La colonna sonora di TikTok: intervista a Jr Stit

Stefano Titta, in arte Jr Stit, è un produttore musicale classe 2001 nato in provincia di Bergamo. La sua attività musicale nasce nel 2015, ma è durante il primo lockdown che diventa virale sui social, in particolare grazie ai suoi mash-up. Studia al Politecnico di Milano e frequenta la facoltà di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Oltre alla musica coltiva la passione per il nuoto (che fino allo scorso anno ha praticato a livello agonistico) e per l’NBA. Il suo nickname, infatti, contiene uno stretto legame con quest’ultimo: la prima parte, Jr, proviene da Jr Smith, cestista statunitense. La seconda parte invece, Stit, è un mix tra il suo nome e cognome (Stefano e Titta).

Crediti: @jrstit

Da dove nasce la tua passione per la musica? Hai avuto influenze da parte dei tuoi genitori?

I miei genitori non c’entrano molto con il mondo della musica. L’unico della famiglia con la vena musicale è mio zio. Suona benissimo il pianoforte e ricordo da bambino che lo ascoltavo con piacere. Al di fuori della sfera familiare invece, devo ringraziare MTV. Tutt’ora ascolto le canzoni che trasmetteva nel periodo 2012-2013.

Hai un genere musicale preferito?

Non proprio, tendo a soffermarmi sulle canzoni in sé: se in un periodo mi piace una determinata canzone, mi focalizzo su quella. Mi piace molto variare.

Cosa ti ha spinto a specializzarti nei mash-up?

Io puntavo principalmente sulla produzione musicale. La mia specializzazione nei mash-up è nata per divertimento e puro caso durante la prima quarantena. I primi brani che pubblicavo erano quelli che ero solito ascoltare anni fa nel periodo di MTV. Sin da bambino provavo nella mia testa a sostituire una parte di una canzone che non mi piaceva con un’altra. Col tempo ho realizzato che il mash-up su TikTok è un contenuto che va molto. È un prodotto inedito. Più andavo avanti, più vedevo che piaceva. Apprezzo molto che alla gente piaccia ciò che faccio : è gratificante!

Suoni in qualche locale o discoteca?

Purtroppo per via della pandemia non ho avuto modo di fare molta esperienza al proposito. In questo periodo però sto cercando di propormi come dj per sfruttare l’opportunità che mi sono creato con i social. Vorrei cercare di portare qualcosa di nuovo in discoteca, anche se i mash-up che propongo sono difficili da riprodurre in live e non sono molto inseriti nell’industria musicale dj. Mi piacerebbe molto approfondire questa pratica e crearmi il mio spazio.

Uno dei commenti più frequenti sotto i tuoi video è: “Sei la colonna sonora di TikTok”. Come ti fa sentire?

Mi fa stare bene! Vuol dire che quello che sto facendo funziona. Mi dimostra che sto facendo la cosa giusta. Anche se nel tempo la gente si crea una sorta di aspettativa nei miei confronti non mi demoralizza. Anzi! Mi sprona a fare sempre meglio.

C’è un mash-up a cui devi in particolar modo un grazie?

Ce ne sono molti, ma il primo che mi viene in mente è quello realizzato nell’aprile 2021 tra Yellow dei Coldplay e Ferma A Guardare dei Pinguini Tattici Nucleari (dai quali è stato anche repostato). È stato il primo mash-up che mi ha dato un bel riscontro. Ho ricevuto moltissimi complimenti che mi hanno spinto ad andare avanti! Un altro che non posso non nominare è quello tra Looked Out of Heaven di Bruno Mars e Easy on Me di Adele. È stato condiviso da tantissime star mondiali come Stephen Curry e Jennifer Lopez.

C’è stato un mash-up da cui invece ti saresti aspettato qualcosa di più? E uno che elimineresti?

Ci sono sicuramente mash-up che mi piacciono di meno rispetto ad altri, non ne ho uno in particolare.

