Italia, 10 giovani da cui ripartire (parte 1)

A meno che abbiate vissuto le ultime settimane nello spazio, è nota a tutti la mancata qualificazione ai Mondiali in Qatar della Nazionale italiana. Ne abbiamo parlato approfonditamente (e tristemente) nel nostro podcast Oltre l’inchiostro. Per trovare l’ultima partita della Nazionale in un Mondiale dobbiamo tornare indietro al 2014, in Brasile – sì, è quella del morso di Suarez a Chiellini. La formazione era: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Darmian, Verratti, Pirlo, Marchisio, De Sciglio, Balotelli e Immobile. Sembra passata un’era geologica.

Invece sono passati otto lunghi anni. Ecco allora 10 giovani da cui il ct Mancini può ripartire e che possono diventare delle pedine importanti per il nuovo ciclo azzurro, alcuni per il breve, altri per il lungo periodo. In questa prima parte vengono presentati i primi 5, tutti del reparto arretrato. Sono tutti nati nel nuovo millennio, ma non sono stati considerati Tonali e Raspadori, altrimenti sarebbe stato troppo semplice…

Marco Carnesecchi

Sì, in porta siamo coperti. Donnarumma rappresenta una sicurezza per il presente e per il passato, al di là di qualche indecisione di troppo registrata ultimamente. Ragazzone di 191 cm, Carnesecchi è uno dei protagonisti assoluti di un campionato formidabile della Cremonese, che potrebbe portare anche a una storica promozione. Indipendentemente da come terminerà il campionato cadetto, per il portiere classe 2000 il futuro dovrebbe essere in Serie A. Di proprietà dell’Atalanta (che di giovani se ne intende alquanto bene), per lui è forte l’interesse della Lazio, del Sassuolo e della Juve. Difficilmente difenderà i pali della Dea, visto il grande investimento per Musso della scorsa estate. Il rischio di rimanere oscurato all’ombra di Donnarumma c’è, un po’ come lo sono stati molti portieri ai tempi di Buffon, ma il talento è innegabile: non a caso è l’Under 23 più utilizzato in B, nonché il capitano della Nazionale Under 21.

Da RiminiToday

Giorgio Scalvini

Da un talento di proprietà bergamasca a un altro, che con la Dea è già sceso diverse volte in campo: 12 partite quest’anno in Serie A. L’anagrafe parla chiaro: 11 dicembre 2003, giovanissimo! Impiegato nell’atipica difesa a 3 dell’Atalanta, è anche titolare della Nazionale Under 19, dove invece gioca in una classica difesa a 4. Il materiale su cui lavorare c’è e si trova nelle mani di uno dei migliori insegnanti di calcio del nostro paese, il Gasp, che in questi anni sta facendo cose inimmaginabili. Anche perché il posto di centrale di fianco a Bastoni (anche lui passato da Bergamo) è un grosso punto interrogativo, che in futuro Scalvini potrà trasformare in un punto fermo.

da SportFair

Matteo Lovato

Anche Lovato è di proprietà dell’Atalanta (sembra fatto apposta), società che investe nei giovani e che grazie al duro lavoro ha conquistato le posizioni che ora sta occupando. La scorsa stagione è stata la rampa di lancio per il difensore classe 2000, quando al Verona Ivan Jurić gli ha consegnato le chiavi della sua difesa a 3. A Bergamo ha giocato poco ed è stato mandato in prestito al Cagliari, dove, nonostante una situazione per nulla semplice, sta collezionando ottime prestazioni e voti quasi sempre sufficienti. Titolare in Under 21, vale anche per lui quanto scritto per Scalvini: l’Atalanta è una cantera efficiente, se avrà la continuità e le qualità potrà crescere anche in ottica azzurra.

da Corriere dello Sport

Destiny Udogie

Terzino sinistro dell’Udinese (questa volta l’Atalanta non c’entra), è stato una delle rivelazioni di quest’anno. Classe 2002, ha esordito in A appena diciassettenne con la maglia del Verona. È il giocatore che ha maggiormente aumentato il proprio valore tra tutti i componenti dell’Udinese, che di sorprese ne ha avute parecchie. Per ora i suoi numeri dicono 27 presenze in A, condite da 2 reti e 1 assist, anche se ha promesso di migliorare in zona bonus al Fantacalcio. È abituato a giocare in un centrocampo a 5, ma la sua corsa e la sua tecnica gli permetteranno di crescere, diventando un terzino da difesa a 4. Per lui le sirene iniziano a farsi sentire: la Juve deve rinforzare la fascia sinistra e guarda a Udine.

da 90min

Raoul Bellanova

Per completare un’ipotetica difesa del futuro manca il terzino destro: ecco Raoul Bellanova, di scuola Milan. Dotato di grande velocità, che gli permette di fare bene la doppia fase, ha conquistato il posto da titolare da quando sulla panchina del Cagliari siede Walter Mazzarri. Da quel momento le prestazioni sono state sempre più convincenti, tanto da meritare la prima convocazione in Under 21 e le avances della Juve, che quest’estate investirà sulle fasce. In questa stagione per il terzino del 2000 di proprietà del Bordeaux, 25 presenze con 1 goal e 2 assist all’attivo.

da TUTTOmercatoWEB.com

Matteo Revellino

Crediti immagine di copertina: La Repubblica

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