Paulo Dybala, fine della storia

Tutte le storie hanno una fine. Soprattutto quelle più belle. Quella tra Dybala e la Juve ha una data segnata sul calendario: 30 giugno 2022, a contratto scaduto. Da lì in poi le strade dell’argentino e della Vecchia Signora si divideranno ma, come in tutte le storie d’amore più intense, i due partner proseguiranno cambiati rispetto a prima e con il ricordo indelebile dei bei momenti passati insieme.

Cosa è successo…

Il finale della storia poteva essere scritto in un modo completamente diverso. E per molti tifosi juventini doveva esserlo. Ma l’AD bianconero Maurizio Arrivabene il 21 marzo è stato emblematico: L’arrivo di Vlahovic ha tolto Dybala dal centro del progetto“. Sembra tutto paradossale, perché riavvolgendo il nastro a luglio l’Allegri-bis era iniziato con un tono diametralmente opposto, mettendo l’argentino al centro del villaggio. In mezzo una telenovela che sembrava infinita. In realtà Dybala e la Juventus a ottobre l’avevano trovato un accordo per il rinnovo del contratto. Come mai allora la firma non è arrivata? Perché l’agente di Paulo, Jorge Antun, doveva ricevere ancora il permesso dalla FIFA per operare come procuratore. I tempi burocratici sono stati fatali. Da ottobre a marzo è andata in scena una telenovela: 3 infortuni, frecciatine dalla dirigenza, sguardi ben poco amichevoli della Joya verso la tribuna, incontri annullati con l’agente e infine un investimento dal nome di Dusan Vlahovic. Dybala è stato messo alla porta.

…e cosa succederà

Per entrambi si aprirà una nuovo capitolo della storia.

La Juve l’ha già aperto a gennaio, prelevando dalla Fiorentina Vlahovic. Ma un giocatore dalla classe di Dybala non si sostituisce facilmente, a maggior ragione se dalla sua cessione non si ricava nulla. I nomi che sono stati fatti sono molteplici: da Raspadori a Antony, da Gabriel Jesus a Salah. Il più gettonato sembra quello di Nicolò Zaniolo, esterno/trequartista della Roma. Più giovane di Dybala (22 anni contro 29), l’italiano condivide con il 10 uscente una condizione fisica per nulla invidiabile. Ma un esterno non basta. L’imprevedibilità e la qualità che il miglior Paulo dà alla squadra deve essere sostituito anche con un colpo a centrocampo. I tifosi sognano Pogba.

Dybala invece potrà scegliere liberamente incrociando il parametro dello stipendio con quello della meta preferita. In questo momento le squadre in competizione sono principalmente tre: Inter, Atletico Madrid e Tottenham. Dipende molto da cosa cerca l’argentino. Se vuole un ruolo al centro del progetto l’Inter è la scelta più logica, ma se invece non vuole fare uno sgarbo ai suoi vecchi tifosi e avere magari anche uno stipendio superiore si potrà accasare all’estero.

Talento puro

Il divorzio era nell’aria, ma ciò che stupisce sono le modalità. La Juve mette alla porta un giocatore qualitativamente spettacolare, dotato di colpi e numeri mozzafiato. Forse però non ha rispettato le grandissime aspettative che su di lui si erano create sin dal suo arrivo a Torino, anche a causa degli infortuni: troppi, soprattutto negli ultimi 3 anni, durante i quali ha saltato ben 53 partite. Sbarcato al Palermo a 19 anni per una grandissima intuizione del compianto presidente Zamparini, O’ Picciriddu (soprannome ai tempi rosanero) si è fatto le ossa, facendosi conoscere in Serie A nel campionato 2014-2015. Dopodichè nella sua testa c’è stata solo la Juventus. Goal al debutto in Supercoppa italiana dopo appena 13 minuti e giocate da talento puro, Dybala ha preso sin da subito per mano la squadra del post-Berlino ed orfana di Pirlo, Tevez e Vidal, trascinandola con i suoi goal fino allo ‘scudetto della grande rimonta’. Fino ad oggi i suoi numeri in bianconero sono da protagonista assoluto: in 283 presenze, 48 assist e 113 goal (terzo marcatore straniero e decimo in generale all-time). E nessuno di questi è stato banale. Di sinistro, di destro, di collo, di interno, di esterno, su punizione, a giro. Quando si pensa a Paulo Dybala non si possono non considerare le sue prodezze. Ha avuto il pregio di incantare tutti con le sue giocate, scaldando il cuore notoriamente freddo dei tifosi juventini, ma che si affeziona ai grandi giocatori.

Quando si pensa al calcio, la mente va sicuramente a giocatori della sua classe e raffinatezza. In grado di trasformare una potenza in atto, l’argentino rappresenta il giocatore più forte del campionato italiano, almeno per talento puro. Ha vestito due numeri che nella storia della Juve vogliono dire tantissimo. Prima il 21 di Zidane e Pirlo, poi il 10, il numero per eccellenza. Proprio il 10 lo ha portato ad essere paragonato a Del Piero (oltre che a Sivori), a testimonianza di quanto i tifosi lo abbiano amato e coccolato, con la speranza di vedere anche lui diventare una bandiera del club come lo è stato Alex. I presupposti c’erano e forse la volontà dell’argentino anche, ma la realtà è ben diversa. Il momento di maggior splendore della sua esperienza juventina probabilmente è stata la notte del 3 aprile 2017, quel Juve-Barcellona 3-0 in cui 2 goal sono stati suoi, di cui uno un capolavoro. Nella sera di Messi, il marziano era stato lui.

Chi non ama il mancino di Dybala ha dei problemi con i sentimenti”. Così si è espresso l’ex-giocatore ed opinionista Adani, dopo un suo super goal. Perché che si voglia o meno Dybala è un pezzo di storia della Juventus come non può che esserlo un giocatore che ha vinto 5 scudetti. Un diamante grezzo, e per le grandi signore (e vecchie in questo caso) c’è bisogno di grandi diamanti. Lui lo è stato. E anche se i giocatori vanno e la Juve resta, chi se ne va è stata veramente una Joya per gli occhi.

Matteo Revellino

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