cassie in sottofondo a un video. La scena in cui scopre del tradimento doppio, del suo ragazzo e della sua migliore amica è diventato virale: quasi tutti amano Maddy perché quasi tutti vorrebbero avere la sua forza e sfrontatezza. Forse ancor più di Cassie, Maddy è un personaggio iconico.

Nella prima era un elemento interessante ma la relazione tossica con Nate tendeva a mettere in ombra il suo sviluppo come personaggio singolo. Nella seconda stagione vediamo invece l’evoluzione di una Maddy che, pur sempre presa dal teen drama, si concentra però molto di più su se stessa. Un personaggio imponente con la sua audacia, che però noi sappiamo essere anche fragile, sia da come emerge dalla difficile relazione con Nate sia dalla situazione in famiglia. Maddy rappresenta la ragazza incastrata in una relazione tossica che, sebbene si renda conto di quanto Nate non la ami davvero con la sua violenza, continua ad amarlo incondizionatamente. È ossessionata dalla perfezione che si riflette in un rapporto poco sano con il sesso e con una generale insicurezza. Tiriamo però un sospiro di sollievo nel finale di stagione, quando Maddy dichiara di aver deciso di vivere altrove, probabilmente per il college, scollandosi finalmente da quell’ambiente tossico.

Lexi

A differenza della prima stagione, durante la quale Lexi occupava un ruolo abbastanza marginale, in questa inizia a sfruttare proprio questo ruolo marginale, questa vita da “spettatrice” per creare qualcosa di sorprendente: uno spettacolo teatrale divertente ma anche profondo, che spinge a far riflettere ogni personaggio della serie sulle proprie azioni e scelte. Di Lexi in questa stagione ci colpisce il coraggio, quello che la spinge a dar voce ai propri sentimenti anche a costo di ferire la sorella Cassie.

Il suo rapporto con Fezco ci fa sognare: lunghe conversazioni consumate al telefono e tenersi la mano mentre si guarda Stand by Me. Un approccio quasi vintage che stona nell’ambiente della serie estremamente attuale, dominato da feste pazze, droghe e un largo uso dei social. Proprio riguardo alla questione social network i due ragazzi si confrontano e Fezco dice: “Perché devo far sapere a qualcuno cosa faccio o cosa sento? I social rovinano il mistero. Se mi piace una ragazza voglio scoprire tutto su di lei da solo. Non voglio cercarne frammenti sparsi su Google ma scoprirne strato dopo strato i tratti caratteriali. Volere una famiglia o dei figli, la curiosità o l’empatia sono le cose importanti che nessuno posta su Internet”. Una frase significativa perché ci fa sperare che in un mondo di plastica come quello descritto da Euphoria ci sia ancora speranza per dei rapporti autentici.

Il nuovo ruolo di Lexi sorprende piacevolmente e fa riflettere sul fatto che a volte anche gli invisibili, chi osserva senza esporsi, ha qualcosa da dire, deve solo trovare la forza per farlo.

Jules

Jules è senza dubbio uno dei personaggi più complessi della serie. Naif ma anche sfrontata, provocatoria, spensierata ma anche piena di dubbi, come vediamo nello speciale a lei dedicato in cui assistiamo ad una sua seduta con la psicologa, colma di voli pindarici e racconti introspettivi. La sua crescita da una stagione all’altra è evidente, anche nel look: da stravaganti toni pastello passa ad un look più punk e poi ad uno più semplice e lineare.

Il suo amore per Rue è volubile ma puro, profondo ma difficile. In primis perché Rue è un personaggio contorto e poi perché Jules non riesce a rientrare in dei confini delineati, non vuole essere ingabbiata, vuole essere libera di vivere la poliedricità della propria identità e sessualità. Questo suo desiderio si scopre però essere problematico: Jules ha vissuto tramite diversi volti, degli avatar che non la rappresentano veramente. Si tratta di una lotta alla ricerca della propria personalità, che rende Jules confusa anche a proposito della sua identità di genere. A proposito di ciò, è emblematica la sua fuga nel finale della prima stagione, un ultimo tentativo disperato di scappare dalla situazione di crisi.

Una tematica importante se si parla di Jules è quella del senso di colpa. Rue ricade nella droga quando lei la abbandona e il senso di responsabilità per questo la distrugge. Anche questo evidenzia la complessità del rapporto tra le due ragazze.

Rue

Rue è il baricentro attorno al quale ruotano tutte queste vite sconclusionate. Problematica, tossicodipendente, sarcastica, amorevole. Rue è tutte queste cose insieme, ci mostra come più elementi possano convivere nello stesso individuo, come una tossica sia comunque capace di provare un amore puro e incondizionato verso amici e famiglia.

Rue si sente persa in questo mondo perché ne sente tutto il peso sulle spalle, un mondo pieno di ira e confusione. L’unico momento in cui questo peso è leggero, l’unico attimo in cui non si sente vulnerabile è quando fa uso di sostanze. La sua dipendenza non sembra avere vie d’uscita, ma in questa seconda stagione vediamo come, arrivata all’apice della disperazione, la via di fuga da questo circolo vizioso lo trovi grazie alle persone che la amano, al costo di farla soffrire terribilmente.

Un aspetto rilevante è il suo amore per Jules, pieno di fraintendimenti e di alti e bassi, diventato ormai una dipendenza così come le altre. Negli ultimi episodi vediamo come Rue prenda consapevolezza di questo rapporto non sano e decida di distaccarsi da lei per il bene di entrambe.

In quanto a rappresentatività, Rue è uno dei personaggi che meglio ci fornisce un quadro di quelle che sono molte delle problematiche che affliggono i giovani d’oggi: abuso di droghe, disturbi mentali, paura dell’abbandono. In particolare, mai prima d’ora era stata rappresentata la depressione in modo così accurato su uno schermo. Molto del merito di ciò va alla meravigliosa performance dell’attrice Zendaya.

Con il suo modo di fare beffardo, la camminata ondeggiante e i vestiti larghi, Rue si trova in netto contrasto rispetto alle altre ragazze della serie, in particolare le iper femminili Cassie e Maddy. Mostra un altro volto alla femminilità canonica, un contrasto che, così come i diversi stili e modi di fare di tutte le ragazze della serie, ci mostra che l’essere donna si manifesta in una moltitudine di forme diverse.

Queste giovani rappresentano ogni ragazza: fragile ma anche forte come Maddy, capace di ottenere ciò che vuole ma anche di sbagliare come Cassie, cadere e rialzarsi come Rue, amare spontaneamente come Jules, imparare a volersi bene come Kat, osservare ed elaborare il mondo come Lexi. Queste giovani donne formano uno spettro ampio di personalità diverse che incarnano l’essenza di ogni ragazza.

Caterina Malanetto

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