Un mash-up da cui mi sarei aspettato qualcosa di più invece è quello tra Don’t di Ed Sheeran e What Is Love di James Young. Nonostante l’abbia pubblicato mesi fa, sta esplodendo solo adesso. Il problema però è che sta spopolando per via di una ragazza che l’ha ricaricato e l’ha “reso suo”.

Sei riuscito a portare sui tuoi profili social un video con i Train: com’è nata questa collaborazione?

Ho cercato di sfruttare al massimo tutto quello che mi ero creato grazie ai mash-up del 2021, ho contattato vari artisti. La mattina del primo gennaio, sulle ali dell’entusiasmo, ho inviato una mail al manager dei Train chiedendo di realizzare un video insieme. È bastato un mese ed era arrivata la risposta con il video. È stata una vera soddisfazione. Pensare che da bambino li guardavo su MTV e che ora sono riuscito a portarli sul mio profilo è incredibile!

Crediti: @jrstit

Quali sono i pro e contro di questo lavoro?

Per la mia esperienza personale l’unico contro è dover portare progetti con canzoni che in alcuni casi non rientrano tra i miei gusti musicali e con cui in un altro contesto non ci avrei avuto nulla a che fare. Se prima la musica la ascoltavo solo perché mi piaceva, adesso devo far cose che non sempre mi va di fare. L’industria musicale è complessa. Ed è soprattutto molto agguerrita. Bisogna essere molto attenti.

Un grande pro, invece, è che sono riuscito a rendere la mia passione il mio lavoro.

Quanto impieghi per fare un mash-up?

Varia molto. Dipende generalmente dal tempo che impiego per trovare le idee: non è sempre facile. Una volta trovata l’ispirazione, ci metto poco: un’ora circa. Tuttavia, nel caso del mash-up tra Adele e Bruno Mars, ci ho messo 30 minuti. Credo che i mash-up che vadano meglio siano quelli più immediati.

E come trovi le idee?

Solitamente ho tre modi: il primo è il classico lampo di genio e spesso mi capita quando ascolto brani di Spotify sull’autobus.

Il secondo è quello di cercare tra la top 50 di Spotify. Bisogna cavalcare i trend del momento ed essere aggiornati. Adesso è più difficile che un tuo mash-up spopoli.

Il terzo metodo consiste invece nel farmi inviare audio su Instagram con idee e spunti. Volevo cercare di cambiare un po’ il contenuto sui miei profili social. Le chat in cui ricevo le varie proposte raccontano la storia che si crea dietro al mash-up. In questo modo, le persone hanno la possibilità di vedere la propria idea realizzata. Si crea anche un ponte tra TikTok e Instagram e un legame più diretto tra fan e creator.

Capita che il tuo nome non venga associato al tuo prodotto e che tu non venga riconosciuto direttamente: come ti fa sentire?

Questo fattore mi aiuta, lo trovo vantaggioso. Mi permette di focalizzarmi sui miei obiettivi. Ci tengo che la mia immagina venga riconosciuta, ci sto lavorando su. Negli ultimi video, infatti, sto cercando di mostrarmi in prima persona mettendomi davanti alla telecamera. È un passo in avanti anche per me per via della mia timidezza: un anno fa non credo sarei mai riuscito a pubblicare un video di me come sto facendo adesso.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai dei sogni nel cassetto?

Mi piacerebbe molto crearmi una figura affermata come artista musicale. L’obiettivo di promuovere la mia musica attraverso TikTok c’è ancora. Vorrei però farmi conoscere non solo per i mash-up, ma anche per le mie produzioni musicali. Sto cercando di produrre molto e di contattare vari manager. Mi piacerebbe replicare il video fatto con i Train, magari con altri artisti e perché no, far diventare il mio canale una sorta di mezzo di comunicazione. In ambito extramusicale invece, vorrei concludere l’università.

Francesco Trono

Crediti immagine di copertina @jrstit

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